bustone
Quando decidono? Quale il momento, il luogo, il motivo adatto?
Non ci sono regole, solo istinto naturale, come la CYNODON DACTYLON comunemente nota come Gramigna che se ne frega di regole e consuetudini e vive in luoghi inospitali.
Ella nasce nelle crepe del cemento si abbarbica sui muretti di pietra, osa dove altri rinunciano ma quando viene privata della sua liberta'?
Va detto che per via della sua caparbieta' viene utilizzata come manto erboso e obtorto collo rimane morbida e rasata covando desiderio di vendetta fino al giorno in cui:
"La gramigna del San Siro si ribella, il soffice prato al 23esimo del secondo tempo si arrotola su se stesso travolgendo giocatori, arbitro e una decina di fotografi.
Cosi' e', gli oggetti rimangono al loro posto per un tempo indeterminato finche' un giorno decidono di dire la loro.
Il quadro sorretto da un chiodo che un giorno, senza un motivo razionale, si stacca colpendo sulla pelata nonno Giovanni che dormiva sul divano.
La colla che cede, stufa di unire le due parti sulle quali e' stata spalmata una decina d'anni prima.
L'inchiostro della penna che e' sceso dal serbatoio alla punta diventando note della spesa, firme sugli assegni, appunti e scarabocchi, alle tre e ventisette precise di un 21 Marzo piovoso e buio si ferma, inceppa la stilo, poi secca decidendo di non scrivere piu', mai piu'.
La verita' e' che:

Gli oggetti hanno una coscienza
e posson decidere di gettare la lenza
Orologi si fermano,
radio ammutoliscono,
auto si ingolfano,
maglioni si infeltriscono,
l'arrosto brucia
la pasta scuoce
e dalle casse non esce voce

Voler bene agli oggetti e' il primo passo da compiere per evitare la loro ira. Spolverate i soprammobili, cercate di capire dove desidererebbero essere collocati.
Alcuni amano l'ombra altri hanno desiderio di protagonismo e se relegati su una mensola poco in vista, trascorrono il tempo a rimuginare finche' un giorno, dando il braccetto ad un refolo di vento, si gettano nel vuoto e si sfracellano al suolo.
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Current Location: San Siro
Current Music: Stranded House - Shields
 
 
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15 May 2012 @ 03:13 pm
« So che non mi crederà nessuno, ma io sto davvero pensando di scrivere un’opera rock che abbia per protagonista un giocatore di flipper sordo, muto e cieco. Non sto scherzando, anche se per ora è solo un’idea che ho in testa. Non c’è niente di definito. »
(dichiarazione di Pete Townshend, rilasciata il 14 settembre 1968 alla rivista Rolling Stone)
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Current Music: Pinball Wizard - The Who
 
 
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14 May 2012 @ 04:15 pm
Rosario,sulla prua del mercantile e' come una maiuscola al margine di un foglio, una lunga "l" svolazzante che pare resistere ad un vento dispettoso che tutte le altre lettere ha gia' soffiato via.
Si volta, la nave e la sua pazienza antica, sfiancata dal carico e dagli anni, punta dritta verso la citta'.
Quella terra che a vederla da lontano pare ancora da scoprire, gli viene incontro come un antico leviatano.
Rosario e' imbarcato da vent'anni sul quel ferro che galleggia cocciuto contro tutte le leggi naturali, un misero stipendio il suo ma gli basta, Le sue semplici pretese son leggere.

Una volta per scommessa si e' tuffato. E' ritornato dopo un tempo senza fine mostrando il pugno stretto e una manciata di sabbia nera che mai aveva visto il sole
Vinse quella collana di conchiglie che da allora tiene al collo, "Il rosario di Rosario" e' diventato, se ci credesse potrebbe perfino sgranarlo quando il mare perde la pazienza.

Il primo giorno a casa lo trascorre a letto gustandosi l'immobilita' della terra, la sera va al teatro.
Ama il silenzio, le luci che si abbassan lentamente, il lento succhiare di caramelle delle quali ama indovinare gusto e forma.
Rosario si accomoda come un gran signore su una poltrona morbida di caramella al mou.
Pochi istanti e sparisce: un granello di forfora su un abito da sposa, cuore in attesa, orecchie in ascolto.
Si apre il sipario: prova generale di silenzio (con colpi di tosse fuori tempo) e comincia la musica.

Allegro non molto - Allegro - Adagio e piano - Presto e forte - Presto - Andante con fuoco


Alla fine il pubblico pagante applaude piu' per rispetto che per apprezzamento e il direttore risponde mostrando una certa abitudine agli inchini.
Rosario zitto come un fermaporta approfitta dello scroscio di palmi e in mezzo a quella pioggia di polpastrelli (sbattuti fino a stravolgere le impronte digitali) per primo taglia il traguardo dell'uscita.
Dietro di lui, a coppie, a gruppi, le persone sciamano fuori:
"Ha visto? Ha sentito? Era meglio il mese scorso quando c'era quel russo...
come si chiamava? Ma si, quel violinista, lo ricordera', aveva occhi azzurri".
"Ci prendiamo uno zabaione giu' al caffe'?"
"Mi saluti tanto la consorte!"
Rosario ascolta quel vociare e si allontana verso casa, apre il portone, ingoia le scale, butta via i vestiti, si corica impaziente.
Sdraiato sull' immobile giaciglio, il concerto che indugia nelle orecchie e lontano, che non si sente neanche a immaginarlo, il rumore del mare.
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Current Music: William Ackerman - Climbing in geometry
 
 
bustone
11 May 2012 @ 07:18 am


Non c'e' mai tempo per fare tutto cio' che si vorrebbe, gli impegni si prendono a gomitate, alzano la mano e paiono gridare: "io! io! " scegli me! Cosi', per non far torto a nessuno, a volte si rimane immobili, inattivi come giocattoli senza batterie ad osservare il tempo che passa.
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bustone
03 May 2012 @ 05:04 pm
Non se ne puo' piu'... di cosa?
Ma di certi film da Sboroni che hanno valicato ormai tutti i confini leciti (per dirla alla zeneize l'han fatta fuori dal bulacco).
Ricordo quando andai a vedere "I predatori dell'arca perduta", un film che ammirai al mitico cinema Sangio e che mi diverti' come pochi altri...
Ebbene, il buon Indy ne faceva di tutti i colori e il suo modo di porsi verso ogni difficolta' con autoironia e paradossale sprezzo del pericolo scateno' i commenti di un tizio seduto dietro di me che non faceva altro che commentare ad ogni scena: "Uhh che Americanata! Uhh che roba... Uhh checosamaivista...".
Ora il tizio esagerava ma se avesse visto le pellicole odierne (es. Iron Man) con tutta probabilita' se ne sarebbe andato ripetendo a gran voce quello che disse Fantozzi mentre guardava la corazzata Potemkin.
Ma veniamo al film, un concentrato super disidratato di tutti i luoghi comuni.
C'e' lo scienziato ricco con lo scazzo che costruisce l'arma definitiva con due tubi del cesso e del nastro isolante...
C'e' sempre lo scienziato che si sveglia con un buco nel petto, una calamita di quelle che servono per recuperare le monete cadute nei tombini collegata ad una batteria da macchina.. "Perche' ci sono molte schegge nel cuore, un po' ne ho tolte ma poi ho deciso di piazzare una calamita per impedire che ti uccidano!", dice il dottore che lo ha operato a cuore aperto con due spatole per il das, una graffetta e una bottiglia di anitra wc come disinfettante.
Ma quando si sveglia lo scienziato con lo scazzo dice: "E con tutto sto bendidio di materiale sei stato capace di costruire solo sto affare?
Lascia fare a me che sono io lo scienziato con lo scazzo, con un po' di fascette, due viti e un bigodino lo rimpiazzo con un generatore di energia che vivo fino a 500 anni.
C'e' il cattivo con la faccia da cattivo che uccide i bambini ma prima li prende a sberle con le braccia strappate ai genitori... (prima di morire guarda dritto in camera e dice una parolaccia che di solito e': "Merda!"
C'e' la segretaria svampita che: "Oddio e io dovrei disinnescare una bomba nucleare e poi portarla nella base e poi arrivare in tempo per il pranzo di gala senza prima poter rifarmi il trucco con la sensazione sempre piu' reale che l'amore che provo per lui non sia corrisposto?"
C'e' il generale delle forze armate che controlla tutto... e' lui che gestisce mezzi, che da' ordini che decide e che naturalmente rappresenta la sagace spalla del protagonista con cui scambia battute che (mi possano cospargere di melassa e poi buttare in un formicaio) son sempre le stesse:

Quando si risveglia dopo essere stato crivellato di colpi ma lui fubbo nascondeva un giubbotto antiproiettile sotto il vestito: "Oh no! Era la mia camicia preferita"
Quando il protagonista, per sbaglio, abbatte un caccia che lo inseguiva: "Ehi, mi devi un aereo!"
Quando il cattivo sta per uccidere il protagonista: "Vedi, non volevo ma mi costringi a farlo..."
Quando bisognerebbe avvertire il comando supremo ma e' meglio insabbiare ogni cosa: "Si tratta di un esercitazione, ripeto e' un esercitazione"
(durante un esercitazione si possono violare spazi di volo, distruggere qualunque mezzo, oltrepassare il bulacco di molto).

Insomma non credo sia facile girare un film sui supereroi...
Passiamo sopra al vizio di stravolgere la storia originale portando tutto ai giorni nostri, passiamo sopra alla scelta degli attori che nulla ci azzeccano con le sembianze dei protagonisti del fumetto, passiamo sopra all'introduzione di nuove figure, trame, sottotrame (ma quali?)
Ma perche' mancano sempre le idee buone e abbondano i luoghi comuni?
Qualcuno dice che sono film che devono rassicurare la platea, chi va a vedere questo genere non vuole altro che fare un bagno dentro un ora e mezza di gia' visto, una specie di coperta di Linus ricca di effetti speciali di cui si conosce ogni singola fibra...
E' uscito anche Iron man 2... che dici Helicopter, ci infiliamo sotto la coperta?
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Current Location: Casa di Tony Stark
Current Music: Gotye - Eyes wide open
 
 
bustone
23 April 2012 @ 02:43 pm
Proseguono i preparativi e il fermento per l'evento...
Manca circa un mese, c'e' ancora tempo per aggiungere chilometri nelle gambe e per organizzare...
Luci, cibo, tenda, gazebo, armadillo...
Urca il cibo per l'armadillo!!
Chi ha pensato a quello?
Non vorrete che mangi barrette per due giorni vero?

Qui, nel sito ufficiale, cliccate nello spazio del team, enjoy!

http://www.24hfinale.com/24h/24ore_teams.html
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Current Location: Manie
Current Music: Anna Calvi - No more words
 
 
bustone
20 April 2012 @ 11:35 am
Talvolta, all'interno del mio piccolo studio, indugio sopra certi piani coperti di cartame.
Decine e decine di scritti che rivolgono l'inchiostro al cielo, trattati, sonetti, brani di fole mai terminate, sceneggiature, pieces teatrali e perfino liste di spese ormai acquistate, mangiate, defecate.
Stamani l'occhio e' caduto sul "Trattato dell'incedere" di Tal Bergonzo Sfavillone, esimio dottore et letterato di Bologna.
L'illustre uomo, che si definiva innanzitutto un attento osservatore del mondo e della vita, scrive a proposito di un suo convincimento.
Se Lombroso ha portato alla luce l'indole di certi tipacci analizzandone il muso, e' altresi' possibile svelare il carattere di un individuo osservando con attenzione il modo in cui cammina.
Oltre a questo il modo di incedere rivela emozioni e pensieri del momento.
Chi e' dedito a perder la pazienza si muove con ampie falcate (talvolta sbattendo i piedi rumorosamente).
Chi e' di indole timida e insicura muove passi rapidi, chi ha fantasia cammina senza ritmo e muove il corpo come se stesse ballando.
Se si traccia un filo immaginario che attraversa la testa e passa per il perineo, si potra' osservare l'equilibrio del corpo che cammina.
A volte i piedi precedono il resto, altre volte sono le spalle che si protendono in avanti, altre ancora tutto e' in equilibrio e dimostra che l'individuo e' sicuro di se, in pace con il mondo e pronto ad ogni evenienza.
Le braccia sono anch'esse rivelatrici.
Se durante la camminata vengono lasciate ciondolare lungo i fianchi possono significare arrendevolezza o apertura, se tenute conserte mostrano distacco o preoccupazione, se le mani sono infilate nelle tasche possono indicare una rigida temperatura.
Certo e' che ognuno di noi ha una camminata unica e facilmente riconoscibile.
Cominciate dunque ad osservare il prossimo che cammina e se non volete essere oggetto della stessa analisi state seduti.
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Current Music: Gotye - Making Mirrors
 
 
bustone
19 April 2012 @ 03:10 pm
Se volete premunirvi di cassa da morto per l'ultimo viaggio ma non vi va l'idea di tenerla in cantina ecco un idea che farebbe morire di invidia i migliori designer Ikea.
William Warren ha creato questa libreria che vi accompagna in vita e che si trasforma in cassa quanto siete defunti.

http://www.londonmet.ac.uk/jcamd/research/rae-2008/william-warren/portfolio_outcome04.cfm



Tutti hanno desiderato almeno una volta di possedere il peluche di un microbo.
Ora e' possibile, ingranditi un milione di volte ecco tutti quelli che volete!
Gonorrea, antrace, mucca pazza, aviaria e many more!
Mai piu' senza ;-)
Addormentarsi stringendo tra le braccia un morbido microbo di febbre tifoide non ha prezzo!!

http://www.giantmicrobes.com/us/main/giantmicrobes-originals/


E se avete una giornata no, di quelle dove le gambe sono come budini, la lingua pare lo zerbino di un parrucchiere, la voglia di fare e' finita dentro la scatola di biscotti che contiene i chiodi giu' in cantina...
Ecco questo video motivazionale, due minuti e vi sentirete capaci di cambiare il mondo!!

http://www.overthinkingit.com/2008/12/10/40-inspirational-speeches-in-2-minutes/
 
 
Current Location: Internet world
Current Music: Gotye - I feel better
 
 
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17 April 2012 @ 03:17 pm
Samuel De Carolis esce di casa alle otto.
Non un minuto prima ne' uno dopo, sa bene che la precisione e' una scienza che non ammette approssimazioni.
Da tempo ha calcolato il tempo necessario per sbrigare tutte le incombenze del risveglio.
Cronometro e blocco degli appunti hanno accompagnato le sue mattine per un anno intero fino a riempire decine di pagine di dati e cifre.
Calcolando le medie, tracciando curve di tendenza e percentuali di accadimento degli imprevisti, ha definito una tabella con tutte le attivita' in sequenza e per ognuna il tempo necessario al suo espletamento.
Successivamente ha cominciato a rispettare quanto stabilito.
Al principio non e' stato facile perche' un doppio shampoo voleva dire dimezzare il tempo per la zuppetta nel caffelatte, una camicia con i bottoni impediva l'utilizzo di scarpe con i lacci, inaffiare le piante significava aver portato fuori la spazzatura la sera prima.
A poco a poco, cercando di sentire dentro di se il ticchettio di un ipotetico orologio, e' riuscito a svolgere ogni azione con metodo e naturalezza.

Alle otto il suo piede destro varca il portone, preciso come se la gamba fosse la lancetta delle ore.
Quell'ultimo "Tic" e' sincronizzato con la suola della scarpa che risponde con un secco "Tac" nell'istante in cui si posa sull'asfalto della strada.
Percorrendo rotte ottimizzate che evitano cacche di cane, moto parcheggiate sul marciapiede e possibili incontri con qualche conoscente, arriva alla fermata del bus.
Dopo aver assunto la posizione di attesa (valigetta posata in mezzo alle gambe, mani nelle tasche del cappotto, sguardo perso nel vuoto)conta fino a cento prima di sollevare una manica e osservare il quadrante dell'orologio.
Ci sono mattine in cui sorride nel constatare che il suo sentore del tempo che passa e' d'accordo con quello del suo cronografo rattrappante.

L'autubus che di li' a poco spunta dall'angolo di Via Isonzo e' la sua dannazione perche' non vuol far parte del grande disegno mattutino.
L'ora di arrivo dipende da una molteplicita' di fattori che non si possono imbrigliare e che sopratutto non dipendono da lui.
Cosi' il mite Samuel deve sorprendersi della puntualita' del mezzo o rammaricarsi di un ritardo con eguale enfasi.
A volte l'autobus gli consente di rispettare l'orario in cui desidera entrare nel portone della ditta "Salvietti SpA" dove lavora, altre lo costringe a varcare quella stessa soglia ad un orario "Insulso" perche' le otto e trentadue o le otto e trentasette sono orari privi di significato.
E poi, come se il destino fosse pronto a sfotterlo perche' non e' riuscito a mantenere quanto promesso, gli tocca l'incontro con il portiere che non perde mai l'occasione di star zitto.
"Ragionier De Carolis, gia' qui oggi?" gli dice o altre volte, accompagnando le parole con un sorriso da chi la sa lunga: "Oggi ce la siamo presa comoda eh?"
Samuel vorrebbe rispondere a tono ma e' sicuro che spiegare a quell'uomo che odora di cantina che il rispetto degli orari imposti e' una delle sue piu' grandi preoccupazioni, sarebbe solo uno spreco di tempo e Samuel, per la precisione, odia sprecare tempo.
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Current Location: alla fermata del bus
Current Music: Merz - Asleep
 
 
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16 April 2012 @ 03:28 pm
Una volta accadeva con le barzellette.
Se ne ascoltava una dal barbiere e dopo una settimana capitava di riascoltarla in un altra citta' sul tram.
Poi era la volta di nostro cugino che la raccontava fino a risentirla per l'ennesima volta alla televisione.
Ho sempre desiderato essere un microbo per potermi muovere sulle correnti d'aria e seguire tutti i passaggi bocca-orecchio.
Il viaggio affascinante della barzelletta che l'orecchio umano ascolta, che percepisce e che considera degna di essere raccontata a qualcun'altro.
Chi l'ha inventata? Chi l'ha ascoltata per primo?
Che velocita' di diffusione ha una barzelletta? Puo' essere rappresentata sopra una scala logaritmica? Quando comincia ad essere dimenticata? C'e' un tempo standard o dipende da quanto fa ridere?
La barzelletta rappresenta in piccolo l'antica tradizione orale dei popoli che tramandavano le proprie leggende.
Nella nostra epoca telematica il fenomeno rivive.
Quante volte vi e' capitato di ricevere per posta un filmato o un immagine e dopo qualche giorno un altra persona, geograficamente lontana dalla prima, fa altrettanto?
Quante volte ci siamo sentiti "in dovere" di mandare a nostra volta in giro quanto ricevuto?
Dentro Facebook stanno dilagando delle immagini a meta' tra emoticon e scarabocchio, tra tutte la piu' famosa e' la "Troll Face", spuntata in Deviantart dentro una specie di fumetto underground e poi presa e incollata ovunque da migliaia di utenti.
Ho scoperto che tutto questo ha a che fare con il Meme.
Il concetto e le prove della sua esistenza sono state trattate per prime nel libro di Richard Dawkins "Il gene egoista".
Il Meme e' una entita' di informazione che e' replicabile da una mente o da un supporto simbolico di memoria (es. un libro, un altra persona, un supporto informatico).
Il Meme viene definito come un entita' auto-propagante come e' il gene.

Esempi di Memi (sempre che esista il plurale) sono:

I modi di dire
Le frasi fatte
Le canzoni che non si riesce a smettere di canticchiare o di togliersi dalla testa
Le barzellette
I proverbi
Le filastrocche
Le forme di superstizione;

Sinceramente sentivo che la nostra tendenza al passaparola nascondeva qualcosa di piu' serio, sembra quasi che ogni individuo inconsciamente contribuisca a diffondere i Memi per informare piu' gente possibile come se fossimo insetti di una colonia o facessimo parte di una ipotetica mente collettiva.
Resistere e non utilizzare Memi non e' facile, qualcuno dice che ci vuole una intelligenza non comune per evitare di essere dei portatori sani.
Perche' ci troviamo a ripetere quella frase? Quel gesto?
E' un comportamento che va fuori dalla logica, che sorprende anche quegli individui che si considerano "originali" e che fanno di tutto per distinguersi dalla massa.
E ora ve ne racconto una nuovissima: "C'e' un francese un tedesco e un italiano e il fantasma formaggino..." :-) LOL & Prosit

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Current Location: Rete
Current Music: Bobby Caldwell - Forever