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24 February 2011 @ 10:59 am
La macchinetta del caffe'  
La distributrice automatica di bevande che sta negli uffici, (Vulgo macchinetta del caffe'), e' un oggetto di culto.
Come avviene alle tribu' primitive che dopo il grande tuono e il fuoco-che-viene-da-cielo si ritrovano davanti il relitto di un aereo precipitato, cosi' viene venerata tra gli impiegati.
Posta in un luogo appartato, vigila sugli spazi vicini emanando serenita' e voglia di evasione.
Un piccolo paradiso virtuale di cui tutti hanno la chiave che di solito viene custodita con la stessa cura che si avrebbe con un figliolo.
C'e' chi la conserva dentro un cassetto chiuso con una combinazione segreta, chi la porta al collo come fosse un gioiello da sfoggiare, chi non sa mai dove l'ha messa (sembrerebbe sprezzo per le consuetudini ma in realta' e' tirchieria occulta).
La chiave si puo' caricare come la spada del potere, piu' soldi contiene piu' e' leggiadro chi la possiede.
Vere e proprie tenzoni al credito piu' alto si svolgono all'ombra del monolito, il vincitore e' apprezzato dalle fanciulle e invidiato dagli altri cavalieri. Se dopo aver offerto il caffe' a tutto il popolo il suo credito e' ancora il piu' elevato diviene re per un giorno.
Ci sono studi che affermano che ci sia un legame tra l'invidia del pene e il credito della chiavetta, torneremo sull'argomento in seguito.
La macchinetta e' testimone di discorsi, lamentele, confidenze e ovvieta'.
E' paziente, affidabile, consolatrice e stimolante. Possiede in sintesi tutte le caratteristiche che dovrebbe avere il nostro migliore amico.
E' una impareggiabile ascoltatrice e grazie alla varieta' delle bevande sa stare con tutti.
A volte viene affiancata da una distributrice di cibi solidi.
Mentre la macchinetta del caffe' ha un che di magico nel servire il caffe' (l'intero procedimento avviene in segreto), l'altra mostra senza vergogna le sue irrinunciabili proposte.
Nessuno resiste, prima o poi la chiave viene inserita, si digita il codice e le spirali ipnotiche che trattengono il cibo cominciano a muoversi.
Vedere il pacchettino di crackers che viene gettato nell'abisso e finisce dove e' possibile prelevarlo e' una goduria che precede il sapore.
Ho assistito a lunghe conversazioni che erano partite per la sorpresa di aver notato l'inserimento di un nuovo tipo di snack tra quelli disponibili.
Alla sera era andato esaurito mentre i soliti snack erano intonsi. Da quella volta capisco di piu' la mia gatta che divora il cibo quando e' una novita' e dopo due giorni considera lo stesso una consuetudine (leggi la solita sbobba).
Non ho ancora ben capito se siamo simili agli animali o se sono loro ad essere piu' simili a noi, ci pensero' su.
Andare al cospetto di questi parallelepipedi e' il piu' delle volte una scusa.
Non e' tanta la voglia di esaudire il desiderio di caffeina o zuccheri, quanto un modo legale di non fare una ceppa per qualche minuto.
Alcuni si ritrovano ad abusare della legalita' arrivando a consumare chiavette con la stessa velocita' dei fazzoletti di carta durante un forte raffreddore. I caffe' si moltiplicano, gli snack diventano una droga e ogni motivo e' valido per alzarsi dalla scrivania e andare al cospetto delle magiche distributrici.

Il caffe' e' una abitudine a cui e' difficile rinunciare e le variazioni sul tema si sprecano.
"Ah voi del decimo si che avete un caffe' buono..."
"Andiamo al secondo? La cioccolata e' piu' densa..."
"L'altra volta ho preso un caffe' giu' dal commerciale che c'e' la macchinetta che fa una schiumina.."
Ci sono i virtuosi che manovrando opportunamente pulsanti e bicchiere riescono a personalizzare la propria bevanda, ci sono gli incontentabili che brontolano e quelli che "Siccome che l'ho pagato" si bevono anche l'ultimo intruglio annacquato che la macchinetta e' riuscita a creare
prima di bloccarsi mostrando l'errore: "GUASTO UGELLI M".
Infine due parole per l'omino del caffe', l' essere soprannaturale che si aggira per gli uffici nelle ore piu' buie e che si occupa di tenere in vita, pulire, rifornire le beneamate macchinette.
Alcuni pensano che sia un essere immaginario come Babbo Natale, altri credono che finito il suo lavoro si chiuda dentro una macchinetta e si occupi personalmente di servire le bevande (oggi il caffe' era buonissimo, secondo me abbiamo beccato la macchinetta con dentro l'omino)..
Ma io l'ho visto, vi giuro che un giorno in cui pioveva a dirotto e pochi erano i neon che rischiaravano gli uffici deserti, l'ho visto passare trascinando un carrello da cui spuntavano pacchi di caffe', pile di bicchieri, pacchi di cucchiaini di plastica.
L'ho incontrato uscendo dal bagno, mi sono spostato da un lato del corridoio per farlo passare, mi ha sorriso e mi ha detto: "Lei e' il tipo del caffe' corto con una tacca di zucchero in piu' vero?"
Non ho potuto che annuire... ma come faceva a sapere che...
Quando mi sono ripreso era sparito, con lui il carrello, non aveva lasciato alcuna traccia.
Ci sono voluti due caffe' per riprendermi, li ho bevuti da solo, davanti alla macchinetta.
Prosit

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josephine_marchjosephine_march on February 24th, 2011 10:28 am (UTC)
Sembra un documentario della vita del nostro ufficio ;-)
(ma di ogni ufficio del mondo, secondo me...)
claudia: cat - pat patflorealpolla on February 24th, 2011 12:51 pm (UTC)
Pensa invece che a me incutono sempre timore.
Quando in ospedale mia madre dice di volere un caffè, ma con tanto zucchero, vado nel panico.
:D
Si vede che non ho mai lavorato in un ufficio.....
le_president: richiele_president on February 25th, 2011 09:12 pm (UTC)
Belin Gian, - GUASTO UGELLI M - Mitico!!!
(noi sappiamo.......)
I. BOSCOsottobosco on February 26th, 2011 11:41 pm (UTC)
Le macchinette di adesso hanno un'infinità di combinazioni. Ai miei tempi potevi scegliere solo fra caffè, capuccino, bevanda al gusto di latte e bevanda al gusto di te.