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30 November 2009 @ 08:23 am
Beh... potrebbe piovere...  
Far piovere è un arte e come tale va presa.
E' spesso questione di sincronismo tra ciò che il cielo rilascia e le nostre vicende.
Dipende anche dalla quantità di ciò che viene giu' ma questo lo affronteremo successivamente
Dunque poniamo che vi siate puntati la sveglia alla solita ora. Si, è domenica, e sarebbe sensato stare a letto a dormire, ma poniamo che abbiate deciso di andare in bicicletta e questa sia una scelta che ha molte motivazioni. Non è raro che accada questo:
Suona la sveglia. Con un rapido movimento del braccio, che rischia di farvi uscire la spalla, la afferrate.
Nemmeno un acrobata raggiunge il trapezio con quella determinazione e voi non solo dovete tenere ben ferma la presa ma dovete cercare, utilizzando i vostri sensibilissimi polpastrelli, il tastino che la spegne.
Una volta individuato va premuto senza esitazione.
Quando il silenzio è rotto solo dai battiti del vostro cuore aguzzate per la prima volta l'orecchio.
Apparentemente tutto tace ma voi dovete espandere i vostri sensi al di là delle mura domestiche, oltre la finestra, sotto la tapparella fino ad uscire nel mattino che è ancora buio.
Udite rumori sospetti? Gocce lievi che cadono sulle piastrelle del pogiolo?

Silenzio

Sentite solo il mare e il rumore della lontana autostrada.
Passa un auto gommata con pneumatici a tripla scolpitura.
Passa una moto con ruote Pirelli Diablo da 190.
Dopo qualche istante ecco un monomescola con tasselli asimmetrici seguita da un gemellato che monta antipioggia con canali di scolo a disegno drenante.
Non sentite nient'altro, è il momento di alzarsi, di varcare il confine che divide il soffice tepore delle coltri dalla posizione eretta.
Cercando di limitare il rumore al minimo per non svegliare gli altri abitanti della casa (può essere utile pensare di essere un Ninja o una piuma che si muove sospinta da un refolo d'aria) uscite dalla camera da letto e cominciate le silenti pratiche mattutine.
Mentre pucciate i biscotti nel latte, ogni tanto, fermate le mascelle e aguzzate l'orecchio...

Silenzio


Riempite la borraccia e cominciate a vestirvi, mettete le barrette nella tasca posteriore, controllate la pompetta, allacciate le scarpe e aguzzate ancora una volta l'orecchio

Silenzio


Uscite dalla porta, prendete l'ascensore e siete all'aperto dove un cielo uniforme non permette di fare previsioni "E poi è ancora buio!" - pensate e decisi vi infilate nel box.
La bici è lì che vi aspetta con la sua aria di sempre che dice: "Non ti fai vedere da una settimana, vergognati!"
Controllate le gomme, oliate la catena, la portate fuori e la lasciate appoggiata al muro.
Chiudete la saracinesca, mettete via le chiavi, inforcate la vostra beniamina, resettate il contachilometri e non appena tirate su il viso, fiero come foste la polena di una nave che scruta l'orizzonte...
comincia a piovere.
E qui arriviamo al concetto di "Quanto" piove perchè non cade qualche goccia ma un muro d'acqua che improvviso si erge tra voi e la vostra intenzione.
Al principio rimanete immobili, più che altro per dare un pò di soddisfazione a chi vi ha fatto lo scherzo.
Mostrate una faccia stupita e fate qualche gesto di stizza.
Poi, rassegnati eseguite tutte le operazioni in ordine inverso, quando siete di nuovo tra le fredde lenzuola espandete ancora una volta i vostri sensi, aguzzate l'orecchio e dietro al rumore della pioggia, oltre quello delle auto in autostrada, al di sopra delle onde del mare, vi sembrerà di sentire una risata.

 
 
Current Location: Nel box
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