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16 August 2010 @ 02:52 pm
Amaro Amaranto (cronache delle ferie)  
L'Amaranto e' noto sopratutto per essere un colore.
Il 75% del pubblico intervistato risponde che e' una specie di viola scuro, il 23% che e' simile al fucsia, il 2% non risponde perche' e' daltonico.
In realta' pochi sanno cosa e' l'Amaranto (e a cosa serve la milza).
E' una pianta appartenente alla famiglia delle Amarantacee, originaria del centro America fu l'alimento di base per l'alimentazione degli Aztechi e degli Inca. Il colore dei fiori (Rosso cupo) e' responsabile della sua collocazione tra le tinte delle carrozzerie (insieme a canna di fucile e grigio metalizzato).
Le sue proprieta' nutritive sono eccellenti, contiene, rispetto ai cereali, il doppio di lisina (un aminoacido), ha un elevato contenuto di calcio, fosforo, magnesio e ferro. Ricchissimo di fibre, e' privo di glutine e le varie mitologie gli hanno attributo proprieta' magiche.
Questi potrebbero sembrare buoni motivi per acquistarne un sacchetto ma le vie del signore sono infinite.
Tutto e' cominciato con un sacchetto di Musli biologico con il disegno di una piramide Azteca e la scritta sbriluccicante: "CONTIENE AMARANTO".
Acquistatolossi e portatossi a casina l'ho subito aperto per vedere cosa fosse questa sostanza.
Quando ho versato parte del contenuto nella ciotola ho scoperto piccolissimi semini circolari grandi quanto una capocchia di spillo, ero davanti al magico amaranto.
"Ohhh!" - ho esclamato con la soddisfazione di chi ha trovato qualcosa che ai piu' e' sconosciuta.

Passarono le stagioni finche' un giorno al supermercato, vicino al cus cus, alla quinoa e al grano saraceno, trovai un sacchetto da 500 grammi di Amaranto.
Lo portai a casa con la stessa soddisfazione di cui sopra, (quando la cassiera per passarlo sul lettore del codice a barre lo guardo' come si farebbe con un manufatto alieno gongolai di soddisfazione, "Non lo conosce vero? Ah ah, non sa quanta lisina si perde!!" - pensai.
A casa fini' in dispensa dove rimase per un po'.
La grandezza dei chicchi e il tempo di cottura lo rendevano incompatibile con la cottura suoi simili. Poi, l'altro giorno, mi sono svegliato con un bisogno di calcio, fosforo, magnesio e ferro... dove potevo trovare una concentrazione cosi' elevata se non nel meraviglioso Amaranto?

Fase uno, la cottura.
Sulla confezione le notizie a riguardo sono poche e confuse.
Cuocete una parte di Amaranto in due di acqua, trenta minuti nella pentola a pressione o quaranta nella pentola tradizionale, al termine lasciate riposare dieci minuti a fuoco spento senza mescolare.
Ma i minuti sono comprensivi della bollitura? E mentre cuoce si puo' mescolare? E il coperchio? E il sale?
Per fortuna c'e' Internet dove si trovano moltissime informazioni.
Sono tutte contrastanti tra loro, si tratta di scegliere quella che ispira di piu'.
Tralasciando quelle in cui si suggerisce di cuocere l'Amaranto insieme all' alga Kombu, (Belin, pensavo di fare il fico con le stranezze e c'e' subito qualcuno che e' piu' fico, oh rabbia!) e quelle in cui tutto sembra semplicissimo al punto da non fornire alcuna informazione, seguo la ricetta che prevede di lavare l'Amaranto, salare l'acqua (e pregare).
Dopo i tempi previsti e il riposo l'Amaranto e' pronto.
L'aspetto finale e' quello di una pentola piena di sabbia, il sapore anche.

Fase due, cosa farne?
L'utilizzo previsto (Quello di accompagnare una Rattatouille di verdura) e' improponibile, mettereste della sabbia nell'insalata?
Internet viene di nuovo in aiuto. Questa volta si tralasciano i ricettari per andare nei Forum dove altri alternativi bisognosi di lisina raccontano le loro esperienze.
Tutti sono concordi nell'affermare che cuocere l'Amaranto e' facile come realizzare braccialetti etnici con la criniera di un cavallo al galoppo ma nessuno confessa di averlo buttato nella pattumiera.
Nonostante le mille possibilita', ricette, trattamenti e malizie, tutti sono arrivati alla pentola piena di sabbia.
E qui scatta la creativita' e l'ingegno che ha reso il popolo italiano famoso nel mondo.
Mossi dal grido: "Dispiace buttarlo via" tutti hanno inventato utilizzi che ora propongono ai ciber-cuochi.

Fase tre, creativita' e impegno.
Dicevamo del popolo creativo giusto? E allora perche' seguire le orme di qualcuno? E' molto piu' eccitante far di testa propria e perdere un pomeriggio dietro all'estro culinario.
Mischiandolo con patate, prezzemolo e grana grattuggiato e' possibile realizzare polpette che PER FORZA devono essere deliziose...
E se si passassero le stesse sopra del pan grattato misto a semi di sesamo? MMM Acquolina in bocca!!
A preparare tutti gli ingredienti non ci vuol poco ma alla fine le polpette se ne stanno allineate sul piatto Crisp del microonde.
Va detto che aggiungere il fattore caos (il microonde cuoce nonsisacome, non si puo' vedere cosa avviene durante la cottura, la possibilita' di sbagliare programma e' elevatissima e se si moltiplica per il fattore combinato grill-crisp-forno-peso dell'alimento ci si affida appunto al caos).
Inebriati dai vapori di Lisina e' possibile commettere ingenuita', questo va detto.
Quando il segnale acustico ci avverte che e' il momento di girare le polpette apriamo lo sportello del forno e scopriamo che le polpette non ci sono piu', si sono sciolte e hanno formato una specie di sformato.
Per un attimo ci viene il dubbio di aver inserito il cibo nella macchina trasmutatrice di Calvin ma poi pensiamo: "L'aspetto non ha importanza, la bellezza e' negli occhi di chi guarda, l'importante e' il "bello dentro" che nei cibi si tramuta nel buon sapore ma quando assaggiamo...
Il gusto e' dolciastro e la consistenza sotto i denti e' quella di un chewingum dopo che e' caduto sulla spiaggia.
Forse dovevamo cuocerle nel forno tradizionale, forse abbiamo sbagliato programma, forse dovevamo sacrificare un agnello a Montezuma prima di cominciare...
Non contenti tentiamo nuovi esperimenti.
Polpettone, sformato al pomodoro, altre polpette con ripieno di oliva.

Fase quattro la foto e mai piu'.
Quel che esce dal forno ha un bell'aspetto a dire la verita' ma se pensavamo di essere riusciti a rendere solida quella maledetta sostanza ci sbagliamo di grosso.
Nonostante le varianti, il sapore e la consistenza sono sempre le stesse...
Disponiamo tutto sul tavolo per una foto ricordo, buttiamo via lo sformato al pomodoro (Bleah) e il resto lo mettiamo da parte (non si sa mai che vengano a cena degli Inca).

L'amaranto e' uno degli ingredienti piu' usati dalla cucina vegana... adesso si capisce perche' ce l'avevano tanto con Goldrake, altro che invadere la terra, volevano solo cambiare menu' e andare al ristorante per mangiare un piatto di trenette al pesto.
Prosit

 
 
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claudia: amy - uhm?florealpolla on August 16th, 2010 01:11 pm (UTC)
Praticamente avete creato il Gatton Nattong senza bisogno della Medusa.
:D
L'aspetto nella foto è bello, però.
:-)
Remediosremedios79 on August 16th, 2010 04:51 pm (UTC)
Lo vedi cosa succede a non seguire le mie ricette on line?ehehe