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10 January 2007 @ 08:19 am
X-files Il caso Lagosecco - la Conclusione  
"Ah" - fece Folder, "In ogni caso siamo qui per farle qualche domanda se puo' dedicarci un po' di tempo" - aggiunse
"Vede mio padre prima di morire mi ha detto: "Se farai due cose nello stesso momento, sara' come vivere il doppio.."
"Ah, ho capito perche' legge mentre e' in bagno.." - disse Jelly...
"E perche' rispondero' alle vostre domande solo se il signorino qui si fara' tagliare la chioma" - la interruppe.
"E sia" - disse Max accomodandosi sulla poltrona di pelle rossa"
L'uomo dopo aver annodato al collo dell'agente un grande fazzoletto a fiori comincio' a darsi da fare con le forbici, "Cosa volevate chiedermi?" - disse poi nello specchio.
Fu Jelly che comincio' a parlare: "Cosa ne sa degli strani fenomeni che avvengono in paese?"
"Ne so abbastanza per credere che abbiano origini aliene..." - comincio' "Vede questo paese e' famoso solo per l'annuale fiera del Boletus Edulis, ma c'e' stato chi e' riuscito ad andarsene e diventare qualcuno rinnegando le origini ma ringraziando ogni sera di essere nato in questo posto".
"A chi si riferisce?" - chiese Max
"Avrete senz'altro sentito parlare di Herman Banjo..." - disse
"Il piu' famoso cantante Country dei 56 stati!" - ribatte' Jelly
"Proprio lui, se vi dicessi che e' nato qui mi credereste? Se vi svelassi che fino al giorno del cambiamento non sapeva nemmeno fischiettare un motivetto mi prendereste per pazzo? Se vi rivelassi che e' stato rapito dagli alieni, portato sulla loro astronave madre, sottoposto ad esperimenti e poi riportato
qui a Lagosecco con delle doti musicali fuori dalla norma?"
"Le crediamo signor..."
"Signor Brigman, Arthur Sebastian Archibold Eucaliptus John" - continuo' il barbiere,
"Cipicchia quanti nomi, complimenti!" - disse Jelly
"Ma come preferisce essere chiamato?" - chiese Folder
"Oh, Arthur Sebastian Archibold Eucaliptus John, va benissimo..." - rispose l'uomo
"Bene Arthur Sebastian Archibold Eucaliptus John, mi diceva che Banjo cambio' quel giorno.."
"Si cambio', e non furono i capelli dritti in testa come aghi sulla schiena di un porcospino, non furono gli stivali che divennero un tutt'uno con i piedi... fu la voce e la capacita' di comporre.. prima non era in grado di afferrare una tazzina senza rovesciarla ma da quel giorno le sue dita si muovevano sul banjo come cinque piccoli diavoli impazziti traendo note e melodie che poi sono diventate i successi che tutti conosciamo.. canzoni come: "Ho preso una pastiglia per dimenticare ma non mi ricordo piu' perche' l'ho presa" o ballate romantiche come: "Alla mia piccola zolletta di zucchero di canna" sono ormai entrate a far parte della nostra vita..
"Fiuu che stranezza.."
"Beh non e' stato il primo, non mi dira' che Vivaldi, Paganini o Claudio Villa avrebbero potuto essere i fenomeni che sono stati senza qualche aiutino..."
"In effetti.. ma continui"
"Poi ci sono i fratelli Herzov, quelli che stavano in fondo alla via, nella casa di mattoni rossi.." - continuo' l'uomo...
"Da quella famosa notte di loro non si sa piu' nulla, anche se molti la pensano come me.."
"E come la pensa lei, caro Arthur Sebastian Archibold Eucaliptus John?"
"Dovete sapere che i dodici fratelli Herzov erano una benedizione per la loro vecchia mamma, la donna, che possedeva la piu' grande coltivazione di granturco dell'intero stato, aveva al suo servizio dodici instancabili lavoratori che riuscivano a cavare dalla terra raccolti da favola... lei passava le giornate preparando loro da mangiare e sferruzzando seduta sotto il portico. Realizzava maglioni di lana bianca e grezza, identici, i fratelli non indossavano altro.
Quando li si vedeva da lontano, chini sui campi a cavar radici o a seminare, sembravano come pecore troppo cresciute intente a brucare... e cosi' dovevano essere sembrati agli alieni che dall'alto li prelevarono con i loro raggi trattori e li portarono nelle loro stalle, qui si dice che da quel giorno sono usati per la lana...
"Ma quella dei maglioni prima o poi finira' e allora quale sara' il destino dei fratelli?"
"Eh, se finisse forse li riporterebbero dalla loro mamma, ma io credo che gli alieni per poter sopravvivere al clima rigido della terra, abbiano bisogno di vestiti speciali, la lana sarebbe perfetta se non fosse che e' troppo ruvida per la loro pelle delicata.. cosi' i loro scienziati, dopo aver analizzato i corpi dei fratelli, hanno scoperto che naturalmente producono quello di cui hanno bisogno.."
"Oh Mio Dio!" - disse Jelly, "Vuol forse dirci che gli alieni cavano loro la pelle e con quella realizzano vestiti?"
"No, mi riferisco ai loro ombelichi, ai batuffoli, vi sara' capitato di trovarne nella vostra piccola cavita' no?" - chiese
"Certo si.."
"Ecco, i fratelli per via dei maglioni indossati e della loro naturale pelosita', probabilmente producono grosse quantita' di batuffoli che sono perfetti per gli scopi degli alieni"...
Il fazzoletto che copriva Folder, nascose la mano che si era introfulata sotto la cannottiera e aveva trovato nell'ombelico un minuscolo batuffolo.
"Qualcosa non va?" - chiese Arthur Sebastian Archibold Eucaliptus John, notando che dalla fronte dell'agente era scesa una goccia di sudore.
"No tutto bene" - menti' Folder pensando che sarebbe stato terribile essere catturato dagli alieni per poi diventare un animale da allevamento.
Ma l'uomo aveva capito tutto, con un movimento rapido levo' il fazzoletto e trovo' la mano di Max che stringeva tremante tra pollice e indice un piccolo batuffolo lanoso..
Jelly noto' lo strano sguardo negli occhi del barbiere e grazie alla sua naturale predisposizione per la matematica, fece subito due piu' due e capi' che quell'uomo sapeva troppe cose sugli alieni per non far parte della combriccola degli allegri allevatori di un altro mondo (The farmers of outher space), ci hanno fatto pure un film).
In un baleno, la vecchia calibro 10, compagna di mille avventure comparve nelle graziose mani della donna, "Rimani immobile fratello di un altro pianeta e levati la maschera" - disse rivolta al finto barbiere, ma questi che sapeva bene che per l'intera serie sarebbe stata una catastrofe se si fosse visto il volto di un alieno dopo poche puntate, compi' uno scatto imprevisto, afferro' il libro e la torcia e spari' dietro la tenda.
"Quando i due agenti lo raggiunsero rimasero esterrefatti.. non solo il cesso era vuoto ma anche cosi' pulito che pareva appena uscito dalla fabbrica".
"Questo ambiente era solo una copertura, nessuno ha mai utilizzato questo posto, vedi il portasapone con la calamita? E' ancora integro!"
"Dove pensi sia fuggito?" - chiese Jelly
"Ma da qui" - rispose Max indicando il water, "Con molta probabilita' il libro era un atlante stellare con le coordinate, la torcia un segnalatore e questo buco, il portale per raggiungere i suoi amici... certo e' che adesso tutta l'umanita' e' in grave pericolo.."
"Perche' dici questo?" - chiese Jelly
"Perche' se prima pensavano che fossero solo i fratelli Herzov a produrre batuffoli, ora sanno che tutta l'umanita' e' in grado di farlo..."
"Per la stele di Rosetta vorranno far diventare l'intero pianeta un allevamento..."
"Probabilmente la terra diventera' la loro fonte di tessuto, te lo immagini? Apriranno negozi, catene di marchi famosi, ci saranno perfino i saldi a inizio gennaio.."
"Siamo stati degli inconsapevoli complici di quei mostri.." - continuo' con lo sguardo smarrito verso le piastrelle del pavimento. E quel tipo era cosi' sicuro di se che ci ha raccontato tutto, sono anche arroganti, maledetti sporchi grigi..."
"Certo che se non andavi a ravanare nel tuo ombelico a quest'ora stavamo tornando a casa con la macchina piena di funghi sott'olio..."
"Lo so Jelly ma non tutto e' perduto, ricordati che per addomesticare un toro ci vuole molto coraggio e quegli schifosi non ne hanno a sufficenza.."
"E questo come lo sai?"
"Non lo so ma se non ci facciamo coraggio non riusciremo mai a scoprire tutta la verita' che c'e' la fuori.."
"Hai ragione, e sai una cosa Max?"
"Dimmi Jelly"
"Per essere un alieno ti ha fatto un bella acconciatura"
"Dici davvero?"
"Oh si, sembri perfino piu' giovane.."
"Bene, con questo vuoi dire che prima di tornare a casa..., in albergo noi potremmo..."
"Va bene Max, solo che a "Toc Toc, chi e'?", il lupo lo facciamo una volta per uno, me lo prometti?"
"Te lo prometto Jelly" - disse Folder mentre la sua immagine riflessa nello specchio gli sorrideva.

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Current Mood: bouncybouncy
Current Music: Japan - Gentlemen take polaroid
 
 
 
barneyp1barneyp1 on January 10th, 2007 09:11 am (UTC)
mai visto X files, ma se mi garantisci che le sceneggiature le hai scritte tu, mi dedico agli arretrati...
(Anonymous) on January 10th, 2007 10:45 am (UTC)
ecco, mai fidarsi di chi mette avanti il cesso come scusa!
bello, mi piace come hai risolto la storia..
Anya
space_oddity_75space_oddity_75 on January 10th, 2007 01:18 pm (UTC)
Il 'Folder & Jelly Fan Club' esulta!!!
*applausi*
claudia: floreal Claflorealpolla on January 10th, 2007 05:18 pm (UTC)
Non ho ancora capito che stagione sia... comunque sono in trepidante attesa degli altri episodi.