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31 January 2007 @ 11:05 am
La parabola della fionda  
"Guarda Matteo, guarda e dimmi cosa vedi" - disse l'uomo rivolto al bambino che aveva al fianco
"Vedo il mare che fa capolino dietro le case" - rispose quello smarrito perche' di cose da vedere ce ne erano davvero tante.
"No cazzo, dico piu' vicino, guarda se te mi dovevo trovare un poeta come figlio"
"... i tetti?" - provo'
"Si bravo i tetti, ma sopra li vedi tutti quei cessi bianchi?" - domando' abbassandosi e indicando con il braccio teso.
"Le parabole?"
"Si, quelle, adesso libera la fantasia, strizza gli occhi e pian piano trasformale in monete, allarga la visuale poi e osserva quante sono..." - e intanto muoveva la mano nell'aria come il volo di una farfalla.
"Ho visto"
"Sono un bel mucchio di soldi no?" - chiese
"Gia'" - rispose sicuro per non contraddirlo.
"Stanotte tu vieni qui con la fionda e fai il tiro al bersaglio, usi quelle bilie di ferro che abbiamo preso l'altra settimana allo sfascio, pensi di riuscire a fare centro?" - gli domando'
"Con quelle bilie, da cinquanta metri, ci posso disegnare sopra una faccia col sorriso." - rispose perche' aveva la mira migliore di tutti i suoi amici, anche di Fabrizio che andava al tiro a segno col padre che faceva lo sbirro e gli faceva usare la pistola di ordinanza.
"Bravo, basta che le buchi per bene, io poi domattina passo di sotto con il furgone e prima di sera abbiamo fatto tanta di quella grana che ce ne andiamo fino alla fine del mese alle Seiscell tante' vero che mi chiamo Orazio Nartelli".
"Bravo pa' e mi compri anche il gommone?" - chiese pensando a quello giallo con la corda tutta intorno che stava in vetrina nel negozio di sport
"Te ne compro uno con un motore cosi' potente che quando parti fai un onda zunami!" - disse
"Fico pa'" - rispose immaginandosi seduto al timone.
"Matte, a noi due insieme, chicincula?" - concluse abbracciandolo.

Quella sera Matteo gobbo saliva su per la collina con lo zaino pieno di bilie e in tasca l'infallibile, la sua fionda preferita a cui aveva appena cambiato l'elastico.
Arrivo' dove erano stati nel pomeriggio e posato lo zaino comincio' a fare gli esercizi di riscaldamento come aveva visto fare a Chuck Norris quando si mena con Bruce Lee nel colosseo.
Comincio' a muovere la testa da una parte all'altra, poi la fece roteare in entrambi i sensi e dopo due piegamenti sulle gambe decise che era pronto.
Si mise in piedi di fianco allo zaino aperto, le bilie lucide brillavano alla luna come piccole stelle, un sacco pieno di fantastici proiettili che una volta lanciati avrebbero percorso una precisa rotta silenziosa e colpito quei facili bersagli bianchi.
Raccolse una bilia, la posiziono' sulla fionda, tese l'elastico e dopo aver chiuso un occhio la lancio'.
Colpi' la parabola nel centro esatto, perfino da quella distanza riusci' a sentire il rumore della plastica che si rompeva.
Fece seguire altri lanci, con uno ne porto' via un intero pezzo piu' in basso, con un altro riusci' a centrare il buco fatto in precedenza, "Come a Robin Hud" - penso'.
Quando gli sembro' di aver fatto abbastanza si sposto' di qualche metro verso un nuovo terrazzo dove tre parabole stavano in fila, se avesse saputo quante riunioni di condominio erano state necessarie per quell'impianto centralizzato, si sarebbe sentito davvero una merda a compiere quello scempio ma che ne sapeva lui di come andavano le cose dei grandi? Suo padre gli aveva detto di radere al suolo i tetti peggio di Gozzilla e lui eseguiva gli ordini con l'unica preoccupazione di fare centro.
Con la prima bilia centro' la parabola piu' vicina ma la seconda a cui aveva dato una carica maggiore, trapasso' tutte le parabole come una spada laser di star uors.
"Minchia sono bravo pero'" - penso' Matteo, "Se avessi un fucile chissa' fin dove arriverei" - penso' ancora ricordando quel film dove un cecchino con un fucile dotato di un cannocchiale grandissimo si era rintanato su un tetto e teneva in ostaggio un intero ospedale facendo scoppiare attraverso le
finestre, le bocce di vetro delle flebo e tutti si cagavano sotto e anche il dottore che faceva l'eroe poi se ne era stato zitto..."
Alla fine del film lo avevano beccato ma lui si era sparato cosi' non lo prendevano vivo, "Se mi beccano mi pianto una bilia in mezzo alla fronte cosi' poi dicono: "Ma era solo un bambino!" e mio padre si incazza e gli dice bastardi, stava solo giocando e poi al funerale vengono tutti i miei compagni di classe che mi hanno fatto dei disegni e la maestra li appende alla cassa con lo scotch ma uno cade ed era quello della Camilla che dietro ci aveva scritto:
"Ti amo Matteo voglio morire anche io per stare sempre con te...".
Scaccio' quel pensiero, con la testa spesso partiva per sentieri che poi ne incrociavano altri e via via fino a non ricordare nemmeno piu' da dove aveva cominciato.
Quella sera pero' era li', obbiettivo: distruggere tutte le parabole, missione: per conto di suo padre, ricompensa finale: un gommone giallo con le corde e il motore turbo fuoribordo.
Con una pazienza degna di un cercatore di tartufi, Matteo si dedico' magnanimo a tutti i tetti del quartiere finche' in fondo allo zaino non rimase che una sola bilia e sui tetti solo i comignoli, a parte quelli caduti sul campo.
Non c'era piu' nessuna schifosa parabola a guardare la luna quella sera, ficco' la bilia nella tasca dei pantaloni insieme all'infallibile, si mise lo zainetto in spalla e comincio' a scendere per la collina mentre la prima luce del sole stava per spuntare dietro i monti.
Arrivo' a casa e trovo' il padre in cucina che beveva il caffellatte.
"Matte, hai fatto?"
"Fatto" - rispose "Me ne vado a letto" - aggiunse
"Come a letto, e la scuola?" - domando' l'uomo
"Se vado mi pinza di mate e la soddisfazione di non sapere un cacchio non gliela do' a quella stronza della Ranieri" - disse
"Va bene, poi fammi trovare qui il libretto delle giustificazioni, ma solo per questa volta ci siamo capiti?" - disse posandogli una mano sulla guancia nell'esatto incrocio tra una carezza e una sberla.
"Io vado allora, ci vediamo stasera" - disse poi sistemandosi una bretella della salopette da lavoro.
"Ciao Pa'" - rispose Matteo e si butto' a letto senza nemmeno levarsi le scarpe.

Dopo qualche minuto, la scala estensibile sul tetto del fiorino bianco di Orazio, fendeva l'aria spavalda come la prua di una nave pirata.
La grossa scritta sul fianco: "Orazio Nartelli installatore, impianti di antenna, telefonici, in genere", prometteva la salvezza a tutto quel popolo di drogati televisivi che non avrebbero fatto nemmeno colazione senza poter osservare la solita faccia da culo dentro l'apparecchio.
Gli avrebbero telefonato, lo avrebbero perfino fermato come si fa con l'autostop e prima di sera sarebbe salito tante di quelle volte sui gradini della scala da farsi venire le gambe dure come quelle di un ciclista alla fine del giro d'Italia.
Matteo non appena toccato il cuscino si era addormentato e ora si trovava al largo a bordo del gommone, vicino a lui c'era Camilla con un costume a due pezzi rosso fragola dello stesso colore dello smalto sulle unghie dei piedi, "Ma se io ero morto tu davvero volevi venire con me?" - le chiedeva
"Certo, mi buttavo sotto il treno alla fine del funerale" - rispondeva lei
"Ma se finivo all'inferno?"
"Non me ne frega niente del diavolo, basta che ero con te" - rispondeva e dopo avergli dato un bacio, si levava il reggiseno per prendere il toppless.

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Current Location: Su un tetto
Current Mood: happyhappy
Current Music: Air - Suicide Underground
 
 
 
(Anonymous) on January 31st, 2007 01:56 pm (UTC)
Guarda Matteo, guarda e dimmi cosa vedi" - disse l'uomo rivolto al bambino che aveva al fianco
"Vedo il mare che fa capolino dietro le case" - rispose quello smarrito perche' di cose da vedere ce ne erano davvero tante.
"No cazzo, dico piu' vicino, guarda se te mi dovevo trovare un poeta come figlio"

inizio folgorante, e bella storia, ben scritta - buon ritmo!
se festa è ciò che si aspetta, questo è festa del linguaggio..
Anya
bustonebustone on January 31st, 2007 03:35 pm (UTC)
Caspio, grazie di cuore :-)
barneyp1barneyp1 on January 31st, 2007 04:36 pm (UTC)
Do you know Chaplin?
Delizioso.
e un ottima pubblicità per la tv via cavo
(Anonymous) on October 8th, 2007 09:18 am (UTC)
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