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10 June 2010 @ 04:32 pm
Teorie  
La verita' sta nel mezzo, dice un vecchio proverbio e se la saggezza dei vecchi consigli supera ogni preconcetto ed era temporale, oggi la sua veridicita' si presenta in tutta la sua sconvolgente semplicita'.
La realta', dice il primo postulato, e' basata sul caos.
Non siamo forse venuti al mondo grazie ad una casualita' e al verificarsi di un evento del tutto caotico?
Molti sono portati a pensare che l'ordine e' fondamentale, che tutto puo' essere catalogato, comparato, sottoposto a ferree leggi. Tutto quanto deve avere una qualche spiegazione come se questa fosse una condizione indispensabile per l'ammissione stessa in questo mondo.
Non piu' "Penso dunque sono" ma "Se ho una spiegazione, esisto".
L'esempio piu' rivelatore del concetto di realta', ci viene da Henrick Manspes, uno studioso che scopri' in maniera fortuita (la fortuna altro non e' che un nome che attribuiamo ad eventi che si presentano a nostro vantaggio) il vero legame che esiste tra il mondo che noi immaginiamo e quello che e' in realta'.
La scoperta avvenne una sera quando aprendo la porta del frigo alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti, scopri' che era desolatamente vuoto tranne che per una sottiletta solitaria che stava appoggiata su un ripiano.
L'immagine fu cosi' suggestiva che diede a Manspes lo spunto per costruire tutta la sua teoria.
Il tutto si puo' rappresentare con una sottiletta di formaggio avvolta dalla sua carta trasparente.
Immaginiamo che A sia il mondo rappresentato dal formaggio pressofuso e B il cellophane che lo riveste.
Superiamo per un attimo il concetto sferico del globo e torniamo alla concezione di terra piatta di Anassimandro.
Dunque sulla molle superfice di formaggio noi muoviamo i nostri passi.
Quello e' il posto dove siamo davvero noi ma per poterci mostrare agli altri abbiamo bisogno della plastica trasparente che oltre a svolgere funzione protettiva fa da filtro.
Parafrasando gli altri ci vedono attraverso la plastica trasparente (e credono di vederci come esattamente siamo) ma in mezzo (tra plastica e formaggio) c'e' uno spazio infinatamente piccolo dove vivono la verita' e le bugie:

Le bugie sono necessarie per vivere, in qualche modo riescono a nascondere i nostri pensieri, quelli che stanno nel formaggio per intenderci, donando loro una qualche lucidita'.
Raccontiamo bugie di continuo per adeguarci a regole e convenzioni.

Manspes scopri' che un mondo abitato da persone che dicono esclusivamente la verita' sarebbe un mondo silenzioso.
Tutti potrebbero leggere il pensiero e si perderebbe presto l'uso della parola.

La verita' e' comunque reale, molto di quello che viviamo e' verita', spesso siamo sinceri e trasparenti.
Manspes la sera della scoperta afferro' in mano la sottiletta e (forse perche' noto' che era scaduta) la strinse tra le dita formando la teoria del caos che amalgama.
Quell'oggetto che ormai aveva perso la sua forma d'orgine, dove la plastica non aveva protetto un granche' e dove la superfice era divenuta un insieme di gobbe e depressioni, rappresentava la realta'.
Per concludere, la menzogna e la verita' sono indissolubilmente legate, in ogni bugia c'e' un po' di verita' e viceversa.
La verita' dunque sta nel mezzo. Ricordiamoci solo che, come disse Joseph Brodsky, la vera storia della coscienza comincia con la prima bugia.
Prosit

 
 
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