bustone
09 February 2010 @ 07:52 pm
Dietro la funzione di ascolto casuale di un IPOD c'e' un dj piccolissimo che sceglie i brani.

Avete il necessario coraggio di inserire la funzione random nel vostro IPOD?
Siete pronti per ascoltare tutto cio' che viene proposto fino alla fine?
E' questione di umore e di disponibilita', e poi, come fossero foglie di te' in fondo alla tazza, potete anche trovare qualche significato.

Pronti?
Via:

"We want information, information, information."
"Who are you?"
"The new number two."
"Who is number one?"
"You are number six."
"I am not a number, I am a free man."

Cosi' comincia il brano "The Prisoner" degli Iron Maiden, omaggio al leggendario telefilm
Ok, non sono un numero, sono molto di piu' di quello che c'e' scritto sul mio badge, anche la foto non mi assomiglia.
Questo e' il primo messaggio e mi infonde energie positive, punto primo: "So chi sono".

Brano numero due
Al Stewart, Times Passages
Dopo una serie di arpeggi dove le chitarre di Peter White e di Al Stewart si incrociano ecco che il cantautore ci racconta del tempo che passa, e' una canzone sul cambiamento e dice che non bisogna vivere nel passato, che le cose a cui ci appoggiamo non durano, punto secondo: "Ho appena saputo chi sono quando arriva il momento di cambiare".

Brano numero tre
Walkin' Home Alone, Stan Ridgway
Che dire, a parte che e' una canzone che adoro per l'aria serale, di fanali che si riflettono nelle pozzanghere e la sensazione di freddo che non si riesce a scacciare neppure stringendo le spalle nel cappotto.
Una canzone triste che arriva al finale dove il protagonista cerca un segno che lo metta in contatto con il mondo ma scopre di essere solo, anzi, isolato.
Significato nascosto: "E' bello camminare soli con i propri pensieri tornando a casa, se ad aspettarci c'e' anche un gatto..."

So now I hear a clock and I get up fast
Draw the curtain on a brand new day
I can't wait to get this cast off
The telephone's dead
I guess they turned it off today
Turn the key on the mailbox slot
Lookin' for a letter, but bills is all I've got
And even the cat she left me with
Is goin' out with someone else
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Current Location: per strada
Current Music: quella
 
 
bustone
08 February 2010 @ 05:31 pm
"Ti potrà sembrare strano ma sono qui per il tuo stesso motivo"... - disse
"Per incassare la taglia?" - chiesi stupito
"Più o meno, diciamo che mi interessa l'uomo che hai ucciso con quel colpo di fortuna..." - aggiunse e bevve un lungo sorso.
"Ascolta, se vuoi intascare la ricompensa al posto mio sappi che..." - provai a dire ma venni interrotto dal movimento della sua mano che volò precisa come una farfalla verso il mio viso e li' poso un bianco e lungo dito sulle labbra.
"Non mi servono i soldi e poi il tuo vecchio mi è simpatico".
"Sono contenta di aver trovato te, di solito faccio risparmiare i soldi al governo ma non stavolta, domani il dente d'oro del cassiere giu' alla banca ti sembrerà luminoso come il sole, ne sono sicura..."
In ogni caso adesso siamo qui e fuori la notte e' buia e piovosa, se mi invitassi a salire di sopra, forse ti racconterò qualcosa di me." - disse
Sarei bugiardo se dicessi che fu la curiosità a farmi accettare la proposta della ragazza, non solo quella per lo meno.
Era bellissima e se questo lo avevo pensato non appena l'avevo vista, erano bastati quei pochi minuti per innamorarmi di lei.
Lasciammo la caraffa a metà, le offrii il braccio e così salimmo la scala.
La ragazza era esile ma percepivo in lei la stessa forza di certi felini che sono capaci di balzare leggeri da una rupe all'altra e poi con una zampata riescono a spezzare un tronco.
Entrammo in camera, fu lei a chiudere la porta dietro alle nostre spalle nel preciso istante in cui un fulmine cadde dal cielo seguito da un tuono così fragoroso che fece tintinnare la lampada che c'era sul comodino.
Mi sedetti sul letto, lei si avvicinò e partimmo per un viaggio che non avrei mai immaginato per via di quello in cui credevo, della singolarità del paese, della bellezza soprannaturale della ragazza.
Non mi raccontò nulla, all'inizio e neppure io domandai. Le nostre mani si cercarono e poi le labbra e l'urgenza di essere una cosa sola che si smorzava per via dei numerosi strati di tessuto che la donna indossava.
Ricordo che spronai le mie dita alla ricerca dei bottoni che stavano minuscoli e nascosti in attesa e quando riuscivo a scostare un velo ecco che un altro appariva.
Mi dovetti dar da fare a lungo prima di veder finalmente apparire la sua pelle che era bianca come la luna, profumata come un campo di lavanda e fredda come la lama di un coltello.
Ma tu sei gelata! - dissi
Non ho freddo - mi sussurrò all'orecchio mentre le sue mani mi liberavano dei vestiti.
Facemmo l'amore come se i nostri corpi fossero fatti d'acqua e noi fossimo assetati da un tempo infinito, lo facemmo come il sole che sorge e che pian piano illumina ogni fessura, lo facemmo senza mai stancarci dei baci e dei brividi, lo facemmo fino all'alba quando esausti crollammo immobili.

Quando aprii gli occhi una luce forte illuminava la stanza e faceva brillare le ragnatele negli angoli.
Allungai un braccio e non trovai che lenzuola stropicciate.
"Merda" - pensai
Mi buttai addosso i vestiti, raccolsi la mia roba e scesi di sotto.
La sala era come la ricordavo anche se la luce la rendeva piu' gradevole, l'ometto coi baffi stava dietro al bancone intento a mettere l'olio dentro una serie di lumi che stavano allineati come un plotone di esecuzione, mi saluto' senza alzare la testa.
"La ragazza che era con me ieri sera?" - chiesi
"Ragazza? Le ho chiesto se voleva compagnia e mi ha risposto di no, forse se le' sognata, nel caso non dovra' sborsare un centesimo!" - disse ridendo delle sue stesse parole.
"Ieri durante la cena hai portato un altro bicchiere e una caraffa, lo ricordo bene..." - dissi
"...aveva svuotato la caraffa come se non bevesse da un secolo, gliene ho portata una piena e porto sempre un bicchiere pulito, un abitudine..." - disse
Non bevo molto di solito, se fosse stato il vino a farmi immaginare tutto? Ero sbigottito e mi sentivo come chi arriva in chiesa e trova un coro di decapitati che canta inni sacri.
Pagai l'uomo e uscii in strada.
La carriola era scomparsa cosi' come il corpo.
Per quanto tutto con la luce aveva un nuovo aspetto che tirava su il morale non mi riusciva di scacciare dalla mente l'immagine della ragazza.
Passai alla banca e dopo aver preso il cavallo e aver fatto scorta d'acqua partii in direzione di Abilene.
Potrei dirvi che non mi voltai neppure una volta e che dimenticai presto quell'avventura ma cosi'non fu.
La rividi dieci anni dopo.
Ma questa e' un altra storia.
Prosit.
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Current Location: Abilene
Current Music: ...
 
 
bustone
05 February 2010 @ 09:28 am
Forse era la compagnia di cui aveva accennato il padrone dell'Hotel.
"Ciao straniero!" - disse
Una perla cosi' luminosa come poteva essere finita in quel posto?
Avevo visto prostitute d'alto bordo ad Abilene, roba francese, che non erano degne nemmeno di starle vicino, ma a pensarci no non poteva essere una battona, avevo collegato le due cose, forse il vino...
"Eri cosi' affamato che ti sei mangiato anche la lingua?" - insistette
"...Scusa sono rimasto... colpito" - risposi
"Guarda che non ti ho sparato!" - disse con un sorriso capace di sollevare una diligenza e cambiare una ruota rotta.
Si sedette vicino dopo avermi chiesto il permesso, il padrone spunto', poso' un bicchiere vuoto e un altra brocca colma di vino e spari'.
La ragazza riempi' i bicchieri e alzo' il suo per brindare. La imitai
"Agli stranieri tenebrosi di poche parole!" - disse
"Alle perle nel fango" - risposi
Vuotammo i bicchieri e li posammo sul tavolo nello stesso istante.
"Allora? Cosa hai da raccontare?" - mi chiese
Cercai di radunare i pensieri dentro il recinto e cominciai:
"Oh beh, non sono un avventuriero, mai stato nell'esercito, in nessuno dei due intendo... non so cosa si prova a trovare una pepita tra i sassi e non ho mai visto un Sioux da vicino.."
"A sentirti sembra che appena nato tu ti sia seduto su uno sgabello e non ti sia mai piu' mosso da allora..." - disse lei
"Piu' o meno e' cosi'" - risposi
"E l'uomo in quella carriola e' caduto dal cielo mentre andavi a riempirla di letame?" - disse indicando la finestra.

Il mio arrivo in quel paese doveva aver fatto piu' baccano di un candelotto di dinamite nel camposanto.

"Quello l'ho incontrato per sbaglio, un colpo di fortuna" - dissi
"Una bella fortuna averlo centrato in mezzo alla fronte? Se fosse cosi' amico ti affiderei tutti i miei pochi risparmi pregandoti di giocarli ai dadi..." - rispose
"Ero a Crooktown" - cominciai, "Non mi sarei fermato in quel paese, e nemmeno nel tuo bellezza, (questo lo pensai soltanto)
se un ferro del cavallo non avesse deciso di andare a spasso per conto suo.
Cosi' me ne stavo nell'unico saloon a bere mentre il maniscalco faceva il suo quando vidi quel tipo ubriaco.
Era un cacciatore, aveva piu' pelle addosso che una mandria di bisonti e stringeva ai fianchi due ragazze desideroso di portarsele di sopra in camera.
Pareva che una fosse la madre dell'altra e la figlia, chiamiamola cosi', non ne voleva sapere di salire con lui.
L'uomo riusci' a trascinarla su per qualche gradino finche' si stufo' e le mollo' un calcio che la fece ruzzolare giu'.
Poi prosegui' e spari' dietro ad una porta con l'altra ubriaca forse piu' di lui.
Aiutai la ragazza ad alzarsi, la feci sedere e le le portai da bere.
Appena si calmo' mi parlo' di quell'uomo, del fatto che fosse ricercato e che in quel posto nessuno faceva niente per allontanarlo.
Mi si paro' davanti la possibilita' di esaudire due desideri.
Levare di mezzo un inutile bastardo e incassare qualche dollaro per il mio vecchio che spende tutto per recintare quei quattro sassi che lui chiama "la mia terra".
Attesi ancora mezz'ora e quando non sentii piu' alcun rumore salii di sopra, il resto e' giu' nella carriola, fortuna come ti ho detto..."
La ragazza riempi' di nuovo i bicchieri senza replicare.
"E tu cosa mi racconti?" - chiesi
(continua)
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Current Location: Hotel Minerva
Current Music: Xtc - Ten Feet Tall
 
 
bustone
04 February 2010 @ 02:52 pm
Scostai la porta ed entrai.
Un tipo stava dormendo sopra una tavola fissata alla parete da due catene.
Di fianco una porta con le sbarre chiudeva una piccola cella vuota.
Nella stanza c'era una scrivania con una sedia vicino alla cui spalliera era appoggiato un impermeabile fradicio. Un mobile di legno a cassetti e un lume a petrolio che emanava una fioca luce malata completavano l'arredo.
"Cercavo lo sceriffo" - dissi
L'uomo non rispose subito, lascio' passare un minuto durante il quale riusci' a mettere a terra uno stivale, stropicciarsi la faccia coperta da una spessa barba ruvida e bestemmiare.
Poi si alzo' in piedi, tiro' fuori dalla tasca una stella di metallo, me la mostro' e la nascose di nuovo.
"Sono io" - disse
"Ho portato un ricercato, e' qui fuori" - dissi
"Vivo o morto?" - chiese
"Morto" - risposi
"Meglio, cosi' non mi tocca preparargli da mangiare"
Si infilo' l'impermeabile e mi fece segno di fargli strada.
Uscimmo sotto lo stretto portico, la carriola aveva cominciato a riempirsi d'acqua il cadavere se ne stava con il culo a bagno.
"Questo qui eh?" - disse lo sceriffo, poi torno' dentro e usci' con un rotolo di manifesti.
Ne avvicino' alcuni al volto dell'uomo finche' trovo' quello che lo riguardava.
"Ecco qui, John Blake" - disse
"500 dollari vale questo maiale, e' stato difficile accopparlo?" - mi chiese
"No, era ubriaco e quando ho bussato alla porta della camera dove dormiva ha cercato di spararmi con una carabina da lepri... scarica..."
"Allora venga dentro a firmare, per i soldi pero' dovra' aspettare domani quando la banca aprira'" - disse
Dopo aver firmato alcuni fogli mi diressi verso l'insegna dell'Hotel, non c'era nessuno nemmeno li' e dovetti suonare a lungo il campanello prima di vedere comparire un uomo.
Era calvo, basso e mostrava due piccoli occhi vispi sopra un naso straordinariamente lungo
"Buonasera signore, in cosa posso esserle utile?" - mi chiese
"Una stanza, per una notte" - dissi
"Sta bene, gradisce anche compagnia?" - mi chiese
"No, ma se fosse possibile mangerei qualcosa"
"A quest'ora abbiamo ben poco ma se si accontenta..."
"Mi accontento" - risposi, avevo cosi' tanta fame che mi sarei mangiato gli stivali.
Mi fece firmare il registro, ero l'unico cliente di quel giorno
"Al primo piano, vicino alla scala" - disse "Per la cena puo' scendere tra mezz'ora" - aggiunse
Raccolsi la chiave e mi incamminai su per la scala.
La stanza era piccola ma sembrava pulita, erano giorni che non vedevo un letto, quando posai le chiappe sopra il materasso mi sembro' di essere seduto su una nuvola del paradiso.
Mi lavai un poco e prima di scendere scostai le tende della finestra per guardare di sotto.
Quel paese aveva la stessa vitalita' di un camposanto, potevo scorgere in lontananza la prigione e la carriola nello stesso punto dove l'avevo lasciata.
Lasciai nella stanza il poco che avevo con me, l'impermeabile, il cappello e il cinturone con la pistola.
Per abitudine controllai se il coltello che avevo nello stivale fosse sempre al suo posto, forse mi sarebbe tornato utile se mi avessero servito carne particolarmente coriacea.
Scesi di sotto, nella stanza vicina all'ingresso c'era un tavolino apparecchiato, una bottiglia di vino aspettava solo di riempire il bicchiere vicino.
Mi sedetti, arrivo' il proprietario con una grossa pentola dalla quale spuntava il manico di un mestolo.
La poso' sul tavolo, un profumo speziato mi riempi' le narici.
"Cotiche di maiale con fagioli" - disse mentre mi riempiva il piatto.
Quando fu colmo si fermo'
"Lascio qui la pentola, ora torno con il pane" - disse e fu di parola.
Mangiai e bevvi a sazieta', riempii il piatto altre due volte e quando mi lasciai andare
contro lo schienale della sedia, alzai gli occhi e la vidi.
Se ne stava li', appoggiata allo stipite della porta, una piccola borsetta rosa nella mano
e un sorriso cosi' dolce che avrebbe fatto venire la carie anche ai tasti di un pianoforte.
(continua)
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Current Location: Hotel Miranda
Current Music: Phil Cunningham - Palomino Waltz
 
 
bustone
03 February 2010 @ 04:55 pm
Il giorno che arrivai non si muoveva foglia.
Solo un cane, che aveva meno pelo di un sasso, si avvicino' incurante dell'acqua che scendeva dal cielo.
Annuso' l'aria, senti' l'odore di marcio e torno' da dove era venuto.
Pioveva da tre giorni, il signore aveva trasformato il Montana in un pisciatoio e tutti i santi ubbidienti avevano cominciato ad utilizzarlo alla grande.
Il cavallo inciampava ad ogni passo, se avessi avuto scelta sarei andato fino a Mesa grande ma in quelle condizioni il rischio di farlo azzoppare era piu'alto del campanile.
Slegai il cadavere che avevo dietro la sella e quello scivolo' per terra con un rumore di straccio bagnato.
La cavalla nitri' come per ringraziarmi di averla liberata del peso, gli diedi una pacca sul muso, mi lecco' la mano.
Se le donne fossero come le cavalle sarebbe tutto molto piu'semplice.
Tirai su il corpo che puzzava come una fogna, me lo caricai sulle spalle e lo trasportai fin sotto il porticato dove lo appoggiai alla parete seduto per terra come fosse vivo e sbronzo.
Un uomo usci' dalla porta vicina.
"Non hai scelto il miglior tempo per viaggiare, straniero" - disse
"Gia'" - risposi, maledicendo tutti quelli che non sapendo cosa dire parlano del tempo.
"Ti serve ricovero per il cavallo?"- chiese
"Si e un letto per me e l'ufficio dello sceriffo" - risposi
"La'in fondo puoi trovare tutto, del cavallo me ne posso occupare per quattro dollari" - disse afferrando le briglie come se avessi gia'accettato.
"Sta bene"- dissi e gli infilai una banconota da cinque nel taschino della camicia.
"Facci uscire anche l'avena" - dissi
Tornai dal morto, l'idea di trasportarlo per tutta quella strada non mi sorrideva ma c'era una carriola li' vicino.
"E'di qualcuno questa?"- chiesi al vento
"Contai fino a tre, nessuno mi rispose, abbandonai ogni formalita' e dopo averla avvicinata, ci buttai dentro l'amico semirigido e mi incamminai verso il fondo della strada.
Le pozze d'acqua frenavano la ruota e piu'di una volta la carriola si impunto' rischiando di far cadere a terra il corpo ma arrivai dall' edificio con le sbarre alle finestre.
Lasciai l'amico sotto la pioggia e dopo aver sbattuto gli stivali per levare un po' di fango mi levai il cappello e bussai.
Mentre attendevo di sentire un segno di vita mi guardai intorno, la pioggia aveva gia' riempito il solco che avevo tracciato con la carriola, al centro della strada c'era adesso un piccolo fiume dritto come una stecca da biliardo.
Bussai ancora e finalmente una voce disse: "Avanti per la miseria, non e'una chiesa questa, solo una fottuta prigione..."
(continua)
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Current Location: Jail
Current Music: The men they couldn't Hang - Waiting for Bonaparte
 
 
bustone
02 February 2010 @ 03:54 pm
Mi chiamo John Tetris e sono stato incastrato.
Condannato a morte per un omicidio che non ho commesso sconto la mia pena nel carcere di massima sicurezza di Toxic River aspettando la sedia elettrica.
Dopo tanta attesa preferirei trovare almeno un divano ma si sa, il sistema carcerario americano e' parecchio antiquato.
Quando fa bello mi godo la mia ora d'aria nel cortile, certo io sono in gabbia come i polli ma il cielo anche se a quadretti e' sempre un gran bello spettacolo.
Di solito mi piace osservare il piazzale dove ci sono i carcerati.
Laggiu' seduti sulle panche ci sono i Cinghios, ai pesi gli afro, quelli che giocano a "strega comanda color" sono i buontempons e infine le guardie, la razza piu' pericolosa.
Un giorno mi si avvicina qualcuno che desideravo vedere ma non certo li' dentro, mio fratello Puzzle.
"Ehi hanno incastrato anche te?" - chiedo
No tetris, sono qui per liberarti - risponde "E ho un piano" - aggiunge strizzando un occhio.
"E a cosa ti servira'? Per suonare la mia marcia funebre?"
"Ma no, e' un piano di fuga!"
"Ma cosa dici, da Toxic River e' impossibile fuggire!" - esclamo
"Non per chi si e' studiato tutti i progetti costruttivi e ha valutato tutti i rischi" - risponde
"E le mappe? Me lo spieghi come farai con le mappe?"
"Tu mi sottovaluti caro fratellino, le ho messe qui davanti agli occhi di tutti!" - mi dice e solleva la frangetta...
"Cavolo ma te le sei fatte tatuare tutte sulla fronte!"
"Proprio cosi'"
"E non potevi usare la schiena che si vedevano meglio?"
"Sarebbero state di difficile consultazione..."
"Hai ragione fratellino, piuttosto fatti mettere nella squadra dei lavoretti, bisogna chiedere a Don Abbruzzi... ma se ci riesci potremo vederci tutti i giorni!"
"Dici il boss della malavita che ha i capelli piu' unti della friggitrice del Mac Donald?" - mi chiede
"Proprio lui" - rispondo
"Ci ho gia' pensato, quello ci serve per fuggire, possiede una piccola compagnia aerea e sara' proprio lui a portarci via una volta che saremo usciti..."
"Va bene ma stai attento, fa collezione di mignoli, allora posso sperare di vederti presto?"
"Ci puoi scommettere fratellone!"
Cosi' mi ha detto, l'ho rivisto solo tre giorni dopo e zoppicava vistosamente.
"Ehi puzzle, che ti hanno fatto?" gli chiedo
"Niente, niente, sono inciampato piuttosto sono riuscito ad entrare nelle grazie del direttore, sai sta costruendo un monumento fatto di bacchetti del ghiacciolo per la moglie e ha chiesto la mia collaborazione, e poi ho cominciato a lavorare dietro al piano.
Sono andato in infermeria con la scusa di essere diabetico, e ho conosciuto la dottoressa Dolceviso ma la cosa piu' importante e' che ho preso una forcina dai capelli della cuoca, con quella ho aperto il lucchetto della sala scope, ho trovato una monetina da 5 cent con la quale ho svitato una vite dalla panca dei Cinghios, poi di notte sfregandola sulle piastrelle della mia cella ho realizzato una chiave esagonale del dodici con la quale ho svitato la vite che fissa la cassetta al water potendo cosi' recuperare quella forcina che era caduta nello scarico...
"Mazza puzzle, sei davvero intelligente! E comunque bastava chiedere!" - dico e gli allungo la cassetta degli attrezzi "Edizione carcere di massima sicurezza" piena di ogni utensile... (manca solo la forcina).
Lo rivedo il giorno successivo e lo avverto, gli afro si stanno preparando per una guerra con i bianchi, "Ti chiederanno da che parte stai, tu digli che fai l'arbitro, hai capito?" - dico
In realta' sta pensando alla fuga e non mi ascolta, il giorno dopo si trova in mezzo alla rivolta.
I prigionieri brandiscono armi di fortuna: quadrifogli, cornetti, ferri di cavallo...
Le guardie intervengono e riescono a sedare la battaglia solo grazie ai gas lacrimogeni.
Quando lo incontro il giorno dopo in cortile ha ancora le lacrime agli occhi.
"Senti puzzle" - gli dico "Non e' che puoi sentire la mia ex ragazza e dirle che sono innocente? Magari riprende in mano il caso e mi fa uscire! Dille che la posso pagare, sono qui da molto tempo, ad ogni giro ritiro le ventimila lire, sono una bella somma in fondo...
Se riesce a rimandare l'esecuzione... beh non sarebbe male" - dico
"Ho pensato di fare di testa mia e di non coinvolgerla perche' ci sono di mezzo i servizi segreti, lo sai quante persone legate al tuo caso sono sparite in circostanze misteriose?
E' come quando facevamo il compito in classe di applicazioni tecniche, all'inizio ci sembrava poca cosa ma alla fine c'era sempre un disegno piu' grande..." - mi dice

Suona la sirena, dobbiamo tornare in cella, io mi fido di mio fratello Puzzle, spero che mi faccia uscire prima del giorno dell'esecuzione o sara' troppo tardi, belin mi sono dimenticato di dirglielo, beh ma lo sapra'...


 
 
Current Location: in prigione
Current Music: Hiromi Uehara - xyz
 
 
bustone
Si direbbe che "Hell's Kitchen" sia il nome di un ristorante che si trova all'ultimo posto nella guida Michelin, ma in realta' e' il quartiere di New York che ogni anno vince il premio: "Quartiere dove non vorrei stare nemmeno se mi ci avessero portato a forza dentro un sacco".
Li' vive un ragazzo qualunque, gracile, malaticcio, si chiama Matt Murdock ed e' uno studente.
Ora siccome anche lui diverra' un supereroe, il confronto con l'uomo Rango viene spontaneo.
Il primo vive a Manhattan con la zia, e' un genio e riesce ad uscire perfino con le ragazze.
Il nostro Matt quando esce e' per portare fuori la spazzatura (che il suo vicino di casa prontamente preleva per la cena).
Non ha una zia che lo vizia sfornando torte di mele ma un padre che fa il pugile.
Vediamo di chiarire le due situazioni con un esempio di vita:

CASA DELL'UOMO RANGO ORE 8:
"Peter, ti ho preparato questa torta, ti va una fetta da pucciare nella cioccolata calda?"
"Ma zia May, che palle! Non puoi prepararmi una crostata di ananas ogni tanto?"
"Hai ragione caro, domani te ne faccio trovare una appena ti svegli".

CASA DI MATT ORE 23: "Matt, ho rimediato per cena questo tubetto di dentifricio..."
"Grazie Pa' e' alla menta piperita, il mio preferito!"

Avete capito?
Aggiungiamo che il padre di Matt fa il pugile di mestiere e capirete da dove deriva la sottomissione saggia del ragazzo.
Il suo unico genitore (sorvoliamo sulla sua mamma defunta che gia' sarebbe una bella sfiga) cerca di tirarlo su nel migliore dei modi, ad esempio gli fa frequentare la scuola conscio che una cultura lo possa un giorno elevare socialmente, e gli spiega come girano le cose.
"Vedi Matt, io per vivere faccio a pugni ma tu non dovrai mai, mai, e poi mai, usare la violenza, capito?"
"Ho capito Pa' ma se ad esempio dei bulli mi aspettano all'uscita della scuola e mi gonfiano come una zampogna?"
"Tu porgi l'altra guancia, guarda se una volta mi torni a casa con dei segni di faccia sulle nocche ti pesto come il sale..."
E Matt ubbidiente andra' a scuola con la stessa felicita' di chi deve prendere una purga ma usera' lo studio come lo sciaquone da tirare sopra tutti i suoi dispiaceri.

Da allora si prendeva la sua raffica di botte alle quali rispondeva con un: "Grazie" per apparire agli occhi del padre come il miglior figliolo (dopo pinocchio) ci sia mai stato sulla terra.
Un giorno il nostro Matt sta tornando da scuola un po' malconcio quando si accorge di un vecchio cieco che sta attraversando incautamente la strada mentre un camion che trasporta materiale radioattivo lo sta per investire.
Matt con un balzo salva l'uomo ma rimane travolto, quando si svegliera' all'ospedale sentira' solo la voce di suo padre che gli spieghera' che l'incidente lo ha privato della vista.

Solo e disperato sta pensando alla sua nuova sfiga quando comincia a captare Radio 105, il bollettino dei naviganti e poi: "Ascolta si fa sera" con Padre Renato Guasconi.
"Vuoi vedere che le scorie che trasportava quel camion mi hanno reso cieco ma hanno sviluppato gli altri sensi?" - penso'
E allora il nostro Matt tiro' su col naso e senti' il profumo delle lasagne che un cuoco di Palermo stava per servire...
aguzzo' l'orecchio e senti' masticare una cicala del Wisconsin, allungo' una mano a sfiorare una rivista che suo padre gli aveva portato per passare il tempo (stronzo) e non solo lesse ogni parola ma si eccito' con la fotografia di Ronda Esterton la celebre spogliarellista.
Rimaneva solo un senso da provare, allungo' una mano, afferro' il tubetto di dentifricio che si trovava sul comodino e lo assaggio'.
Riusci' a percepire la forma delle foglioline di menta, l'essenza stessa del fluoro, il lieve retrogusto del macchinario utilizzato per il riempimento e perfino la colonia dell'operaio addetto al controllo qualita'.
Si ritrovo' a sorridere, poi fece perfino una lunga risata tanto che la cameriera penso' che ormai aveva perso la ragione.
Fu dimesso in tempo per la sfiga successiva.
Suo padre, che per contratto faceva il pugile sempre al tappeto si trovo' davanti all'ennesimo avversario.
Il manager Fixer lo esorto' a perdere come al solito ma quel giorno l'orgoglio, che aveva tenuto a freno, prese il sopravvento, aveva predicato bene per una vita ma gli basto' razzolare male
una sola volta per raggiungere la moglie nel regno dei cieli.
John Murdock vinse l'incontro ma mori' poco dopo per mano degli sgagnozzi di Fixer.
Matt quella sera attese a lungo il suo tubetto di dentifricio, quando ricevette la terribile notizia dovette accontentarsi del lucido da scarpe e mentre il marrone testa di moro si infilava tra i denti e gli impediva una regolare masticazione giuro' che si sarebbe vendicato.

Incontro' il giorno dopo un maestro di arti marziali di nome Stick, bravo, burbero e indovinate? Non vedente.
"Se vuoi ti insegnero' tutto quello che so!" - gli disse
"Ad esempio?" - chiese Matt
"Che quello dove sei seduto non e' un cuscino ma il mio cane Buck" - disse
"Ah, scusa Buck"
"Non preoccuparti, e' cieco anche lui, avra' pensato di essere finito sotto una valanga..."

Dunque il maestro Stick (cosi' chiamato perche' aveva sempre con se un bastone) comincio' l'insegnamento.
Abbiamo detto che era burbero, che in letteratura significa che era una incredibile testa di #$@!@#
"Matt, oggi giocheremo a Shangai..." - disse Stick
"Cosi' lontano maestro?" - disse Mat
SPATAPAM! <----------- bastonata sull'orecchio
"Intendo il gioco con i bastoncini" - rispose Stick
"Ah ecco, chi tira per primo il dado??" - domando' Matt
SPATAPAM! <----------- bastonata sull'altro orecchio

Ottomiladuecentosessantaquattro bastonate dopo, Matt era divenuto un vero diavolo.
Grazie all'addestramento e ai suoi poteri poteva camminare su un filo sospeso a cento metri d'altezza, balzare da un cornicione all'altro, e compiere prodezze circensi. Poteva perfino seguire una trasmissione televisiva, gli bastava tenere sulle ginocchia il telecomando.
Un giorno il maestro Stick gli disse:
"Matt, e' arrivato il momento che tu vada per la tua strada, io non ho piu' niente da insegnarti, accetta questo bastone ripiegabile come segno del mio affetto, che tu possa sempre vedere la luce..."
"Maestro, dimentica che sono cieco..."

SPATAPAM <---------- L'ultima, affettuosa, bastonata del maestro.

Non si sa che fine fece l'uomo, forse fu travolto da un bisonte cieco o forse un motociclista orbo da un occhio lo schiaccio' ma quel che importa e' che Matt ne sapeva abbastanza per realizzare la sua vendetta.
Si cuci' un costume da diavolo e dopo aver battuto il quartiere in una sessione di "Dolcetto o scherzetto" fuori tempo si procuro' da mangiare, (l'ultimo tubetto di dentifricio lo aveva mangiato infatti sei mesi prima).
Matt divento' anche avvocato, il babbo ne sarebbe stato felice senza contare che aveva creato un' identita' segreta di tutto rispetto (alla faccia degli occhiali di Clark Kent).
Quel giorno nacque Debil, l'uomo senza paura.

P.S. Se osservando il suo costume notaste qualche cucitura storta, beh, ci siamo capiti no?

Con tante scuse a Stan Lee, Bill Everett, John Romita Jr., Frank Miller e al cane Buck
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Current Location: Hell's Kitchen
Current Music: The Allman Brothers Band - At Fillmore east
 
 
bustone
29 January 2010 @ 02:06 pm
La donna pur circondata dalle tenebre comincia a far luce nei suoi pensieri, lontana dall'effetto straniante del profumo riacquista le sue capacita' deduttive...
"Ma certo, Max, come ho fatto a non pensarci prima..." - dice
"Forse perche' te ne stavi li' a gongolare in mezzo ai ragazzi?"
"Hai ragione, ma deve essere quel profumo e anche se adesso ho con tutta probabilita' l'aria da idiota posso dire di aver visto la luce in fondo al tunnel..."
"Jelly, non hai un aria da idiota..."
"Max, apprezzo il tuo affetto ma ti sei visto allo specchio? Meno male che e' buio..."
"Dobbiamo solo aspettare, sono sicuro che tra poco avverra' qualcosa" - dice Max e si siede per terra.
Dopo molti minuti in cui Jelly respinge nell'ordine le richieste di Max in merito a:
- Giocare a toc toc chi e'
- Giocare al gioco della bottiglia
- Farsi raccontare le avventure erotiche dell'universita'
- Farsi mostrare le tette
La musica all'improvviso si zittisce, una cosa tipo: tunz t u n z t...
"Max si leva il fazzoletto dalle orecchie imitato da Jelly"
"Credo sia arrivato il momento!" - dice lei
"Vuoi dire che mi mostri le tette?" - chiede l'uomo
Il gancio della donna gli sfiora l'orecchio di un solo, minuscolo, millimetro.
"Ho capito il momento e' un altro..." - dice Max poi apre la porta e si avvicina silenzioso all'angolo.
Una insolita processione sta sfilando per i corridoi del negozio.
I modelli e le modelle in fila procedono in silenzio verso un unica direzione.
"Hai visto?" - dice Max
"I ragazzi hanno certi fondoschiena..." - dice Jelly
"Ti prego, per una volta pensa al lavoro... dobbiamo seguirli e conosco un unico modo..."
"Camminare dietro di loro a poca distanza?" - suggerisce la donna
"Brava ma dobbiamo travestirci, approfitteremo del fatto che loro indossano la roba nel negozio, forza mettiamo su qualcosa, sbrighiamoci!".
Passano tre minuti e due nuovi modelli si uniscono alla promenade. Una indossa una gonna a quadretti, camicia in tinta e pullover a v, l'altra una gonna a tinta unita, una canotta scollata e una felpa con ricami.
"Sei proprio carino sai Max..." - dice Jelly
"Non e'colpa mia se eravamo nel reparto donne.." - risponde
La strada e' lunga, dopo numerose svolte si infilano dentro una porta che nasconde una scalinata che scende a spirale verso il buio.
Quando Max e' convinto che il primo essere che vedra' sara' un tipo rosso con corna e forcone la scala finisce e attraverso un arco si ritrovano in un ampissimo salone.
"Sembra di essere nella cattedrale di St. John" - dice Jelly
"Gia' ma nella cattedrale non c'e' una cosa gigante come quella" - dice indicando una testa di caprone che spunta dal muro di fronte.
I modelli si siedono sopra sgabelli posti a regolare distanza l'uno dall'altro imitati dai due agenti.
Dopo un minuto un uomo alto e vestito come un manichino sale su un palco e viene accolto con un lungo applauso che zittisce dopo alcuni istanti alzando una mano.
"Creature che vivete nel buio, che nascondete la vostra avvenenza tra profumo e bassi che pompano, che succhiate la linfa vitale...
"Vedi? Te lo dicevo, questi sono tutti vampiri e questa setta ha gia' aperto nuove sedi a Londra e Milano.." - sussurra Max a Jelly
Il tipo continua: "Anche oggi avete svolto un ottimo lavoro, gli incassi sono stati considerevoli, se poi aggiungiamo il vostro contributo posso dire che e' stata una gran giornata!" - applausi
"Ci sono domande?" - chiede
Una ragazza con i capelli neri e lisci alza la mano e dice: "Signor Flick, sarebbe possibile comprendere con l'ingresso anche una consumazione?"
"Ci stiamo pensando!" - risponde l'uomo
"E se ho un amico carino, lo posso portare qui a ball... ehm lavorare?"
"Certo, purche' passi il casting!" - risponde
"E adesso che la musica cominci!" - aggiunge indicando il soffitto e ubbidiente un nuovo": tunz tunz comincia, dal soffitto scendono palle a specchio che vengono colpite dai fasci di luce che escono dagli occhi del caprone. Tutti cominciano a ballare.
I due agenti sono rimasti immobili, il signor Flick si avvicina.
"Scusate, come mai non ballate come gli altri?" - chiede
"E' che, ehm, io ho mal di testa..." - dice Jelly
"E tu bellezza? Devo consigliare ai responsabili del casting una visita oculistica..." - dice rivolto a Max
A questo punto l'uomo non puo' piu' fingere, ne va del suo onore e poi e' arrivato il momento di giocare a carte scoperte."
Signor Flick, non posso piu' fingere, ne va del mio onore e poi e' arrivato il momento di giocare a carte scoperte." - dice
"Siamo due agenti dell'FBI inviati qui per svelare un mistero"
"Anche voi?" - dice l'uomo, "Da quando abbiamo aperto e' arrivata la finanza, la forestale, la guardia vaticana, i lanzichenecchi in pensione..."
"Capisco ma di tutti siamo noi degli X-files ad essere i piu' adatti, mi dica, qualcuno di questi si e' vestito da donna?" - chiede
"No, sono tutti venuti a parlare nel mio ufficio..." - risponde
"Ah, ecco... vabbe', ci deve spiegare come e' possibile che le vendite vadano cosi' bene se avvengono al buio, in un ambiente fastidioso e diciamocela tutta a prezzi cosi' cari..."
"Vede agente, chi entra qui si immedesima nei modelli, cio' che vendiamo e' caro ma e' molto bello, il buio crea curiosita' e mistero, fa sembrare questo un club privato dove solo i VIP possono accedervi e poi siamo stati i primi a creare una discoteca con dentro un negozio!
I modelli pagano per poter trascorrere giorno e notte in un ambiente cool e pieno di musica, non so davvero cosa potremmo volere di piu'.
I due agenti rimangono allibiti, la diabolicita' della cosa e' davvero satanica ma tutto il resto e' perfettamente normale.
"E noi che pensavamo che foste vampiri..." - sussurra Max
"Ah ah vampiri, questa e' davvero buona!" - dice Flick
"Allora noi andiamo..."
"Arrivederci, per cortesia i vestiti lasciateli dove li avete presi" - dice l'uomo
"Certo, certo, tra l'altro questa gonna mi ingrossava..." - dice Max
I due agenti spariscono nella notte, sulla pelle c'e' ancora il profumo del negozio e nelle orecchie un lontano tunz tunz.

Nel frattempo dentro la grande sala sotterranea il signor Flick fa un annuncio:
"E ora che si sgozzino gli agnelli e voi vergini del sacro caprone dipingetevi le unghie dei piedi con il sangue sacrificale, un altra notte e' cominciata, banchetteremo con le carni dei clienti e renderemo lode al grande cornuto nell'orgia lussuriosa che ci condurra' fino all' alba..."
turituritiraaa'
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Current Location: Sala magna cavernicorum
Current Music: tunz tunz
 
 
bustone
28 January 2010 @ 12:19 pm
"Posso aiutarla signor coniglio?" - chiede una ragazza avvicinandosi
Max respinge l'istinto di presentarsi come agente dell'FBI e risponde: "Ma come fate a sentire quello che vi si dice?"
"Noo non sono il vice!" - risponde lei
tunz tunz
"Dicevo che non capisco come facciate a star qui dentro fino alle sette!" - riprova Max alzando la voce
"Oh grazie, beh mi piacerebbero piu' grosse ma mi accontento..."
tunz tunz
"Ma allora lei e' cocciuta come un mulo!" - riprova l'uomo
"Senta oltre che fare apprezzamenti e' interessato anche a comprare qualcosa?"
tunz tunz
"Vorrei sapere se quella testa di caprone li' appesa e' in vendita" - dice l'uomo con le labbra appiccicate all'orecchio.
"Quello? Noo e' il simbolo della nostra set..., ehm, e' il marchio!"
"Ah capisco, allora mi farebbe vedere dei pantaloni?" - continua
"Mi segua e la portero' dalle giacche coi bottoni..." - risponde la ragazza.
tunz tunz
Max rinuncia a farsi capire tanto non deve comprare niente, solo cogliere il significato di tutto quanto.
Mentre passano per gli stretti corridoi bui dove le pareti sono piene di scaffali colmi di vestiario, (probabilmente di vari colori), la ragazza si muove al ritmo della musica.
Chiunque avrebbe gli occhi incollati alle sue chiappe, qualunque persona normale dotata del giusto cocktail chimico starebbe gia' perdendo la bava dietro a quelle perfette rotondita' ma Max non e' normale e nemmeno dotato e i suoi cocciuti ormoni sentono solo il richiamo di una persona, quella che ora sta flirtando su un divano seduta tra due modelli che le spruzzano profumo in quantita' come se fosse l'incenso prima di una cerimonia religiosa.
L'uomo segue la ragazza e si accorge che strada facendo sta perdendo l'orientamento, il profumo gli dona una certa euforia, si sente confuso e decide cosi' di strappare a meta' un altro fazzoletto e di ficcarlo nelle narici.

Buon vecchio Max, sei un imbecille ma a volte la tua genialita' e' disarmante! (Da un blog di fans di Max Folder).

La ragazza sparisce dietro un angolo senza accorgersi di aver perso il cliente.
tunz tunz
Max a cui si sono improvvisamente schiariti i pensieri, torna sui suoi passi, compie numerose svolte e incontra decine e decine di ragazze, tutte vestite uguali che sfoggiano lo stesso sorriso come se fossero Barbie appena tirate fuori dalla scatola.
Ogni volta ripetono un unica frase: "Sono Penny in cosa posso esserti utile? Sono Dolores! Sono Margot! Sono Vanessa, Veronica, Jasmine, Maria, Consuelo, Samantha, tunz tunz
Ma prosegue imperterrito facendo lo slalom tra le belle figliole come se fosse l'eunuco di un harem che corre alla porta per vedere se gli e' arrivato l'ultimo numero di: "Voci bianche".
Finalmente si trova al punto di partenza, scorge in lontananza Jelly che pare addormentata sul divano, sola.
Si avvicina cauto, cerca di svegliarla con piccoli schiaffetti sul viso.
Purtroppo non ottiene alcun risultato, allora decide di usare due fazzoletti e di ficcarli dentro le orecchie e il naso della collega.
Sono gli ultimi e se ne dovesse aver bisogno dovra' usare una tenda ma non gli importa.
La scuote per le spalle, le arruffa i capelli, le da' altri schiaffetti e quando la donna applica una chiave articolare al suo polso facendolo finire con la testa attaccata al pavimento, capisce che si e' svegliata.
"Max, cosa stai facendo?" - dice la donna
"Volevo solo svegliarti, qui e' peggio di come pensavo" - risponde Max dolorante
"Non ricordo molto, ero seduta qui... aspetta c'erano George e Alphons ma poi..."
"Lascia perdere, seguimi, dobbiamo nasconderci e pensare a come agire, voglio spiegarti la mia teoria.." - aggiunge
I due grazie alle ombre riescono a evitare i modelli, trovano la zona cabine di prova e si infilano dentro una porta che sfoggia un vistoso cartello con la scritta: "Guasto".
Quando sono al sicuro Max comincia: "Jelly stavolta dovremmo usare tutte le nostre capacita' se vogliamo uscire di qui... tra poco fara' buio, intendo fuori e questo posto si trasformera' in un inferno..."
"Cominciano i saldi serali?" - domanda la donna
"No Jelly, capisco che sei ancora annebbiata, di solito sono io che faccio domande idiote ma lascia che ti chieda:
Quale creatura vive di notte e trascorre il giorno dormendo dentro una stanza buia?"
"Un guardiano notturno?" - risponde la donna
"No Jelly, un vampiro..."
(continua)
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Current Location: Abehcompri & Flick
Current Music: tunz tunz
 
 
bustone
27 January 2010 @ 02:16 pm
I due entrano ed e' come infilarsi sotto una calda coperta insieme ad un diffusore da concerto metal.
C'e' un forte profumo, lo stesso che si percepiva dall'esterno, qui penetra prepotente nelle narici e aleggia nell'aria che e' carica di onde sonore ad alto volume.
Un tunz tunz che fa tremare le costole e battere i denti.
E poi c'e' il buio.
e il TUNZ TUNZ
E' come entrare in una grotta o nel tunnel dell'amore al luna park.
TUNZ TUNZ
Il primo impatto, per via degli occhi abituati alla luce esterna e' tragico.
TUNZ TUNZ
A fatica si distinguono le forme, si muovono passi incerti, Jelly distingue il corpo statuario di un modello che da' il benvenuto ai clienti con i suoi duecentosessanta denti bianchissimi che sono come la luce del faro in una notte buia.
TUNZ TUNZ
Benvenuti da Abehcompri & Flick - dice il ragazzo, subito dopo ne arriva un altro sempre fichissimo e con la stessa faccia di Big Jim che dice alla donna: "Mi chiamo James, in cosa posso aiutarti?" TUNZ TUNZ
Colpita dal fatto che il ragazzo le ha dato del tu, Jelly dopo aver perso la parola la ritrova e comincia a elencare una serie di attivita' che il ragazzo potrebbe svolgere se solo lo avesse tutto per lei tra le quattro mura del suo appartamento. (non ultima quella di passare il folletto vestito solo con il cavo elettrico).
e intanto si sente TUNZ TUNZ
Max, che nel frattempo si e' abituato alla tenebra ha tirato fuori un fazzoletto di carta e dopo averlo strappato a meta' se lo e' infilato nelle orecchie come faceva quando andava ai concerti degli "Obliteratori a martello percussivo".
tunz tunz, va gia' meglio.
Ora sembra un incrocio tra bugs bunny e uno Snorky ma almeno riesce a pensare.
Si avvicina alla donna e la interrompe mentre sta contando i muscoli addominali del modello passando sopra il dito come faceva con gli LP nel negozio di suo zio Vincenzo a little Italy.
tunz tunz
"Jelly, sara' meglio cominciare" - dice
"Va bene, hai ragione, sai facevo amicizia, per ottenere informazioni..." - risponde lei
"Si si, come quella volta che ti volevo vedere le tette per il mio compito di biologia sugli apparati mammari.."
tunz tunz
La donna non riesce a sentire ma a malincuore si allontana dal ragazzo strizzandogli l'occhio e si avvicina a Max che strappato un fazzoletto di carta in due lo porge alla donna: "Tieni mettiti questi, funzionano benissimo". tunz tunz
"Se mi infilo quei cosi sembrero' un idiota" - dice Jelly
"Si ma conserverai l'udito integro" - risponde Max
"E giuro non mi ci sono ancora soffiato il naso" - aggiunge
"Preferisco che l'unico idiota in giro sia tu" - conclude la donna
tunz tunz
Max non bada alle stoccate di Jelly e prende in mano la situazione:
"Allora tu vai nel reparto donna, io in quello for men, ci vediamo vicino a quel quadro tra diciamo... mezz'ora?" - domanda
"Mezz'ora, va bene" - risponde Jelly e parte decisa verso un nuovo ragazzo che sfoggia piu' muscoli che una bancarella della fiera alla cozza di Sant Louis.
tunz tunz
Max comincia la sua perlustrazione.
Il negozio e' enorme e fa un caldo terribile.
tunz tunz
Si accorge che ci sono anche ragazze tra il personale.
Per carita', sono tutte bionde con gli occhi azzurri, indossano camicette strette annodate in vita, jeans che paiono tatuati sulle gambe e ciabatte infradito ai piedi.
Non sono il suo tipo, non scuotono nessuno di quei pochi e addormentati ormoni che si attivano solo con le prosperose forme di Jelly.
tunz tunz
A modo loro sono ormoni molto fedeli alla sua collega, Max ancora non lo sa ma saranno proprio loro a salvargli la vita.
tunz tunz
(continua)
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Current Location: Abehcompri & Flick
Current Music: tunz tunz
 
 
bustone
26 January 2010 @ 12:03 pm
"Pronto, si ci sono, eccomi ciao Jelly"
"Trovo assurdo aspettare ogni volta tutta quella sbrodolata della tua segreteria..."
"Eh lo capisco ma il sondaggio, sai e' importante..."
"Dimmi la verita', quante persone ti hanno risposto fin ora?" - chiede la donna
"Te compresa? Dunque facendo due conti, una" - risponde Max "Ma considerando che non hai capito l'ultima domanda ho dovuto annullare le tue risposte" - aggiunge
"Va bene, senti prima che ti spari a quel paese senza usare l'alfabeto farfallino e' meglio se mi passi a prendere tra mezz'ora, ti spieghero' di cosa si tratta strada facendo".

Poco dopo, in macchina, la donna tira fuori un dossier e comincia a parlare.
"Si tratta di un negozio di abbigliamento..."
"Il registratore di cassa trasuda sangue?" - chiede Max
"No"
"I manichini si animano e fanno sesso tra loro?
"No"
"Leggendo al contrario il nome dei modelli di vestiario si compongono inni a Santana?"
"A parte che semmai e'Satana, vuoi farmi parlare o ne hai ancora per molto?" - chiede Jelly stizzita
"Scusa, scusa, continua pure, sai tentavo di indovinare, piuttosto giochiamo alle targhe?" - insiste l'uomo.
La donna allunga una mano, gli afferra una gamba e gli molla un pizzicotto in grado di stropicciare il marmo.
Max si morde la lingua per non urlare e all'improvviso capisce che e' meglio stare zitti.
La donna riprende: "Dunque, dicevo che c'e' questo negozio di abbigliamento, pare che sia stato concepito privo di qualunque caratteristica in grado di agevolare le vendite, eppure...
"Eppure?"
"Eppure incassa piu' che il casino' di Rhino"
"Ma Rino non aveva un osteria?" - domanda Max
"Rhino con l'acca quello in Nevada.."
"Ahh mi sembrava strano che Rino con le vendite del vino in cartoccio potesse permettersi un casino'..."
La donna non ribatte, sta cercando di ricordare tutte le altezze dei monti che compongono la catena degli appalachi per distrarre la sua ira, poi riprende: "Dicevo che il vero mistero e' tutto li' dentro"
"Giusto, se la verita' e' la fuori, il mistero non puo' che essere dentro!" - dice Max ridendo
La donna comincia a contare a ritroso da mille, poi enuncia i nomi dei presidenti da George Washington a Obama e infine ripete a memoria tutti gli ingredienti della salsa segreta dell'Ikea, solo allora riesce a concludere il discorso.
"In poche parole andiamo nel negozio e cerchiamo di capire e gia' che ci sono vedo se c'e' qualcosa da comprare...". - conclude finalmente Jelly
Parcheggiata l'auto in un vicino silos i due agenti si avvicinano al negozio e vengono subito colpiti dal profumo.
"Jelly ma lo senti questo odore?"
"Si, proviene dalla nostra meta.
L'uomo alza il capo e non vedendo nulla che sembri l'entrata di un negozio esclama: "Ma non c'e' l'insegna!"
"Si che c'e', e' quella piccola, di ottone, come fosse uno studio medico.
L'uomo aguzza la vista e legge: "Abehcompri & Flick"
"Mazza ma non e' strano?" - aggiunge
"Te l'ho detto che e' un mistero e ho l'impressione che questo sia solo l'inizio..."
(continua)
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Current Location: NY
Current Music: Tunz Tunz Tunz
 
 
bustone
25 January 2010 @ 07:53 pm
Qui e' la segreteria telefonica di Max Folder
Se siete in pericolo e temete di non essere trovati, lasciate anche le coordinate GPS
Se siete entita' aliene che parlano per mezzo della voce dell'ospite in cui vi siete inseriti siate gentili e indicate chiaramente le vostre intenzioni, tenete presente che nell'FBI ho un incarico di poco conto e che richieste riguardanti l'intero pianeta non sono di mia competenza.
Mario, non ho preso le tue mazze da Golf
Mamma, ti voglio tanto bene.
Sorellina, si puo' sapere dove eri finita?
Zia Ortensia, non mi serve altra marmellata di carrubbe, grazie.
Gia' che avete chiamato potreste gentilmente rispondere a questo mio personale sondaggio?

Credete negli Ufo?
Avete mai avuto esperienze extracorporee?
Vi siete mai svegliati in un fosso e vi mancava un rene?
Sentite uno strano sibilo all'orecchio quando vi avvicinate ad un apparecchio radio?
Quando andate al supermercato finite sempre nella coda piu' lunga e alla fine finisce la carta
per lo scontrino?
Avete mai avuto Deja vu?
Passpartout?
Randez-vous?
Se foste un animale sareste?
Credete ai disegni di Nazca?
Al triangolo delle Bermude?
Ai puffi?
Cofonofoscefetefe l'alfafabefetofo fafarfafallifinofo?
Grazie.
Dopo il segnale acustico, che fischietto, potete lasciare il vostro messaggio: ... turiturutiraaa'

"Max, sono io Jelly, mi ha appena contattato Spinning, un nuovo caso, New York, un mistero irrisolto..."
"Maax, ci sei?"
(continua)
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Current Location: Casa di Folder
Current Music: turiituraaa
 
 
bustone
22 January 2010 @ 11:32 am
Spett. Redazione "Diventa un Ninja in soli 48 fascicoli".
Vi scrivo questa mia perche' sono indignato ma comincio dall'inizio.
Quando ho visto l'annuncio della vostra pubblicazione su Telenova mi sono affrettato a rompere il salvadanaio e a rivolgermi al mio edicolante di fiducia perche' mi tenesse da parte ogni singola uscita.
Quando e'arrivato il primo numero (quello che costava 1 e 90 e in regalo c'erano due stelle Ninja) ero davvero felice.
Era un periodo in cui ero poco soddisfatto della mia persona ed ero convinto che i vostri consigli (e sopratutto i segreti che avreste rivelato dal numero dieci in poi) mi avrebbero aiutato contro i prepotenti.
All'inizio non ero molto convinto e forse per quello ogni giorno quelli di quarta mi somministravano la solita razione di botte.
Ma fu nel terzo numero che conteneva l'intervista al gran maestro Chi-Fu-Miononno che capii.
Di quel tipetto raffigurato nella foto si vedevano solo gli occhi ma incutevano rispetto.
Feci mie le sue parole.
"Maestro, cosa bisogna possedere per battere i nemici?" - chiedeva il giornalista
"Quanti nemici?" - domandava il maestro
"Facciamo una dozzina"
"Tanti nemici, tante stelle ninja piu' due che non si sa mai.." rispondeva il venerabile

"Maestro ha mai avuto davvero paura?" - chiedeva
"Tu hai paura se pensi a paura"
"Quindi?"
"No pensare"
"E' questo il segreto?"
"Puoi ripetere? Ero distratto..."

Insomma mi si apri' la mente, incontravo sempre i teppisti a scuola e le prendevo come al solito ma cercavo di non pensarci e se non fosse stato per i lividi che mi facevano da promemoria forse non avrei neppure sentito dolore.
Poi usci' il numero cinque, doveva contenere la polvere fumogena per apparire e sparire alla bisogna.
Non solo la polvere non funzionava ma lessi poi su un blog che era pure cancerogena perche' si trattava di toner usato.
Usci' il rampino per arrampicarsi sui muri e la cerbottana invisibile che lanciava dardi avvelenati (Che deve essere finita fuori dalla confezione perche' non l'ho mai trovata, ma i dardi erano invisibili anche loro? Mancavano anche quelli).
I tatuaggi non si staccavano dal foglio e la cintura era di carta crespa e stingeva.
Pazientai fino al numero dieci dove trovai la busta nera con il simbolo Ninja (quello dei due dragoni) che doveva contenere il primo dei segreti.
Nascosi il fascicolo sotto la giacca quando lo portai a casa, conscio che se fosse caduto in mano nemica sarei stato spacciato.
Arrivai a casa, corsi difilato in camera mia e dopo aver chiuso la porta a chiave e abbassate le tende aprii la busta (utilizzando la lama retrattile Ninjia da inserire nella suola delle scarpe da ginnastica che a dire il vero non tagliava granche' ma mi arrangiai).
Aprii la busta e trovai un foglietto, diceva: Segreto numero 1: Se incontri un cattivo, applica il segreto 2 e ora memorizza infila nella busta e mangiati tutto.
Cosi' feci.
Non ci rimasi male perche' mi aspettavo che il segreto fosse cosi' segreto che avevate dovuto prendere le vostre precauzioni e cosi' attesi un altra settimana prendendo botte senza pensare.
Arrivo' il secondo segreto e rimandava al terzo e cosi' via.
Mangiai tutto quanto e attesi il fatidico ultimo numero, li' ci sarebbe stato il segreto supremo, quello che l'attesa aveva reso mitico.
Potete immaginare la mia faccia quando arrivai in edicola e mi dissero che la pubblicazione era stata sospesa per motivi editoriali?
Mi sapete dire cosa me ne faccio di tutta l'attrezzatura Ninja se non conosco il segreto supremo?
Siete fortunati che siete a Como (da quel che ho letto nelle note) e io abito a Brindisi (vabbe' a San Giuliano che e' in provincia) altrimenti verrei su insieme a mio cuggino che non conosce le mosse Ninja ma lavora ai macelli e si porta sulla schiena un quarto di bue come fosse forfora.
Per concludere, vi chiedo di inviarmi al piu' presto l'ultimo numero e gia' che ci siete anche la cerbottana invisibile.
Io intanto non penso.
Grazie
Rocco De Lorenzi (nome Ninja "Kobra Kremisi").

 
 
Current Location: Nella notte
Current Music: Chris Isaak - Wicked game
 
 
bustone
21 January 2010 @ 12:08 pm
Questo sono io.
Come dite? Mi avete gia' scorto da qualche parte?
Mi sorprende perche' ritengo di esser un tipo piuttosto schivo.
Non amo apparire, nossignori, sapeste che fatica farmi ritrarre.
Il fatto e' che non mi trovo bello, nemmeno interessante a dire il vero e la barba e' diventata rigogliosa piu' per pigrizia che per vezzo.
E vi confesso che vorrei svegliarmi un giorno e scoprire che la canuta lanugine mi ha ricoperto da capo a piedi.
Apparirei come un cespuglio e come tale passerei del tutto inosservato.
Cercherei allora un muro diroccato o uno steccato di campo dove appoggiarmi e aspettare che arrivi la mia notte.
La verita' e' che molti vogliono apparire come io vorrei svanire.
E la celebrita' tanto anelata mi spaventa e vorrei infilarmi furtivo tra le coltri scure dell'anonimato.
Questo stesso quadro per cui devo ringraziare l'abilita' dell'artista vorrei finisse dimenticato in qualche sottoscala, dopo aver svolto la funzione per la quale e' stato creato.
Gia', quale funzione?
Perche' si creano i ritratti? Quale la ragione per fissare sulla tela cio' che un uomo dotato percepisce e ricrea con l'uso di colori e pennello?
Un amico mi convinse, dar da mangiare a quel povero artista, l'unico vero motivo.
Cio' che si vede sono, vecchio e gobbo. Non c'e' stata alcuna pieta' nei guizzi delle setole.
Quello sguardo mi appartiene cosi' come quell'aria di chi porta da troppo tempo il peso della vita sulle spalle.
Eppure sono stato giovane anch'io un tempo non troppo lontano.
Avevo una chioma bionda che mi ricadeva sulle spalle, boccoli che parean vivi e quando il sole li faceva brillare erano d'oro come capelli d'angelo.
E avevo spalle dritte e forti e occhi acuti e mani svelte.
Il mio passo era ben fermo sulle rocce e spedita l'andatura e la parola...
Quello fu il dono piu' grande che l'onnipotente mi concesse.
Le dame rimanevano affascinate dalla mia favella che unita alla mia erudizione era capace di incantare intere folle cosi' come deliziare le genti quando intorno ad un focolare contavo storie inventate li' per li'.
Contate le rughe, osservate il mio teschio che chiede spazio alla pelle e se siete quelli che mi tengono tra le mani non esitate a staccare la tela e gettarla nel camino, l'olio di cui e' pregna son sicuro donera' un guizzo magico alla fiamma.
In quanto alla cornice, usatela come vi aggrada, l'acquarello di un bambino, fiori secchi, un piccolo ricamo, qualunque immagine cancellera' il mio ricordo, ve lo ripeto ancora, e' quello che vorrei.

 
 
Current Location: Venezia
Current Music: Ricky - Heaven
 
 
bustone
20 January 2010 @ 11:57 am
La vergine Maria con il bambino e' da sempre uno dei soggetti piu' rappresentati.
Al di la' del simbolismo cristiano mi ha sempre colpito il rapporto madre-figlio che si riesce ad intuire dagli sguardi.
A volte i due protagonisti sono complici, paiono posare per il quadro con una certa sopportazione, altre volte sembrano deridere chi e' dall'altra parte della tela.
In alcuni casi la Madre guarda il frutto del suo seno con sguardo di ammirazione e devozione, in altri il bambino consola la madre che e' persa in pensieri difficili.
La madonna del Crivelli ha uno sguardo sospettoso, rivolto in basso, il suo bambino che regge una mela invece e' privo di espressione, la stessa che si nota ogni giorno in alcuni volti di pendolari, paiono dire: "Sono qui, che ci posso fare?".
Nella rappresentazione di Giulio Romano, la donna e' serena e si nota appena un accenno al fardello che le e' toccato, il bambino e' raggiante e pare al contrario delle classiche rappresentazioni, adorare la madre.
Bellini ritrae la madonna persa nei suoi dubbi come pensierosi sono anche le figure nel quadro di Bartolomeo Montagna.
La madonna del parafuoco di Campin ha uno sguardo stizzito, come se il bambino che ora sorride, le abbia impedito di chiudere occhio per tutta la notte.
Il resto sono vesti, panorami,elementi di arredo, figure secondarie e simbolismi nascosti ma il mistero, gli affetti, i dubbi e i pensieri sono tutti in quegli sguardi e bastano da soli a chiedere all'osservatore: "Hai capito?".

 
 
Current Location: National Gallery
Current Music: Robin Hitchcock - Madonna of the wasp
 
 
bustone
19 January 2010 @ 04:56 pm
Supponiamo che avete deciso di andare al cinema.
Magari in principio eravate restii ma poi un amico vi ha convinto che:
Il cinema e' bello sul grande schermo
Che non potete perdervi la possibilita' di gustare un esperienza in tre dimensioni con suono dolby ultra iperfonico comodamente sprofondati in comodissime poltrone extra morbide.
Che i popcorn come li fanno al cinema non li fa nessuno (tralascio le motivazioni che riguardano la qualita' della carta del secchiello e il sapore che conferisce loro il buio.
Che la coca del cinema e' piu'... dissetante.
Che vedere il proprio attore preferito grande come un palazzo non ha prezzo.
Insomma decidete di lasciarvi andare e programmato il giorno vi recate nella multisala.
Ora, l'orario del film puo' sembrare di poca importanza ma non lo e' perche' da quello dipende la tipologia di pubblico.
Nelle ore diurne ad esempio e' piu' facile dividere la sala con bambini, in quelle pomeridiane con persone di mezza eta' e in quelle serali con ragazzi e persone simil-voi.
Si potrebbe disquisire sulle eta' dell'uomo e gli orari di programmazione cinematografica ma sorvolero' e consigliero' ai piu' curiosi la lettura del libro: "Evoluzione e pellicola, dal bisogno di cibo per sostentamento al consumo di snack ricchi di glutammato allo scopo di scaricare con il movimento della mascella le tensioni che si creano durante la visione dei lungometraggi".

In ogni caso vi toccano ottimi posti centrali che occupate con la stessa grazia di una coppia di reali che attende la visita di emissari provenienti da paesi lontani.
La sala a poco a poco si riempie, sullo schermo proiettano pubblicita' e trailer, i posti davanti a voi rimangono vuoti fino all'inizio del film.
Proprio all'apparire della prima scena, quella che ha il compito di farvi rapidamente immergere nelle atmosfere della pellicola ecco arrivare due ritardatari che fanno alzare tutti quelli della fila che avete davanti fino a sedersi esattamente nei posti davanti ai vostri.
Prima legge del rompicoglioni: "Il rompicoglioni ha una precisione assoluta".
Dopo essersi spogliati delle ingombranti giacche imbottite con gesti ampi e goffi, rimangono per qualche istante immobili.
Se pensate che il peggio e' passato dovete ricredervi, forza prendete una manciata di pop corn, ficcatevela in bocca e masticate lentamente scaricando le tensioni...
Il rompicoglioni a destra esordisce con "Che film sarebbe questo?"
Il rompicoglioni di sinistra risponde con: "Deve essere una stronzata".
Su questo semplice scambio verbale ci sarebbe da scrivere un intera opera.
Si potrebbe cominciare con il senso della vita e poi proseguire con il perche' l'evoluzione non uccide sul nascere gli idioti ma andiamo oltre.
Se il film che e' appena cominciato e' del vostro regista preferito, se sapete di gia' che e' considerato un capolavoro, se ci siete semplicemente affezionati perche' la storia narrata e' una copia precisa della vostra vita, sara' molto difficile non sbottare, quei due deficenti hanno appena pisciato nella vostra piscina e rimanere calmi non sara' uno scherzo.
Saggiamente prelevate altri pop corn dal secchiello e vi riempite la bocca in modo da forzare il silenzio.
Trascorrono piacevoli minuti di film , quando ormai tenete per mano il protagonista e state soffrendo con lui ecco che rompic. sinistro dice: "E tu mi hai fatto saltare la serata Birragratis per vedere sta porcata?"
rompic. destro risponde: "Mica lo sapevo, se lo sapevo te lo divo"
La vostra mano corre rapida al secchiello e trovandolo vuoto afferra due semini e li fa volare in bocca.
Le mascelle si serrano con la stessa forza di una mola che macina roccia.
Seconda legge del rompicoglioni: "Il rompicoglioni ha un tempismo invidiabile".
Da li' in poi e' purtroppo un crescendo.
Se siete nei pressi della pausa, correte ad acquistare il secchiello gigante di pop corn altrimenti l'epilogo tragico sara' inevitabile. (Gia' che ci siete scegliete il topping "Crema nervocalm" e coca senza caffeina).
I rompicoglioni, come fossero critici di fama internazionale cominceranno a commentare la sceneggiatura, gli effetti speciali, le battute, la fotografia, la colonna sonora e la trama, nulla restera' privo di qualche loro sagace commento.
Dopo qualche tempo, esaurita ogni briciola di pazienza (e di pop corn), vi sarete ormai distratti dal film, la visione sara' rovinata, non potrete fare altro che scegliere cosa dire e farlo.
Alcune possibili scelte:
"Vi dispiace far silenzio?"
"Potreste abbassare il tono di voce?"
"Scusate tanto, vorremmo vedere il film con l'audio originale"
"Sareste cosi' gentili, se non e' di troppo disturbo, parlare un poco di meno?"
Non sceglierete nessuna di queste frasi, afferrandoli per il collo entrambi (un effetto speciale uscito dallo schermo) li insulterete con i peggiori improperi mentre tutto il resto della platea sara' unito in un Ssssssssss!!!
Perche' passare dalla parte del rompicoglioni e' un attimo, purtroppo.
Terza legge dei rompicoglioni: "Ognuno puo' essere un rompicoglioni".
Una volta pensavo alla stranezza di chi paga il biglietto per poi non vedere il film e rompere la quiete, oggi sospetto che i rompicoglioni abbiano accesso gratuito perche' fanno vendere un sacco di popcorn.
Prosit
 
 
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bustone
18 January 2010 @ 12:09 pm
Alzarsi e' un po' come venire al mondo.
Gli istanti dove il cervello si attiva e il corpo pian piano prende coscienza di se sono cruciali, spesso da loro dipende l'umore che ci accompagnera' per tutta la giornata,
Ci sono individui che hanno una partenza a freddo fulminea, dopo pochissimi istanti:
Ricordano il loro nome, sesso, eta', collocazione geografica, impegni della giornata, se c'e' del latte nel frigo e relativa data di scadenza, quali vestiti indossare comprensivi di abbinamenti cromatici.
Accendono la radio, canticchiano, scherzano col gatto e si muovono per la casa accennando passi di danza.
Altri entrano lentamente nella fase "orso di un altro pianeta" e anche uscendo dal bagno ancora non riescono a pronunciare nessun vocabolo di senso compiuto ne' sono in grado di compiere banali operazioni come scaldarsi la colazione nel microonde, scegliere due calzini uguali o centrare le ascelle con il deodorante.
Infine ci sono quelli che hanno tempi di cold start nella media, che riescono a farfugliare un "Buongiorno" agli altri abitanti della casa e a mostrare un aspetto che sta nel mezzo tra la mummia di Ramsete secondo e un fico sulla copertina di Men's Health.
Questi spesso superano la fase casalinga nei tempi e con un discreto successo.
Non usano il deodorante per migliorare l'alito, non scaldano la pappa del gatto nel microonde, non mettono le tazze sporche nella lavatrice, insomma escono di casa e si avviano verso la stazione dove sperano (in realta' e' un bisogno fisiologico) di rimanere in silenzio fino in ufficio dove potranno bisbigliare le prime frasi e sbrinare la favella per il resto della giornata.
Ma la sorte di questi individui che bramano il silenzio come un assetato l'acqua e' spesso avversa.
Con il tempo gli individui che vorrebbero star soli, hanno sviluppato tecniche sofisticate.
Riescono ad arrivare al binario di sempre con movenze da ladro, assumono espressioni comuni in modo da non essere notati e spesso si coprono con sciarpe e cappello per non essere riconosciuti.
Riescono a nascondersi dietro un palo (trucco imparato dalla pantera rosa) e a mimetizzarsi con il terreno.
Pur di fuggire la folla e possibili "attaccabottone" spesso rimangono sotto la pioggia, lontano dalla pensilina oppure al sole come se disdegnassero l'ombra.
Sul treno salgono rapidi e scelgono posti appartati, monosedile fronteparete contrari al senso di marcia, quei posti dove nessuno siede mai che vengono utilizzati solo per posare la valigia. Sono manna per i poveri solitari.
E' facile riconoscere un taciturno per via dello sguardo che e' sempre rivolto al terreno, e' quello infatti un territorio dove non si hanno conoscenze e dove la probabilita' di scambiare una parola con una creatura vivente e' bassissima.
Le orecchie sono sempre occupate da cuffiette da dove esce musica che si ode anche all'esterno per via del ragguardevole volume.
Appena arriva il treno, il silente mattutino balza alla ricerca del sedile preferito, si spoglia, ci si accomoda, apre il libro e si isola dal mondo tenendo occupati la maggior parte dei sensi.
Nonostante le precauzioni accade spesso che i semplici desideri dell'individuo non vengano esauditi.
C'e' sempre qualche conoscente, amico, amico di amici, viaggiatore pendolare, parente, che si avvicina e noncurante dei numerosi stratagemmi messi in atto dal solitario per scacciare l'umanita' dalle vicinanze, arriva perfino ad afferrare il cavo delle cuffiette liberando un orecchio, a dare un colpo al libro (facendo trasalire il solitario) e a dire una delle frasi che alla vittima fanno lo stesso effetto di una scure intrisa di veleno calata nel collo con forza:
"Buooooongiorno al mattino eh??" (ma perche' non ti si liquefano le ossa delle gambe e stramazzi al suolo dando una testata nel vetro e ci rimani secco?" - pensa il solitario
"Ti sei nascosto bene eh? Ma io ti ho trovato..." (ma perche' non hai trovato un ordigno alieno e lo hai incautamente azionato e sei finito su un pianeta di mostri carnivori che ti divorano lentamente?)
"Guarda, guarda chi c'e'!" (che tu ti possa trasformare in un pupazzo di neve e che una classe di bambini ti facciano sciogliere sbrigando i loro bisogno a turno sulla tua schiena).
Purtroppo il rompicoglioni e' come la ruggine con una ringhiera di ferro, una volta che si attacca non ci puoi fare piu' niente nemmeno con la lima...
Ora, per non sembrare proprio uno fuori dal mondo, il solitario e' costretto a rimettere il segno al libro e a chiuderlo nello zainetto, a spegnere la musica e a rivolgere un benevolo sorriso al nuovo arrivato che significa:
"Adesso che hai rotto il sottilissimo equilibrio dei miei primi minuti della giornata, ora che hai ormai vanificato tutti i miei tentativi per essere lasciato in pace, ora che hai minato irrimediabilmente il mio umore interrompendo quel bel passaggio di piano che era in perfetta sintonia con quel capitolo del libro che stavo leggendo, dimmi dunque, cosa vuoi?"
E quello, di solito, dira': "Allora, cosa mi racconti?"
Ironia della cosa, e' il solitario che dovra' parlare perche' l'altro aveva il gran bisogno di trovare qualcuno che gli parlasse...

Proporro' alle ferrovie di realizzare le carrozze SGRUNT dedicate a tutti quelli che al mattino sono intrattabili, ne sono consci, e non desiderano altro che essere lasciati in pace.
Prosit
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bustone
15 January 2010 @ 10:23 am
Un abbaino muto
due antenne senza insetto
una luna quasi piena
un traboccante trabocchetto!

 
 
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bustone
14 January 2010 @ 12:11 pm
"Dici davvero Sam, secondo te viene sempre buio prima?"
"Certo signor Silverman, ne sono sicuro, qui attacco appena va giu' il sole e al mattino sono ogni volta piu' stanco, colpa della notte."

"Almeno lei ha il buon gusto di non farsi vedere" - dice la donna fissando senza interesse un pacchetto di fiammiferi.
"Ancora con questa storia? Ti dico che e' solo un amica e che ho deciso di non vederla piu'" - dice l'uomo
"Comunque io saro' sempre qui anche quando il giorno sara' di poche ore" - continua Sam mentre sciacqua un bicchiere sotto il getto fiacco del rubinetto.
"Posso chiederti una cosa?" - domanda l'uomo
"Certo signor Silverman"
"Mi spieghi a cosa servono tutte queste vetrine se di giorno sei chiuso e di notte, beh il tuo locale deve sembrare un televisore acceso in lontananza oppure..."
"Un acquario" - dice l'uomo seduto in disparte, "A me e' sempre sembrato un acquario" - aggiunge
"Stavo per dire la stessa cosa" - conclude Silverman.
"Bella domanda mister, qui una volta c'era un barbiere, il signor Tobia, un italiano grasso come un tacchino che puzzava di colonia, la stessa che si sente ancora nel retro, detersivi e ramazza non sono riusciti a farla sparire del tutto, aleggia come un fantasma, piu' di una volta ho pensato che fosse proprio uno spirito e non un semplice odore, in realta' non so se sia morto, dico Tobia, forse in questo momento si sta facendo carezzare le ginocchia dalla calda acqua del pacifico, in ogni caso mi deve credere forse un giorno quando questo diventera' qualcos'altro anche il mio odore non vorra' andarsene e ostinato rimarra' aggrappato al soffitto o si fara' piccolo per nascondersi tra le piastrelle del pavimento..."
"Si ma perche' le vetrine?" - insiste l'uomo seduto in disparte
"Ah si, beh, credo che al mio vecchio piacesse osservare i passanti..."
"Tutto qui?" - domanda ancora
"Per come la vedo io" - dice la donna "La notte rende i colori piu' vicini, smussa gli angoli, appiattisce le buche e cancella perfino qualche ruga..."
"Secondo me il tuo vecchio ha lasciato le vetrine per accogliere la notte e non chiuderla fuori, per sentirla addosso come fosse un mantello leggero sulle spalle..." dice Silverman e butta giu' l'ultimo sorso di caffe'.
"Ne vuole dell'altro?" - chiede pronto Sam
"No grazie" - risponde e si accende un altra sigaretta.

Se fosse il solito bar tra poco Sam rimarrebbe da solo a lavare gli ultimi bicchieri e dopo aver dato una lucidata al legno del bancone andrebbe a dormire.
Ma quel bar non ha la porta, nessuno puo' entrare o uscire e al mattino si mostrera' deserto, ordinato e pronto con i suoi sgabelli alla stessa altezza, come sempre.
Forse poco prima dell'alba i nottambuli si sono dissolti leggeri nell'aria come fumo.
Forse sono spariti attraverso la porta gialla senza maniglia, forse abbiamo solo creduto che fossero li'.

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bustone
13 January 2010 @ 06:39 pm
La verita' e' che tutto non e'come sembra. I documentari, ad esempio...
figuriamoci se esistono ragni cosi' grossi e serpenti cosi' velenosi, mica vero!!
Li ha fatti tutti Rambaldi, quello di ET, lo pagano un mucchio per inventare bestie sempre nuove e poi mettono su una scena in giardino e li muovono con i fili, a ben guardare i fili si vedono, solo che la maggior parte delle persone
ama pensare che esiste un serpente che si chiama tre passi e non per via che ha i piedi ma perche' se ti morde fai tre passi e cadi stecchito.
Non raccontiamocela su, il leone che abbatte la gazzella ce l'ha menato, ora il documentario preferito e' quello che comincia con:
"Questo serpente e' cosi' velenoso che non teme rivali, l'unico esemplare che e' stato trovato morto e' perche' si era morso involontariamente la lingua".
E il pubblico a pensare: "Miii che bestia!" e i commenti sul divano e c'e' chi si sente perfino i brividi nella schiena e c'e' chi dice: "Meno male che abitiamo a Brinchetto sul Lambro e al massimo ci sono le zanzare...
Ma il documentario prosegue: "Se pensavate di non aver mai visto niente di piu' velenoso e' perche' non sapevate dell'esistenza della vedova pantegana sputacchiante delle foreste pluviali...
a questo punto tra il pubblico cade il silenzio, non si sente piu' neppure il minimo cigolio provenire dalle molle del divano, qualcuno inghiotte della saliva, qualcun'altro trattiene il fiato.
La voce impostata che commenta la scena prosegue:
"Con un solo morso la vedova pantegana puo' uccidere una mandria di bisonti in carica" - silenzio
"Se si impegna un cinin di piu' fa arruginire le recinzioni, secca le erbacce e incenerisce il legno" - silenzio
"Ed ora osserviamo il ricercatore Massimo Dellospregio che entra in una tana, potete riconoscerlo perche' e' quello vestito con il solo perizoma, quello con il marchio del national Geographic.
Notate quel brillio che ha sulla pelle?
E' un estratto di un raro frutto esotico, il cibo preferito delle vedove pantegane...
Se non fosse che arriva una provvidenziale pubblicita' ci sarebbe gia' la fila al pronto soccorso, chi e' svenuto per la lunga apnea, chi e'convinto di essere stato morso da un tre passi (e non vuol scendere dalla barella per chiudere il conto), chi pensa di avere in tasca una vedova pantegana.
La pubblicita' rilassa, dirada, rasserena ma dopo soli tre minuti termina e il documentario riprende con un controcampo: fondo della tana dove una dozzina di ragni schifosi sono in attesa.
Per un solo istante si vedono le suole degli scarponi (sempre meglio delle chiappe direte voi) che si infilano nel tunnel, poi solo silenzio.
La voce fuori campo continua a enunciare le terribili proprieta' del veleno del ragno e anche se quel pazzo nella tana indossa solo un succinto perizoma e lo avete visto solo per qualche istante e' come se fosse un parente...
cugino? No, piu' stretto... Fratello? Ancora piu' stretto... e' come se quello nella tana foste voi e all'improvviso l'odore della terra vi entra nelle narici e sentite l'aria che si fa pesante e l'odore, anzi la puzza di carogna che proviene dai poveri resti di quello che ha sfamato l'aracnide.
I documentari non ci fanno mai vedere cosa accade nei momenti topici, forse perche' le scene sono troppo raccapriccianti o molto piu' probabilmente perche'gli effetti speciali costano, non dimenticatevi che e' tutto finto.
Comunque il piu' delle volte i documentari hanno una regia sorprendente che ci fa pensare che madre natura sia piu' brava di Hitchcock.
Il buon Massimo Dellospregio non solo uscira' dalla tana sano e salvo ma tornera' alla luce del sole sgranocchiando un esemplare pelosissimo di vedova pantegana sputacchiante delle foreste pluviali...
Toh! Ma guarda un po', che sollievo... sul divano e' tutto un sentire urletti liberatori...
"Bravo Max, gliel'hai fatta vedere a quella bestia!"
"Ah ah, il ragno e' caduto nella tua tela!!"
"Ho sentito dire che i ragni fanno bene alla cirrosi epatica..."
Mentre scorrono i nomi di quelli che hanno contribuito alla realizzazione del documentario rimanendo ore sotto il sole con la cinepresa in mano o giorni sott'acqua per filmare il dischiudersi di un uovo di rana o hanno perso entrambe le mani mentre tentavano di tener ferma una tartaruga azzannatrice per fare delle belle riprese (di tutti questi eroi al visionatore medio di documentari non frega una beata zanna di tartaruga azzannatrice), appare la scontatissima e risaputa morale:
Per quanti animali schifosi e terribili ci siano al mondo, il piu' bastardo di tutti lo vedete ogni mattina allo specchio mentre vi fate la barba.
Ora, quella scritta per i motivi di cui sopra non viene vista da nessuno, ma se qualcuno la vedesse avrebbe solo due reazioni. Se donna: "Che mi frega, mi depilo ogni tre giorni ma grazie a Dio la barba non la faccio ancora..."
se uomo: "Vuoi dire che quei moscerini che sono in bagno sullo specchio sono piu' terribili della vedova? Ora capisco quelli che pensano che i documentari sono finti..."

E poi non vi lamentate se non c'e' rispetto per la natura, si trasmettono ottimi documentari ricchi di morale che nessuno, purtroppo, capisce.
Prosit

 
 
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