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25 June 2010 @ 10:00 am
Millegrobbe 2010  
Terzo giorno
Ieri siamo stati graziati, oggi il cielo e' piu' preso ma dovrebbe tenere.
I chilometri da percorrere sono 3 di piu', la motoscopa e' pronta con il pieno per darmi battaglia, l'adesivo con le fauci spalancate di uno squalo non mi incute alcuna paura (solo un pochino).
Al via avviene la stessa scena del giorno prima, i miei soci spariscono tutti in un lampo solo la Ale e' stranamente bloccata.
La raggiungo, mi dice che ha la sensazione di pedalare nel cemento che pian piano si sta indurendo.
Chi piu' di me la puo' capire? (forse qualche malcapitato che oltre ad avere i piedi nel cemento e' anche incatenato e appeso sopra le acque putride del molo).
A volte ho l'impressione di avere una bici con le ruote avvitate al terreno, altre di avere gambe di osmio, altre ancora di muovere una ruspa con la sola forza dei pedali... capisco la Ale in molti modi.
Percorriamo qualche centinaio di metri insieme poi lei esce dal cemento e io la saluto, ho una motoscopa da affrontare e preferisco che non ci rimanga di mezzo qualche innocente. :-)
Il percorso di oggi e' piu' scorrevole, le strade piu' ampie e il dislivello maggiore.
Affronto la salita piu' lunga (1.7 km) senza mai calare di ritmo, davanti non ho nessuno, dietro neppure, non sento il minimo suono che possa rivelare la motoscopa in avvicinamento.
Quando la strada diventa in falsopiano aumento il ritmo e anche se non riesco a spingere oltre i 20 km/h ho la sensazione di aver lasciato un buon vuoto tra me e il nemico.
Quando la strada attraversa l'asfalto al Passo Vezzena, trovo il primo ristoro, afferro un bicchiere di sali al volo e lo porto alla bocca.
Il rumore che giunge mi fa andare di traverso il liquido: getto il bicchiere di carta, trattengo il respiro nell'eterna attesa degli istanti che precedono una detonazione.
Il suono scureggiante si fa piu' vicino... come e' possibile che la moto sia gia' arrivata? A nulla e' servito pedalare come se fossi inseguito da tutti i diavoli dell'inferno, tutto il mio essere proiettato in avanti, tutte le energie a cui ho attinto per guadagnare metri, tutto inutile, dietro di me sta arrivando la motoscopa.
Ho paura di voltare la testa, temo di cadere in una crisi biciclo-depressiva dalla quale probabilmente non ne usciro' mai piu'. (Vendesi Bici Double-trouble Mozzarella con qualche morso
di motoscopa sul carro posteriore).
Il rumore si avvicina, aspetto l'inevitabile da un istante all'altro. Il mio cervello elabora motivazioni plausibili:
I concorrenti che mi seguivano si devono essere ritirati, la motoscopa li ha schiacciati e ora e' il mio turno, ero gia' l'ultimo concorrente e ho scambiato alcuni alberi dal tronco contorto per ciclisti.
La moto arriva, mi supera, sparisce imboccando una strada laterale... era un fottutissimo motociclista che non aveva nulla a che vedere con la gara, con la motoscopa, con le mie paure.
Il cuore si riempie di nuove speranze, lancio il mio sonoro e fortissimo: "Yeeepp!" E riprendo a pedalare con rinnovata forza come se mi fossi trasformato in SuperSayan.
La gara prosegue, pedalo in perfetta solitudine, le uniche persone che incontro sono gli addetti che presidiano gli incroci.
Arrivo al traguardo un paio d'ore dopo la partenza impiegando 5 minuti in meno di ieri. Dopo dieci minuti arrivano i due concorrenti (i tappi) che mi son lasciato dietro, nemmeno oggi la motoscopa e' riuscita ad assaggiare la tenera carne delle mie chiappe, e vvai!!
Dopo doccia e lavaggio bici ci sediamo per gustarci pasta al pomodoro, pane, nutella e banane.
Quando torniamo in macchina comincia a piovere e stavolta non smettera' piu'.

Quarto giorno
Abraracourcix, capo del villaggio di Asterix diceva che l'unica sua paura era che il cielo gli cadesse sulla testa.
Si limitava a questo perche' non era ancora stata inventata la bicicletta.
Se aggiungiamo la bassa temperatura (alla massima altitudine sfiora i 2 gradi), un terreno in condizioni disastrose e 60 chilometri da percorrere si possono facilmente considerare i miei compari (che hanno affrontato il terzo giorno (e sono tornati vivi e vittoriosi) come degli eroi.
Il bustone ha preferito rimanere a Montepiano a guardare il cielo, a potare il roseto e spaccare un po' di legna mentre da cielo non ha smesso un solo istante di venir giu' acqua.
Degli 800 iscritti solo 300 (numero eroico di per se') hanno osato presentarsi al traguardo, di questi molti sono caduti sotto le lame Persiane, ehm sotto le ire di Giove Pluvio, ma i miei quattro compari sono arrivati, infreddoliti, afflitti, provati ma sono arrivati.
Potrei dire del gesto eroico del Pampo che rinunciava a concludere la gara cedendo la sua bici alla Ale (tradita dalla rottura del forcellino), potrei dirvi del Franz pedalatore ad ogni latitudine e tasso di umidita' che ha concluso la gara sul podio come terzo di categoria, del Dige che ha preceduto tutta la compagnia pedalato per 3 ore e mezza con indosso i guanti da lavare i piatti (che purtroppo non lo hanno protetto dal freddo), della Ale che si e' fatta soffiare il terzo posto assoluto da una ragazza che nell'acqua ha trovato forze mai espresse nei giorni precedenti.
Ma bisognava esserci per capire, osservare le lacrime di fango sulle bici, le borse sotto gli occhi, i silenzi appesi alle labbra.
Un altra edizione si e' conclusa, arrivederci al prossimo anno!

PS Odiata motoscopa... non mi avrai mai!! (cicca, cicca, cicca)



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Current Location: Montepiano
Current Music: Grren Day - Good riddance
 
 
 
fiona_mckenziefiona_mckenzie on July 5th, 2010 06:36 pm (UTC)
Grande Bustone! :D e complimenti a tutti gli altri
(per oggi sono arrivata fino a qui, domani leggerò il resto dei tuoi racconti).