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13 May 2010 @ 03:41 pm
Come passare piacevoli momenti stimolanti  
C'e' chi si rivolge ai centri benessere, chi preferisce le terme, chi medita sotto un albero secolare, chi ubbidendo alla propria voce interiore ritrova se stesso sulla cima di un picco irraggiungibile.
C'e' chi sott'acqua cerca un mondo nuovo, chi cerca ispirazione nei libri
e infine c'e' chi si beve un litro d'acqua e sale su una meravigliosa giostra come ha fatto il Bustone recandosi all'ospedale per sottoporsi ad una ecografia di controllo.

Arrivo mezz'ora prima all'appuntamento, raggiungo il primo piano e mi siedo su una panchetta in attesa.
Ci sono cartelli di ogni tipo che danno notizie su ogni cosa, c'e' perfino una locandina che annuncia l'incontro di calcio tra una squadra di persone che hanno subito un trapianto (i trapiantati) e una squadra locale...
Sorrido pensando che sara' un buon modo per mostrare al mondo come funziona un uomo con il cuore di un altro.
Quest'ultimo, si guardera' la partita da una nuvola e fara' un tifo sfrenato.
Sara' come aver donato il pene e far sesso a distanza, (piu' o meno).
Comunque tra tutti i cartelli non si parla del procedimento che occorre seguire per sottoporsi ad una ecografia.
Utilizzo percio'il metodo "Vox populi", ascolto qualche racconto su sfighe ospedaliere (e sa cosa gli e'successo? E' entrato perche' aveva il femore rotto ed e' uscito senza tonsille...) e attendo la pausa in cui la vecchina di turno prende fiato e chiedo: "Mi scusi per l'ecografia come mi devo comportare?"
Mi dice che devo assaltare l'infermiera quando appare sulla porta (se appare).
Appena si apre la porta spicco un balzo facendomi largo a gomitate tra tutti i pazienti (avete presente "Zombi" di George Romero?) e metto sono il naso dell'infermiera Pinuccia la mia richiesta.
Esamina i miei fogli e dopo mi dice: "Guardi che non e' qui che deve far l'eco, oggi ci sono solo le donne".
Scaccio l'idea di comprarmi una parrucca e seguo le sue indicazioni che prevedono di rivolgermi alla segreteria del secondo piano.
Appena giunto davanti al banco deserto ingoio qualche lacrima e aspetto.
Dopo alcuni minuti ecco arrivare una signora con un camice bianco che mi fa un cenno.
Le spiego l'accaduto, lei prende i miei fogli e sparisce in una stanzina poco distante, la seguo perche' ho il timore che faccia solo finta di aiutarmi (i luoghi come quello infondono le paure piu' insolite).
La trovo davanti ad un computer che digita, (e non sembra giocare a Tetris). Ad un certo punto le appare un sorriso sul volto: "Tutto a posto!" - esclama
"Deve andare all'ambulatorio in fondo al piano e aspettare, c'e'una panchetta..."
Riprendo i miei fogli e raggiungo la panchetta.
Memore dell'íntervento precedente non appena esce qualcuno che sembra un medico gli allungo i fogli.
Questi li esamina curioso come se gli avessi mostrato un bassorilievo realizzato con le mie feci sopra una piastrella.
Poi dice: "Ma non e' qui che deve andare, vada un po' al secondo piano e chieda" - dice
"Veramente ci sono appena stato e mi hanno mandato qui..." - provo a dire
"Guardi, gliela faccio breve, qui non c'e' nemmeno l'ecografo, quindi..."- conclude e si allontana (Scappa) di corsa.
Torno al secondo piano, la porta e' chiusa.
Ora ci si potrebbe scrivere un libro sulle porte degli ospedali.
Sono sempre chiuse e non c'e' mai modo di capire come comportarsi.
Se si attende fuori si diventa vecchi e poi tocca fare la coda in geriatria, se si bussa si viene investiti dal Troll di turno che dice: "Non sa leggere? (non spiegano mai pero' DOVE leggere).
Se dopo aver bussato senza aver ricevuto risposta si prova ad aprire la porta... ci hanno fatto anche un film: "Non aprite quella porta", a buon intenditor...
Per fortuna arriva un dottore che apre la porta, la tipa di prima mi vede e mi fa un cenno che significa: "Ma allora non ha capito dove andare o per sfiga mia ha ancora bisogno di me?"
Spiego di nuovo, controlla sul computer e alla fine esordisce con: "Ma certo, lei ha prenotato una visita urologica, non una ecografia..
"Guardi che quando ho prenotato ho spiegato per bene, ho letto la prescrizione, il codice, immagino che quando il dottore accede al database e prenota la visita sia impossibile sbagliare, se il codice digitato e' corretto la visita non puo'essere che quella" - dico
"No, il codice serve solo per la priorita'! - dice la donna (benvenuto nell'anno mille, viene con me al molo? Vado a vedere la partenza dei crociati per la terrasanta...)
"Cosa posso fare?" - chiedo poi con una epressione cosi' afflitta che nemmeno Bambi quando gli hanno ucciso la mamma.
"Beh vede, ora le faccio una nuova prenotazione, andiamo verso il 20 di Maggio..."
"Ma io ho preso ferie e vengo da lontano, non si puo' far nulla?" - riprovo
Il dottore di prima, quello che ha aperto la porta dice: "Üna ecografia non si nega a nessuno ma non c'e' la sala, capisce?" - e scompare.
Io capisco ma non muto di un muscolo l'espressione facciale cosi' l'infermiera, dopo essersi flegellata con uno scudiscio che teneva per l'occasione nell'armadio, alza la voce in modo che il primario la possa sentire e dice che ha bisogno di ferie e compone un numero.
"Pronto Pinuccia? Ciao sono Mag (diminutivo di Magdala come dice il badge), senti ti ricordi quando mi hai chiesto se potevo portarti il nipote a Karate che tu avevi il mal di testa? Ecco, adesso ho fatto un casino e ho qui il signor Pustone che dice che ha preso ferie e che viene da lontano e insomma puoi mica... si... si... ah ah... ce la facciamo? Grande!
Ricordami di pagarti il caffe'!
La donna butta giu' e mi dice: "Senta signor Rustone, la sala e'disponibile ora chiamo il dottore e vediamo se riusciamo...
Compone un numero, risponde il dottore e spiega la storia ma il tipo che "Non negava le ecografie a nessuno" e' uscito.
La cara Mag e' determinata e non si fa intimorire, prima comincia a urlare in corsia: "C'e' qualcuno che puo' fare una eco?"
Poi non ricevendo risposta riprende a telefonare finche' non trova il mio salvatore che si rende disponibile, a lui andranno le mie preghiere serali.
"Allora senta vada nella sala di prima e aspetti sulla panchetta (comincio a odiare la panchetta ma mi siedo e aspetto)...
Esce l' infermiera Pinuccia: "Di nuovo lei?" - mi dice
le spiego..
Prende i fogli e dice: "Vede signor Gustone, c'e' il problema (un altro) del ticket, lei ha pagato per una visita ma deve fare un eco e c'e' una bella differenza, solo che ormai e' tardi e quelli dell'ufficio ticket sono gia' andati via... comunque provi, buona fortuna".
Mi precipito di sotto piu' veloce di un pompiere, l'Ufficio e' munito di distributrice di biglietti per la precedenza ma non c'e' il rotolo, penso che sia il solito schifo ed entro.
Li' una tipa (che poi scopriro' essere l'addetta alla chiusura: la closure manager, mi dice che il rotolo lo hanno levato perche' alla mezza l'ufficio chiude (sono i venti ndr).
Se vuole provare ad aspettare... mi dice con sguardo di dissuasione.
Ma io aspetto, la mia faccia e' sempre impassibile, i muscoli sono pronti a guizzare.
Non appena l'impiegata nomina il 36, e nessuno fa un cenno, balzo allo sportello (sia sempre benedetto quello che ha preso il numero e si e' rotto di aspettare).
Le spiego tutto, per fortuna ho il tesserino, sono vestito di grigio, riesco a pronunciare due scioglilingua senza bloccarmi e le sono simpatico (non dimentichiamo il mio sorriso bambinesco, un po' per bambi e un po' per la mia giovinezza). Pago la differenza e torno su.
Quando esce la mia Pinuccia adorata le allungo i fogli esclamando: "Ce l'ho fatta!!"
Lei mi guarda come se avessi trovato una pepita nel caffe', mi sorride di rimando e mi dice di aspettare (sulla panchetta).

Adesso son qui che aspetto, da un momento all'altro si aprira' la porta e ci sara' qualcosa di sbagliato nel ticket o nella richiesta rifatta o nel mio segno zodiacale (ma come, non lo sa che di mercoledi' facciamo solo i saggitari?)
C'e' una bella sbarra di ferro qui vicino, la tocco ripetutamente e gia'che ci sono recito due filastrocche della fortuna.
Si apre la porta, appare l'infermiera, mi sorride e dice: "Signor Fustone? Il dottore la sta aspettando"...

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Current Location: Sulla panchetta
Current Music: Louise Philippe - I want more
 
 
 
cockelberrycockelberry on May 14th, 2010 09:10 am (UTC)
mamma mia che avventura!!! Io alla prima avversità sarei uscito da quella gabbia di matti imprecando contro il mondo intero e anche su qualche satellite. Spero che poi la visita sia andata bene, ora mi riprendo un po' che i hai fatto venire l'ansia.. :-)