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11 January 2007 @ 09:33 am
Occupazione celebrale  
L' importanza di un fiocco di mais, incastrato tra il premolare e il canino dell'arcata inferiore destra di Giovanni Piccioni, e' davvero poca tra i confini
interni del suo cavo ofaringeo. Se si considera pero' il fastidio procurato da quel minuscolo frammento biologico, e il conseguente movimento della lingua impegnata nel tentativo di rimuoverlo, si potra' osservare che una grande parte del suo cervello, quel mattino, non pensava ad altro.
Paola Petrelli che alla guida di uno scooter Scarabeo 50 soppraggiungeva a velocita' media da viale Isonzo e si immetteva nell'incrocio, stava parlando con il suo fidanzato grazie ad un sofisticato dispositivo Blue Tooth nascosto sotto il casco.
La sua bocca che si apriva e si chiudeva senza un bersaglio la faceva somigliare al pupazzo di un ventriloquo ma quello che a noi importa non e' quello che stava dicendo ma la percentuale di cervello libera.
Se si considera la conversazione telefonica (25%), la preoccupazione per le piastrelle rotte oggetto della telefonata (15%), un piccolo prurito alla schiena (5%), la spia della riserva che si era improvvisamente accesa (15%); le rimaneva il 40% di cervello libero di pensare, troppo poco per evitare lo scontro con Giovanni che di cervello libero ne aveva ancora meno e stava attraversando la strada ben lontano dalle strisce.
Per fortuna l'incidente non fu grande cosa, i due ragazzi ne uscirono illesi e allo scooter si ruppe solo la freccia sinistra.
Si lasciarono a poca distanza da dove si erano scontrati, Giovanni la vide allontanarsi, "Che ragazza carina" - penso'
Lei riprese la telefonata spiegando al fidanzato che era caduta la linea, lui le diceva sempre che era distratta e non voleva dargli motivo di avere ragione.

Vorrei che tutti pensaste a quello che puo' fare un minuscolo fiocco di mais se non vi lavate i denti dopo ogni pasto.

E' una campagna per la prevenzione dentale offerta da Splendirol: "Una pacca sulla placca per un sorriso che urla".
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Current Music: Xtc - Dear God
 
 
 
barneyp1barneyp1 on January 11th, 2007 01:38 pm (UTC)
Alla fine del 1986, Lasciata l'Amministrazione Penitenziaria, mi impiegai, come Funzionario Legale, al Comune di Barberino di Mugello.

E a Barberino c'era, come in ogni borgo che si rispetti, il matto del paese: l'unica sua stranezza - l'unica evidente perlomeno - era costituita dal fatto che parlava da solo; lo vedevi per la strada perso in lunghissime discussioni con un interlocutore immaginario, discussioni in cui a volte si accalorava: la discussione si faceva rovente, degenerava in lite, con profferte di minacce ogni volta sanguinose. Ciò generava spesso apprensione in chi non lo conosceva e se lo vedeva venire incontro che quasi urlava frasi come "ti sgozzo", "ti sbudello", "ti apro in due come un tacchino" e simili.
Proprio per un episodio del genere, un giorno, dei buoni borghesi vennero in comune a chiedere al sindaco di farlo internare; il povero sindaco Gori (carissima persona) che non sapeva che pesci pigliare mi chiamò: chi meglio di me, avvocato e già direttore di carcere?
Riuscii a dissuadere - spalleggiato dal medico curante del povero matto - sia il Sindaco (comunista ma di profonda fede cattolica) sia i denuncianti e la cosa finì lì.

Mi dicono che ancora il nostro pazzerello cammini per la strada parlando da solo, e che ancora, a volte, si accalori urlando le più sanguinose minacce, ma nessuno lo prende più per matto: pensano, più semplicemente, che stia parlando al telefonino.