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04 May 2010 @ 05:03 pm
Punti di vista  
L'uomo si alza che e' ancora buio.
Posa sul soffice tappeto di ciniglia prima un piede e poi l'altro .
Si strizza gli occhi come se quel gesto potesse ridargli tutti i decimi mancanti, li sbatte per rimettere a fuoco cio' che ha davanti e si concentra sulla punta dell'alluce.
Quello spunta dai grossi peli del tappeto come un cacciatore che osserva la preda per poi acquattarsi rapido nell'erba.
Ad ammirare il proprio alluce ci puo' passare tutta la mattina ma volta appena il capo in direzione del comodino.
Quello sta al suo posto e per via di un problema ad una gamba non segue parallelo la parete ma si scosta di qualche centimetro. Dentro quella fessura ci finiscono i libri, le pastiglie per il mal di testa e ogni cosa che viene posata li' accanto.
Immagina che quella fessura sia in realta' il passaggio per una dimensione sconosciuta e che lui Anselmo Bini sia il guardiano prescelto, una specie di Heimdall, solo che al posto del ponte dell'arcobaleno lui ha quel vecchio comodino che offre vitto e alloggio a diverse generazioni di tarli fin dai primi anni 70.
La sveglia e' ferma sulle quattro meno un quarto, il libro mostra pagina 53.
Anselmo ha il vizio di strappar via le pagine gia' lette come se sulla terra non avessero inventato i segnalibri o se fare le orecchie agli angoli delle pagine sia un reato punibile con la morte.

L'alluce si chiama Alfonso, leggermente valgo ma non come il gemello, se la spassa in uno di quei rari momenti in cui non si sente oppresso da maleodoranti calzini o scarpe troppo strette.
Alza il capo immaginando di vedere laggiu' un conturbante piede femminile poi, sempre per gioco, sogna che quell'estremita' graziosa, che mostra uno smalto perfetto sulle unghie ben curate, si accorga di lui ed ecco che allora rapido si nasconde di nuovo per ricominciare il gioco da capo, sa bene che in amore vince chi fugge e che per il primo appuntamento le solette assorbiodori fanno miracoli.

La sveglia si chiama Automatic 24 Jewel Inca-bloc e da un tempo che non ricorda ha ormai svolto completamente la molla di carica.
Se ne sta immobile come un fermacarte senza alcuna funzione che occupare parte del comodino.
All'inizio qualche consolazione riusciva a ritagliarla in quei due unici momenti in cui segnava con precisione assoluta l'ora ma perfino un fuoco artificiale dura piu' di un secondo, cosi' sogna il giorno in cui, a causa di un appuntamento irrinunciabile, le dita di Anselmo gireranno ancora la chiavetta di carica e i movimenti ripetuti doneranno di nuovo la vita alle sue viscere di metallo e rubino.

Il libro si chiama: "Un insolito caso per l'ispettore Bernardi" e come un martire se ne sta nudo senza piu' il ricordo di una decente copertina.
Sa, da quando e' finito tra le mani di quel pazzo, che il suo destino e' segnato.
A quello non importa di danneggiare irreparabilmente una proprieta' pubblica, la tessera della biblioteca e' stata la prima cosa che ha stracciato appena arrivato a casa, (e dire che sarebbe egregiamente servita come segnalibro...)
Come un triste m'ama non m'ama di un illuso che spera nei favori di un amante di pura fantasia, cosi' le sue pagine, una dopo l'altra vengono recise e finiscono sparse per terra, sotto il letto, appallottolate e poi lanciate verso la abat-jour.
Le pagine da 13 a 22 sono diventate il fondo della lettiera del gatto, pagina 18 piegata e ripiegata e' servita per non far ballare il tavolo della cucina, delle altre si e' perso il ricordo.

La fessura che sta dietro il comodino si chiama Beatrice.
La sua filosofia di vita e' semplice ed e' maturata con il tempo: prende quello che viene.
Se un ragno ha deciso di far la sua tana proprio dentro di lei ci puo' forse far qualcosa?
Almeno c'e' del movimento in quel nulla tenebroso...
Basterebbe scostare il comodino per ucciderla ma Anselmo non e' certo un maniaco della pulizia e le poche volte che riesce a mettere due pensieri in fila sono tutti per le tette di Miss Settembre che sta sul muro di fronte al letto.

Miss Settembre si chiama Annabelle Florian.
Se qualcuno distoglie gli occhi dalla sua pelle lucida e osa uno sguardo verso la fine del poster puo' conoscere interessanti notizie sul suo conto:

Va pazza per i tramonti, ama cavalcare la sua cavalla Dorothy, preparare i biscotti di zenzero e piangere guardando vecchie commedie anni 50. Quando piove esce nuda in giardino, in quei momenti in cui la pelle si bagna delle lacrime che provengono dal cielo si sente un tutt'uno con il mondo, la natura e suo nonno che la guarda da lassu'.

In realta' si chiama Adolfa Vaccari, non ha mai visto un cavallo e pensa che lo zenzero sia un paese della Svizzera.
L'ultimo film che il suo fidanzato Saverio le ha proposto e' stato: "Le casalingue".
Quando piove di solito bestemmia perche' l'ombrello lo prende suo nonno per andare alla bocciofila.

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Current Location: dietro il comodino
Current Music: MSG - Doctor, doctor