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28 February 2011 @ 03:21 pm
Il magico piano inclinato  
Il flipper non e' solo un gioco, e' l'uomo che si fonde con la macchina.
La sua mente e' libera di seguire i riflessi della pallina mischiandoli con i pensieri.
Una specie di Nirvana dove la mente e' presente/assente, il corpo dorme/vigila e i riflessi sono accesi e posizionati sulla massima allerta.
Il flipper si porta dietro vecchi ricordi, la prima volta che ne vidi uno fu dentro un bar, stava al centro di una parete e ai lati, come le colonne di un tempio, c'erano due pile di cassette vuote di vino.

Lo sfregare la moneta sul bordo di metallo prima di infilarla nella fessura.

Si pensava che il motivo per cui a volte il flipper non accettava la moneta fosse di carattere magnetico.
"La moneta e' carica!" - si diceva, lo strofinamento sul bordo di metallo serviva a smagnetizzarla per poi inserirla con tranquillita'.
Il gesto divenne un rito irrinunciabile fino a pensare che, se non osservato, la partita si sarebbe caricata di tanta sfiga da durare pochi secondi.

Il rumore di quando si vinceva una pallina.

Tutti i flipper davano la possibilita' di vincere una pallina extra.
Colpire bersagli con opportune sequenze, raggiungere alcuni punteggi o buttar giu' tutti i birilli dava diritto ad una pallina extra.
Quando accadeva, era sonoramente annunciato da un secco rumore che faceva sobbalzare tutti gli avventori del bar.
Tutto questo era di grandissima soddisfazione, quando poi le palline extra continuavano (e con loro i botti) capitava che qualcuno decidesse di avvicinarsi e bere il bianco per osservare la nostra abilita'. (He stands like a statue, Becomes part of the machine. Feeling all the bumpers
Always playing clean).

La partita in socia

Un tasto per uno per raddoppiare il divertimento.
In questa modalita' gli spiccioli duravano di piu',in qualche modo ci si sentiva piu' forti contro la gravita', aumentavano le speranze, si dividevano sfiga e onore e l'esperienza mistico-solitaria si tramutava in un salotto ludico-intellettuale nel quale si facevano lunghe chiaccherata mentre si tentava di colpire la pallina.


L'omino della manutenzione

Capitava di trovare il flipper spento senza vetro con il cassetto delle monete aperto.
L' omino con accanto la borsa dei ferri era intento a controllare che tutto fosse come doveva essere.
Erano momenti in cui non si poteva giocare ma bisognava attendere.
In religioso silenzio osservare chi dava vita a tutto quanto, chi, conosceva il meccanismo, il (mai come in questo caso) Deus ex Machina.
Di solito la pazienza era premiata da qualche partita extra che ci veniva lasciata dall'omino.


Il Tilt

Il dispositivo inventato per non danneggiare il flipper era un grande mistero.
C'era sempre quello che sapeva come spingere (runsare in genovese) senza mai attivare il tilt e c'era quello che riusciva a svolgere partite totalizzando sei punti per via della troppa foga.
Impiegare bene le spinte era fondamentale per il risultato, io non ci sono mai riuscito cosi' per non rischiare non ho mai ne' runsato, ne' spunciato (*).
(*)(Lo spuncio e' un runso piu' delicato)


Il flipper occupato

A volte giunti impazienti davanti al flipper lo si trovava occupato.
Qualcuno con una pila di spiccioli corrispondente a sedici anni di paghette, stava giocando.
Magari era scarso e le monete finivano presto, a volte era un manico assurdo che quel giorno voleva battere tutti i record.
Nell'attesa infinita tutti facevamo il tifo silenzioso per la pallina, speravamo in qualche tilt e che mancasse la luce.


Evento inconsueto 1

Una volta ho giocato ad un flipper con macchina fotografica incorporata.
Se riuscivi a raggiungere il record ti veniva scattata una foto.
Che ci crediate o no ci sono riuscito. Il flash ha immortalato la mia faccia stupita di tredicenne imberbe.
Come dicevano le istruzioni sul vetro, per ricevere la foto, bisognava telefonare ad un certo numero, e con una minima somma comprare la foto.
Requisito fondamentale: "Essere maggiorenni".. azz la mia gioia si trasformo' in terrore (quello di venir scoperto dalle forze dell'ordine che venivano a casa per arrestarmi, prove alla mano)...
Confesso che adesso darei duecento euro per avere quella foto o a scelta passerei un mese in carcere.


Evento inconsueto 2

Va detto che alcuni bar che frequentavamo non erano proprio il circolo del ricreatorio, una volta e' successo che sono entrati i carabinieri e hanno arrestato il tipo che giocava al flipper sotto i nostri sguardi stupiti.
Nel bar e' calato il silenzio, poi non appena lo hanno portato fuori la vita e' ripresa a scorrere.
Siamo rimasti li' un istante poi ci siamo accorti che aveva lasciato una partita avviata e qualche spicciolo, fu un gran giorno, come dicevano i romani: "Mors tua vita mea!"

 
 
Current Location: Al bar
Current Music: Paloma Faith - Romance is dead
 
 
 
josephine_marchjosephine_march on February 28th, 2011 04:01 pm (UTC)
L'omino del flipper e' un po' come l'omino della macchinetta del caffe' :)
fuchsia_gfuchsia_g on February 28th, 2011 08:11 pm (UTC)
Quando finiva il tempo degli ingressi a scuola, il bar Verdi tornava ad essere ciò che era di solito: un deserto.
Sahara con vista, sui portici più antichi della città.
Mozziconi di sigarette bruciavano solitari nei portacenere.
Neppure il barista, attento allo schermo di un piccolo televisore sulla parete, sembrava interessato a quella sovrattassa di fumo.
Dai tavolini scomposti, l’improvvisa uscita di scena degli attori principali restituiva avanzi più o meno amabili.
Tazzine bistrate di rossetto, ultimi incroci sentimentali, quaderni amati troppo o per nulla.
Eppure, qualcuno resisteva là nelle viscere, un piano sotto.
Se appena c’aveste avuto la pazienza di camminare fino alla parete in fondo alla sala e scendere l’inaspettata scala a chiocciola dai gradini stretti ed infidi.
Ci stava sempre qualcuno, là sotto.
Lost in paradise.
Almeno, un pezzetto, migliore del solito farsi ombra, no peso o voce o parola.
Se non addomesticate, puella puellae puellae puellam….
Intorno, raggruppati a tema come ordinati capitoli di un romanzo, biliardini, flipper, tavoli di panno verde, divanetti dove scordarsi di respirare.
Push the button and go.
bustonebustone on March 1st, 2011 11:02 am (UTC)
Ogni bar e' la copertina di un libro di pagine infinite, storie, persone, pensieri e tempo che passa.
Colonna sonora: tintinnio di bicchieri, risate, campanelli di un flipper, sbuffi di vapore e molto altro