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16 November 2010 @ 01:30 pm
Quattro gatti (conclusione)  
Sono morti a pancia piena.
A questo pensava Zamperio mentre incredulo ammirava lo scempio.
Era stata la vescica a salvarlo. Non avrebbe mai immaginato che un semplice bisogno naturale fosse in grado di ingannare la morte. Si era alzato dallo sgabello per andare in bagno e quando era tornato erano tutti passati a miglior vita come se avesse voltato la pagina di un fumetto
Appena rientrato nel bar furono due cose a colpirlo: il silenzio e il colore. Il rosso del sangue che imbrattava pavimento e muri come se il locale fosse diventata l'opera di uno di quegli artisti che imbrattano la tela a secchiate e l'assenza di qualunque suono.
C'erano i tre soci distesi per terra, sembravano galleggiare sopra un lago di sangue. Stavano vicini come se avessero voluto affrontare la morte abbracciati. Dalla nuca spuntava la piuma di un dardo da balestra. Erano stati trafitti tutti con uguale precisione.
Dietro al bancone c'era Herman, in piedi come se nonostante tutto la cosa principale fosse continuare ad accogliere i clienti.
Stava immobile e il suo sguardo era fisso sulla porta di ingresso da dove con tutta probabilita' era arrivata la sua ora.
Zamperio si accorse allora del rivolo di sangue che gli scendeva dal petto come il nastrino di una medaglia al valore.
Il dardo lo aveva inchiodato al mobile di legno lasciandolo li' all'inpiedi. Lui che diceva a tutti che avrebbe chiuso il locale, un giorno, e sarebbe andato a vivere su un isola dove l'unico lavoro sarebbe stato succhiare orzata da una cannuccia, adesso era li' morto all'inpiedi pronto a servire un caffe'.
Era successo tutto troppo rapidamente anche per un gatto abituato a vivere la realta' al rallentatore.
La morte del vecchio, l'agenzia sottosopra e ora la fine di tutta l'organizzazione.
Si sedette su una seggiola cercando di rallentare i battiti del cuore. Entrarono dei curiosi seguiti poco dopo da agenti della polizia felina.
Qualcuno gli butto' sulle spalle una coperta ma il freddo che aveva in corpo non si sarebbe attenuato neppure con due bottiglie di liquore.

Da li' fino a sera fu tempestato di domande, si ritrovo' a ripetere all'infinito cio' che sapeva e quello che sapeva era davvero poco: "Sono andato in bagno e quando son tornato ho trovato questo".
"Vada a casa e cerchi di dormire!" - disse qualcuno.
"Ci faremo vivi noi" - disse qualcun altro e le voci parevano arrivare da molto distante.
Zamperio aspetto'. Vide quelli con la giacca bianca che misuravano distanze cercando la verita' geometrica dei fatti. Vide quelli con la giacca nera che facevano sparire i suoi amici dentro anonimi sacchi bianchi, a Zamperio sembravano dei sacchi a pelo: "Vedrete che vi divertirete al campeggio!" - penso'senza capire perche' in quella circostanza gli venivano in mente pensieri
fuori luogo.
Vide quelli con la giacca blu che si davano da fare per pulire tutto e vide per un solo istante, circondato dalla cornice della porta, un gatto scuro, chiuso dentro un impermeabile. Sorrideva.
Zamperio scatto' con la velocita' che le gambe molli gli permettevano ma una volta raggiunta la strada il tipo si era volatilizzato, forse era solo un fantasma generato dal sonno arretrato, forse un passante con il gusto del macabro, forse se lo era solo immaginato
Usci' dal locale solo perche' costretto da un agente che aveva l'ordine di chiudere.
Sali' sul primo taxi che arrivo'. Per tutto il tragitto senti' la paura che gli mordeva la collottola, la notizia che un gatto era sopravissuto sarebbe ben presto stata di pubblico dominio e allora l'assassino sarebbe tornato per completare il lavoro.
Raggiunse il suo appartamento all'ultimo piano del grattacielo piu' alto di Cathattan senza mai staccare la mano dal manico della fionda ma serviva a poco, la paura stava aggrappata alla schiena e non se ne voleva andare.

Entro' in casa, chiuse la porta alle spalle e lo vide.
Seduto sulla poltrona, stringeva in braccio una balestra a ripetizione e sorrideva: era il gatto che aveva visto sulla porta del bar.
Zamperio non provo' nemmeno ad estrarre la fionda, prima di tendere l'elastico si sarebbe trasformato in un puntaspilli, l'efficenza di quell'arma non era paragonabile alla sua.
L'assassino tuttavia non sembrava avere fretta cosi' Zamperio riusci' a chiedere: "Perche'?"
"Manchi tu perche' io possa ricevere la ricompensa" - disse il gatto seduto
"Perche' ucciderci tutti!" - chiese Zamperio
"Questo non mi riguarda e ora permettimi di chiederti di non fare altre domande o finiremo per saperne un po' di piu' l'uno dell'altro e non mi e' mai andato a genio uccidere qualcuno che conosco, spero mi capirai" - disse e si alzo' in piedi, la balestra sollevata.
"Va bene, posso solo chiederti un ultimo favore?" - disse Zamperio
"Non te lo assicuro ma prova" - rispose il gatto impaziente.
"Vorrei che tu accettassi dei soldi per uccidere chi ti ha incaricato di sbarazzarti di noi, questo lo ritieni possibile o sei un gatto d'onore?" - chiese
"L'onore e' la cosa che rimane quando sei al verde e io preferisco tenerlo lontano" - rispose "Mi faro' pagare per il lavoretto concluso e poi lo uccidero' come desideri".
"Chi mi dice che manterrai la parola?" - domando' Zamperio
"Se non manterro' la promessa il tuo fantasma mi verra' a tirare per le zampe ogni notte, ti basta?" - disse e si avvicino' di un passo.
"Mi deve bastare, immagino, i soldi sono dentro la credenza in cucina, nel barattolo dello zucchero".
"Addio" - disse il gatto scuro e aziono' il meccanismo che libera il dardo
"Addio" - penso' Zamperio mentre qualcosa gli colpiva il petto, senti' calore, poi il tappeto che si avvicinava, poi piu' nulla.

Quando si risveglio' si ritrovo' circondato dai suoi amici.
Indossavano ciabatte infradito e bermuda attilate da cui spuntavano le code attraverso l'apposito buco.
Erano tutti a petto nudo tranne Macchia che indossava una camicia con sopra grandi iris.
Fu lui a parlare per primo: Lo sai che avevi ragione? Dall'altra parte del lago c'e' perfino il campeggio delle ragazze!

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Current Location: al campeggio
Current Music: The bad plus - Tom Sawyer
 
 
 
fuchsia_gfuchsia_g on November 16th, 2010 02:05 pm (UTC)
(da “Old Possum's Book of Practical Cats”, T.S.Eliot )

The Naming of Cats

The Naming of Cats is a difficult matter,
It isn't just one of your holiday games;
You may think at first I'm as mad as a hatter
When I tell you, a cat must have THREE DIFFERENT NAMES.
First of all, there's the name that the family use daily,
Such as Peter, Augustus, Alonzo or James,
Such as Victor or Jonathan, George or Bill Bailey--
All of them sensible everyday names.
There are fancier names if you think they sound sweeter,
Some for the gentlemen, some for the dames:
Such as Plato, Admetus, Electra, Demeter--
But all of them sensible everyday names.
But I tell you, a cat needs a name that's particular,
A name that's peculiar, and more dignified,
Else how can he keep up his tail perpendicular,
Or spread out his whiskers, or cherish his pride?
Of names of this kind, I can give you a quorum,
Such as Munkustrap, Quaxo, or Coricopat,
Such as Bombalurina, or else Jellylorum-
Names that never belong to more than one cat.
But above and beyond there's still one name left over,
And that is the name that you never will guess;
The name that no human research can discover--
But THE CAT HIMSELF KNOWS, and will never confess.
When you notice a cat in profound meditation,
The reason, I tell you, is always the same:
His mind is engaged in a rapt contemplation
Of the thought, of the thought, of the thought of his name:
His ineffable effable
Effanineffable
Deep and inscrutable singular Name.

(su ITunes, la versione in musica…:)