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12 April 2011 @ 03:05 pm
Biglietti spontanei  
Poniamo di avere mezz'ora di tempo per scrivere.
Una precisa quantita' oltre la quale non si puo' andare perche' allo scadere arriva l'occhialuta professoressa che ci priva del nostro scritto accompagnando il gesto con un sorriso di rossetto sbavato.
Mezz'ora sola per buttar giu' qualcosa che stia in piedi, un idea abbastanza buona da poterla guarnire con qualche parola, divagare quel tanto che basta, riflettere, tornare all'inizio e osservare il tutto da un nuovo punto di vista.
Oggi rifletto sui biglietti.
Non quelli di auguri o di felicitazioni ma quelli che di pugna mano vengono scritti e lasciati in posti strategici per svolgere l'impellente bisogno di comunicare.
Dunque c'e' un motivo che spinge a scrivere, spesso un torto subito o la voglia incontenibile di dire la nostra quando i contesti non permettono di poter usare la voce.
La scrittura assume una certa importanza non appena ci si rende conto che scrivere un biglietto non e' come scrivere un appunto sull'agenda, il biglietto una volta affisso diventera' pubblico e sara' quindi sottoposto non solo agli occhi del destinatario ma di un folto pubblico che non vede l'ora di criticare e di far dell'ironia sull'uso di un certo termine o sulla composizione della frase (siamo campioni nel correggere gli errori ortografici dei biglietti).
Per questo motivo viene utilizzato un linguaggio che pare uscito da un verbale dei carabinieri o dagli atti di un processo.
La paura di sembrare ignoranti (e la firma in calce mostra il colpevole) e' uno stimolo sufficente perche' il biglietto venga scritto con lo stesso impegno con cui si componeva il tema dell'ultimo quadrimestre quando un bel voto avrebbe scongiurato l'esame di riparazione di settembre.

Biglietto sulla macchina del caffe' trovato stamattina:

"Gentile addetto alla manutenzione della distributrice di bevande calde, oggi mi sono accinto a caricare la chiavetta introducendo una somma di euro 2 ma solo 50 centesimi mi sono stati accreditati, potrebbe gentilmente verificare?

Qualcuno ha aggiunto un "1" per aumentare la cifra a 12, cosi' il pubblico oltre che analizzare le parole una ad una ha potuto fare ironia sul fatto che solo un deficente caricherebbe una somma cosi' cospicua nella chiavetta.

I biglietti lasciati da chi si e' ritrovato con la macchina chiusa da un altra e per uscire dal parcheggio ha dovuto sudare sette camicie spesso sono contrastanti. Ci si rivolge allo sconosciuto dando del "lei" e poi proseguendo con le peggio parolacce (non mancano mai riferimenti agli apriscatole e alle doti nascoste del maleducato).

I biglietti lasciati nelle auto per distogliere i ladri dal rubare:

"Non ho autoradio e neanche mangiacassette"
"Le scarpe nel bagagliaio sono articoli di campionario e sono tutte sinistre"
"Se proprio volete rubare risparmiate il vetro del finestrino, ho lasciato la portiera aperta"

I biglietti nei condomini che sono sempre pieni di "Incivili" "Deiezioni canine" e "Ascensori che non sono montacarichi".
A volte l'ultima frase intima: "Non strappare".

I biglietti che incuriosiscono/avvertono:

"Vuoi perdere peso? Chiedimi come"
"Attenti al cane (e al padrone)"
"Se becco quello che piscia il cane sulle ruote della mia macchina lo faccio leccare"
"Chi apre, chiuda"
"Chi rompe, paga"

E infine questa chicca direttamente dal fruttivendolo per strada:

"Per favore non annusate il basilico"

Arriva la Prof, ho finito appena in tempo.
Prosit
 
 
Current Location: Per strada
Current Music: Generationals - Exterior street date
 
 
 
(Anonymous) on April 13th, 2011 07:37 am (UTC)
"Non ho autoradio e neanche mangiacassette"
non ricordo, era forse in via Biancheri? :-)
Marco
bustonebustone on April 14th, 2011 02:01 pm (UTC)
Oh yes, proprio Via Bianchieri :-)