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15 September 2009 @ 04:31 pm
Essere la metà di uno a vita, mai l'intero, il guaio.  
Amig e Dala erano dunque due separate entita'.
Per intenderci, due cuori, quatro polmoni, tutto doppio a parte il fidanzato.
Quello si presentava come un unico esemplare, pretendente senza idee troppo chiare.
Era accaduto infatti che durante una notte d'Agosto illuminata dalla luna piena e allietata dal canto di una civetta, Dala stava alla finestra intenta a pettinarsi i lunghi capelli.
Cantava un motivetto che aveva udito quel pomeriggio alla radio e le parole avevano a che fare con l'iperperborato e il bianco assicurato.
Niente di poetico o profondo ma si sa come succede, alcune sequenze di note hanno il potere di entrare in testa e li' rimanere per giorni.
Cantava dunque e mentre lasciava fare a mano e voce le sembro' di scorgere di sotto, vicino al melo, la sagoma di un giovane.
La melodia svani', il pettine che ancora mordeva i lunghi capelli rimase immobile nella mano e la curiosita', la piu' acuta tra le sensazioni, la assali' improvvisa come se il suo corpo fosse ricoperto di miele e si fosse inavvertitamente seduta sopra un formicaio.
"Chi e' la'?" Disse poi sorprendendosi del suo stesso coraggio
E poi ancora: "Suvvia mostratevi o dovro' liberare i mastini..."
A sentir nominare le bestie, Fidanzato con un gesto automatico ando' a lisciarsi i pantaloni vicino alle terga, poi per scongiurare zanne snudate e occhi iniettati di sangue, fece un passo avanti verso la fioca luce lunare.
"Dunque eccovi" disse lei
"Chi ho il piacere di vedere?" - aggiunse
"Sono Fidanzato" - rispose il giovane
"Non ho chiesto se il vostro cuore e' intrecciato con quello di qualche fanciulla ma il nome" - ribatte' Dala stizzita
"Son Fidanzato di nome ma non di fatto, almeno non fin'ora che se potessi vorrei esser il vostro" - rispose con un inchino.
La risposta del giovane lascio' la ragazza di stucco, se prima era sicura di tenere bel salde le briglia di un timido somaro, ora si sentiva in balia di uno stallone imbizzarrito.

Come succede a volte che piu' si desidera una cosa e piu' si fugge da essa, Dala disse: "Avete una bella faccia tosta a farmi certe proposte, non so cosa mi tenga dal dire ad Amig di mollare i cani."
Amig? Dunque la fanciulla non e' sola - penso' il fidanzato e spari' nell'ombra per osservare meglio le altre finestre della casa.
Grazie alla vicinanza si era infatti accorto che le forme della fanciulla, che da lontano apparivano avvenenti, erano in verita' piuttosto rozze e confuse.
Cosi', sperando in miglior fortuna divenne di nuovo un tuttuno con la notte e incurante delle minacce della ragazza a cui invero non aveva creduto ad una sola parola, comincio' a ispezionare il resto della casa.
Sul retro della stessa infatti scorse una luce provenire da una finestra aperta e avvicinatosi scopri' una stanza.
Era la camera da letto della sorella? La sorte aveva voluto premiare la sua audacia?
Osservo' cio' che vi era contenuto: un grande letto a baldacchino nell'angolo mostrava lenzuola bianche che mollemente cadevano sul tappeto come una cascata congelata, alcuni quadri alle pareti rivestite di una tapezzeria a fiori e da dietro un armadio, oltre il quale il suo sguardo non poteva arrivare, si udivano provenire rumori sommessi.
Parole indistinguibili come versi di una preghiera o una poesia declamata senza alcuna enfasi ma con l'urgenza di arrivare presto alla fine.
Infilo' testa e spalle nell'apertura e trattenne il fiato per sentire meglio e per poco non mori' di paura quando una specie di mostro dalle ali color porpora atterro' con un balzo sul pavimento .
Si accorse poco dopo con il cuore che ancora batteva all'impazzata che quella forma altro non era che un vestito, un abito da donna di velluto rosso.
Ammiro' estasiato quelle nuove forme, immagino' quale grazioso corpo ne aveva carezzato la stoffa dall'interno e quando vide giungere una lunga calza di seta seguita dalla gemella, non pote' credere che tanta fortuna fosse toccata a lui: Fidanzato Teodoretti, umile servo, gia' cameriere e uomo di fatica, garzone di bottega, bortaborse e tuttofare che aveva deciso di recidere coi denti la corda che lo legava all'ultimo tiranno padrone e di seguir la propria strada proprio in cerca di quella fortuna che ora si stava spogliando solo per lui.
Cosa avrebbe fatto quando sarebbe apparsa la dolce creatura?
Sarebbe stato piu' opportuno attendere il suo sonno per poi raggiungerla sotto le lenzuola o mostrarsi ardito o usar la favella per incantarla e poi farla sua?
Il dubbio venne risolto dalle fauci di Belzebu' e Gengis Khan che chiudendosi come tagliole sul suo molliccio didietro lo fecero urlare di dolore.
Batte' la testa contro la finestra, le palle contro il davanzale e solo lasciando buona parte di pelle e stoffa tra i denti dei due molossi riusci' a scappare con la velocita' di chi e' inseguito da tutti i diavoli dell'inferno.
"Bravi i miei cagnetti" - disse poi la ragazza somministrando calorose carezze sulla testa degli animali.
Il ragazzo spunto' da dietro l'armadio, indossava un pigiama dal quale numerosi orsetti sorridevano al mondo.
"Ti sei accorto del ragazzo alla finestra?" - disse Dala, "Si chiamava Fidanzato..." - aggiunse
"Non mi sono accorto di nulla" - rispose Amig soffocando uno sbadiglio e incespicando nel vestito.
"Se tratti cosi' le mie cose non te le presto piu'" - disse poi lei indicando cio' che giaceva sul pavimento.
"Scusa" - disse il ragazzo e dopo averlo raccolto lo appese delicatamente al paravento dietro l'armadio.
"Come e' andata la festa?" - chiese ancora lei
"Una noia, non si e' fatto avanti nessuno"
"Porta pazienza, andra' meglio la prossima volta..."
"Mi dici sempre cosi', non so forse esagero con il trucco... piuttosto, era carino questo Fidanzato?".

Grazie a Fucsia per l'ispirazione :-)

 
 
Current Location: A casa di Amig e Dale
Current Music: Alela Diane - Gypsy eyes
 
 
 
(Anonymous) on September 15th, 2009 06:42 pm (UTC)
Dala si guarda le unghie rosicchiate fino alla carne, prima di rispondere. Questa scottish manicure fa schifo, pensa, puzza di pesce e tutti lo sanno, al Redeeming Eye, lei è un’indefessa carnivora.
“E’ mio”, dice.
“Tuo?”
“L’ho visto per prima.”
“Ma se lui ha visto te, mm.. che ci faceva qui dentro?”
“Inseguiva i cani”
Amig raccoglie il vestito rosso da terra e se lo drappeggia addosso, curando che le piegoline sul seno aderiscano bene al suo; ecco, serve una coppa B.
“E poi?”, chiede volenteroso pur inseguendo il suo push up fin dentro Hot Flesh, due chilometri dopo l’uscita dalla tangenziale ovest.
“Hanno invertito il nastro.”
Lui scrolla le spalle, e se osasse un modello diverso, imbottito ma senza gancetti.
“Sai, come sono suscettibili, Gengi e Belzi. Ci rimangono male, altrimenti”, aggiunge lei.
Così dicendo, il cuore le fa tre capriole, mentre il fantasma nebuloso e assai strattonato di Fidanzato s’infila di soppiatto nel suo ventricolo sinistro, montando una tenda a tre posti, comodi.
In caso di pioggia, o di altri cani.

Fucsia
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