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13 January 2011 @ 12:01 pm
Essi vivono  
Gli oggetti inanimati hanno un anima?
Questo non lo so, certo e' che, a volte, agiscono di loro volonta'.
Un esempio?
Avete mai tentato di aprire la scatoletta del tonno e in mano vi rimane l'anello?
E che dire dell'orribile "Effetto perizoma" che capita aprendo un vasetto di Yoghurt?
Ci sono cose anche peggiori come le chiavi che rimangono chiuse dentro quello che dovevano chiudere o i bicchieri del servizio buono che si incastrano uno dentro l'altro,
Come si possono formare quei nodi inestricabili ai lacci delle scarpe? Al filo delle cuffiette? Al cavo della prolunga?
E poi le terribili aperture che sono capaci di attirare con precisione balistica oggetti per poi fagocitarli e farli sparire per sempre.
Vi parla uno che e' riuscito per ben due volte, in diversi ascensori, a far precipitare documenti e chiavi dentro la sottile fessura che sta tra la cabina e il piano.
Ma ho fatto di peggio, gia' da piccolo promettevo bene.
Credo di essere stato l'unico bambino a ficcarsi in gola il manico di un ombrello, a incastrare la testa tra le colonnine del pogiolo, a infilarsi al polso un portatovagliolo.
Solo grazie all'aiuto degli adulti adesso non vivo nel circo dei Freaks ma a parte le mie doti soprannaturali, perche' gli oggetti ci si rivoltano contro?
Ci sara' un motivo, un messaggio che vogliono farci arrivare.
Forse non lo capiamo e cosi' continuiamo a subire le loro piccole vendette.
Un vecchio cortometraggio raccontava di auto che un giorno decidono di disubbidire al volante e imprigionando i passeggeri, tutte in fila vanno verso una grande pressa dove diventano le tombe di lamiera dei poveri sfortunati che quel giorno non hanno preso il bus per andare in ufficio.
Nel libro Erewhon di Samuel Butler si parla di un paese dove le macchine sono abolite per evitare che rendessero gli uomini schiavi.
Un auto senza un uomo che la guidi, senza un meccanico che la ripari non funziona, percio' non e' la macchina che serve l'uomo ma il contrario.
Il tappo di spumante che parte da se, un razzo che a meta' del conto alla rovescia decide di partire. L'ipod che salta verso un brano non previsto, il telefono dimenticato acceso in tasca che grazie ai nostri movimenti compone un numero casuale e lo chiama senza sosta.
La farfalla che sbatte le ali?
Un tizio che abita ad Ottawa apre lo yoghurt e io provo una fitta dolorosa al fianco.
Nel caos gli oggetti ci sguazzano riuscendo ad assumere posizioni inconcepibili, equilibri sconvolgenti e casualita' che non sembrano tali.
Gli oggetti si organizzano, cooperano tra loro, solo il fine rimane sconosciuto.
Ringrazio il PC (non si sa mai ;-) per avermi permesso di scrivere questi pensieri
Prosit

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(Anonymous) on January 13th, 2011 01:09 pm (UTC)
Quella del portatovagliolo mi mancava ; - )

In casa mia ci sono un sacco di buchi che si fagocitano le cose!

Fede