Nei bagni lo specchio e' una presenza costante.
"Superficie riflettente sufficientemente lucida da permettere la riflessione" - dice il dizionario ma il doppiosenso non e' voluto.
Quelli siamo noi? - pensiamo ogni volta. Curiosi avviciniamo la faccia alla liscia superficie come farebbe un cane con un altro cane.
La testa si reclina un poco in posizione di tre quarti.
Si discostano appena le labbra, si fa un giro di ispezione tutto intorno alla fronte, esame capelli bianchi, rughe e si torna, di solito, al punto di partenza: occhi negli occhi.
Guardare dentro noi stessi dovrebbe essere come rimestare tra le cianfrusaglie che teniamo nel cassetto del comodino.
Tra la sorpresa nel ritrovare oggetti che non ricordavamo di possedere e la verifica che tutto sia come lo abbiamo lasciato, dovremmo sorridere, in fondo non c'e' niente di piu' familiare ma osserviamo meglio quell'immagine e non ci riconosciamo.
Forse cosi' ci vedono gli altri e quello e' il corpo a caso in cui siamo finiti per vivere.
L'aspetto, quello che in parte era babbo e in parte mamma e in parte una facciata per terra, la barba e mascella e denti regolari abitudini e postura, questo e' quello che mostriamo al principio e questo rimane, un vago tremolio che gli altri percepiscono e ricordano appena quando non siamo piu' li'.
Specchi posti di fronte ci restituiscono infinite immagini di noi stessi.
Migliaia di mani, migliaia di occhi e arriviamo a pensare che se tutti, sulla terra, fossero uguali a noi sarebbe un mondo migliore e come se avessimo aperto una finestra verso mondi sconosciuti il nostro pensiero spicca un balzo ardito e vola libero.
Dove stiamo andando? Qual'e' la direzione? La vita non e' altro che una lunga autostrada dove le uniche pause si svolgono nel cesso?
L'umanita' e' formata da una moltitudine di singoli accomunati dal bagno?
Nella cabina chiusa spesso avviene un viaggio dentro noi stessi ancor piu' intimo.
Se isoliamo i rumori (voci, brusio degli asciugamani elettrici) e non prestiamo attenzione alle scritte: (Chiama subito ma solo se sei veramente dotato) ci rendiamo conto di avere la possibilita' di raggiungere nere profondita'.
La parete che ci sta di fronte a poca distanza, le nostre mani (che a rimirarle non ci sembrano appartenere), le piastrelle del pavimento e i nostri pantaloni calati mettono a fuoco il nostro essere e formano una solida base per voli pindarici di pensiero.
E' certo che le piu' grandi intuizioni e scoperte abbiano avuto origine nel bagno e che senza l'ausilio dell'alchimia idrica non sarebbe potuto accadere.
L'acqua nei bagni non manca mai, cosi' come compone il nostro corpo, ricopre la maggior parte del pianeta ed e' sinonimo di vita.
Siamo nati dall'acqua, piccoli organismi con poche cellule che si sono mutati in trilobiti e poi animaletti buffi che hanno cominciato a respirare, strisciare, e camminare.
La posizione eretta e' stata una conquista cosi' come lo star seduti su una tazza di ceramica e poter controllare la casella postale con il cellulare.
Nel bagno l'acqua ci circonda, scorre sotto i nostri piedi, sgorga dai rubinetti, scroscia e schizza, riempie i lavandini, riga di lacrime gli specchi vicini e carezza il nostro riflesso.
Rimaniamo li' ancora un attimo prima di sparire. Immagine tremula tra mille altre.

"Superficie riflettente sufficientemente lucida da permettere la riflessione" - dice il dizionario ma il doppiosenso non e' voluto.
Quelli siamo noi? - pensiamo ogni volta. Curiosi avviciniamo la faccia alla liscia superficie come farebbe un cane con un altro cane.
La testa si reclina un poco in posizione di tre quarti.
Si discostano appena le labbra, si fa un giro di ispezione tutto intorno alla fronte, esame capelli bianchi, rughe e si torna, di solito, al punto di partenza: occhi negli occhi.
Guardare dentro noi stessi dovrebbe essere come rimestare tra le cianfrusaglie che teniamo nel cassetto del comodino.
Tra la sorpresa nel ritrovare oggetti che non ricordavamo di possedere e la verifica che tutto sia come lo abbiamo lasciato, dovremmo sorridere, in fondo non c'e' niente di piu' familiare ma osserviamo meglio quell'immagine e non ci riconosciamo.
Forse cosi' ci vedono gli altri e quello e' il corpo a caso in cui siamo finiti per vivere.
L'aspetto, quello che in parte era babbo e in parte mamma e in parte una facciata per terra, la barba e mascella e denti regolari abitudini e postura, questo e' quello che mostriamo al principio e questo rimane, un vago tremolio che gli altri percepiscono e ricordano appena quando non siamo piu' li'.
Specchi posti di fronte ci restituiscono infinite immagini di noi stessi.
Migliaia di mani, migliaia di occhi e arriviamo a pensare che se tutti, sulla terra, fossero uguali a noi sarebbe un mondo migliore e come se avessimo aperto una finestra verso mondi sconosciuti il nostro pensiero spicca un balzo ardito e vola libero.
Dove stiamo andando? Qual'e' la direzione? La vita non e' altro che una lunga autostrada dove le uniche pause si svolgono nel cesso?
L'umanita' e' formata da una moltitudine di singoli accomunati dal bagno?
Nella cabina chiusa spesso avviene un viaggio dentro noi stessi ancor piu' intimo.
Se isoliamo i rumori (voci, brusio degli asciugamani elettrici) e non prestiamo attenzione alle scritte: (Chiama subito ma solo se sei veramente dotato) ci rendiamo conto di avere la possibilita' di raggiungere nere profondita'.
La parete che ci sta di fronte a poca distanza, le nostre mani (che a rimirarle non ci sembrano appartenere), le piastrelle del pavimento e i nostri pantaloni calati mettono a fuoco il nostro essere e formano una solida base per voli pindarici di pensiero.
E' certo che le piu' grandi intuizioni e scoperte abbiano avuto origine nel bagno e che senza l'ausilio dell'alchimia idrica non sarebbe potuto accadere.
L'acqua nei bagni non manca mai, cosi' come compone il nostro corpo, ricopre la maggior parte del pianeta ed e' sinonimo di vita.
Siamo nati dall'acqua, piccoli organismi con poche cellule che si sono mutati in trilobiti e poi animaletti buffi che hanno cominciato a respirare, strisciare, e camminare.
La posizione eretta e' stata una conquista cosi' come lo star seduti su una tazza di ceramica e poter controllare la casella postale con il cellulare.
Nel bagno l'acqua ci circonda, scorre sotto i nostri piedi, sgorga dai rubinetti, scroscia e schizza, riempie i lavandini, riga di lacrime gli specchi vicini e carezza il nostro riflesso.
Rimaniamo li' ancora un attimo prima di sparire. Immagine tremula tra mille altre.
Current Location: Bagno
Current Music: Enrico Pieranunzi - con infinite voci
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