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28 April 2010 @ 10:33 am
Il gigante di ferro  
Prima arriva l'ombra ed e' gia' treno.
Il rumore giunge poco dopo, un sibilo al principio e poi un fiacco ritmo di tamburi.
Scivola sui binari, si ferma con un lamento come se ubbidisse ad un ordine mostrando disappunto.
Impercettibilmente si avvicina all'immobilita' con la grazia di una megattera, poi spalanca le porte, sbuffa paziente.
E' un carico indolente quello che senza voglia sale i gradini.
Come gli organismi che aggregandosi formano il corallo, cosi' quell'insieme di crampi, occhi assonnati, sbadigli, guance con le ferite del cuscino ancora aperte, diventano un unica creatura. Chiude le porte, comincia a digerire.
Riparte, si scrolla di dosso qualche cartaccia, tira un fischio e si infila nella galleria.
Quando gli ammiccanti occhi rossi sono inghiottiti dal buio, la stazione sente gia' la sua mancanza.
C'e' stato mai un treno che e' passato di qui? Che si e' fermato, e' ripartito?
Piu' le cose sono grosse, piu' ne sentiamo la mancanza.
E' una questione di spazi, del rumore che fa il silenzio quando il rumore si zittisce.

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Current Music: Avishai Cohen - Aurora