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24 June 2011 @ 11:22 am
Granfondo - Millegrobbebike 2011  
Si, va beh hai scherzato ma la gara come e' andata?
Ok, ok ora vi racconto, non stavate piu' nella pelle vero? ;-)
Dovete sapere che noi siamo leggende viventi, nessuno e' mai stato cosi' assiduo nel partecipare ad una gara.
Conosciamo ogni singolo rametto con i quali la sera prima ci facciamo una pizzata pro-pizza-toria, tutto il pubblico ci incita chiamandoci per nome, la vecchina del distributore di benzina, la vigilessa che sta sempre a presidiare il ventiduesimo incrocio, il carabiniere con la faccia da Austriaco e lo speaker ufficiale ormai ci considerano parte del paesaggio.
A ben pensarci l'unico che non ci riconosce e' il giudice FCI ma forse e' meglio cosi' che poi ci tocca portargli una bottiglia di olio d'oliva.
Dunque consci di brutte figure cosmiche di anni precedenti ci rechiamo puntualizzimi al luogo della partenza ma non saremmo noi se non ci fosse qualche evento imprevisto che dona un po' di movimento supplementare ad una giornata gia' movimentata...
Mentre ce ne andiamo lemme lemme verso il paesello dove parte la gara, l'auto di Robydige si ferma.
Ma comecaz! ma checaz! ma sticaz!
Esclamiamo, tutto cio' non e' giusto, forse che il destino e' invidioso della nostra spensieratezza gioviale e ci vuol mettere il suo lungo bastone tra le ruote?
Probabilmente si.
La Pampomobile parte di corsa per scaricare Wondy e bici e poi tornare da noi.
Nel frattempo Dige con una manovra degna di Colin McRae riesce a percorrere un tornante e poi posteggiare la macchina in una piazzola.
Lesti come gazzelle da competizione scarichiamo le borse con l'occorrente per la doccia, controlliamo se ci sono i campioncini di sapone e poi montiamo le nostre fiere biciclette.
Quando arriva supercugino gli affidiamo le borse e le tessere FCI sperando che il giudice quel giorno si sia svegliato con il piede buono e partiamo.

Percorriamo un paio di chilometri in salita fino ad arrivare alla partenza, un occhio all'orologio, un occhio ai battiti.
La Pampomobile se ne sta con il bagagliaio aperto e tutti i pacchi gara nei dintorni, ottimo, manca mezz'ora alla partenza, ce la possiamo fare.
Dopo pochi minuti e qualcosa di piu' ci infiliamo nella griglia di partenza e stiamo li' a friggere nell'attesa del via.
A dire le cose con precisione sulla griglia piu' che friggere bisognerebbe arrostire ma fa lo stesso.
Lo speaker dice: "Mancano tre minuti alla partenza"!
Rumore di pedali che si agganciano, bippi vari di cardio frequenzimetri, segni della croce e poi: "Mancano 15 secondi alla partenza, no scherzavo... viaaaaaaaaa
Proprio cosi', quel buontempone del giudice FCI ha deciso di anticipare la partenza per vedere l'effetto che fa.
Per nulla colpiti da questo scherzetto partiamo a bombazza, cosi' veloci che il giudice FCI deve farsi da parte se vuole ancora proseguire con la carriera (da cabarettista).
I primi due chilometri di asfalto vengono percorsi dalla mandria furiosa ad una velocita' incredibile, le persone ai lati vedono appena una scia colorata e non capiscono se devono bere meno grappa o se hanno appena assistito ad un fenomeno paranormale.
Noi sfrecciamo, come skegge impazzite, muscoli che pestano sui pedali, ruote che sfrigolano roventi sull'asfalto, battiti che sono come tamburi nella foresta dove si nascondono misteriose tribu' di cannibali che divorano la strada.
Imbocchiamo poi la sterrata e diventiamo parte della natura.
E' lei che si mostra maestosa, odori e colori ci invitano a respirare al ritmo delle foglie, purtroppo le radici viscide e i sassi lucidi la pensano diversamente, non vogliono intrusi e faranno di tutto per rendere difficile il progredire.
Con Wondy si impegneranno molto facendole prendere una straccionata il cui eco risuona ancora tra le valli, non per questo lei si fermera' (alla sera avra' un lungo dialogo con il livido dalle sembianze di Ned Overend che le decora il ginocchio).

La gara si snoda rapida, un breve riassunto onomatopeico::
PANT PANT, CLICK CLICK SWISH OOPS PANT PANT OOPS SWISH
Come di consueto sono l'ultimo dei fantastici quattro ma quando mancano una decina di chilometri all'arrivo ecco che scorgo la schiena di Wondy.
Mi avvicino, mi affianco, mi dice che non ce la fa piu', caduta a parte non riesce a tirare in salita...
E' convinta che da qualche parte, chiusa in un cassetto buio, ci sia la sua bambolina voodoo piena di spilli.
"In discesa vado giu' come il tuono" - dice "Ma in salita sono inchiodata come una bara" - aggiunge
Ci alterniamo cosi' fino alla fine finche' non tagliamo in traguardo, arrivo perfino prima, non ci posso credere.
I due nemici-amici sono arrivati da un pochino, ci accolgono con ampi sorrisi, a dire il vero ride di piu' Dige che e' arrivato davanti a tutti.
Non appena escono le classifiche ci avviciniamo timorosi come il giorno dei quadri alla fine della scuola.
Non ci posso credere, venti minuti meno dell'anno scorso..
"Ma come e' possibile?" - mi chiedo
Eppure l'orologio non sbaglia...
Dige lo aveva predetto, non so come abbia fatto ma prima di partire mi aveva annunciato che avrei chiuso la gara con quel tempo.
Il resto del pomeriggio lo passiamo io e Wondy a resistere al freddo e i due Roberti a cercare di far partire la macchina.
Dopo numerosi viaggi, preghiere, stratagemmi che avrebbero fatto impallidire Mc Gyver (Vedi imbuto ricavato da una bottiglia e tubo realizzato con camera d'aria e fascette) e un minimo intervento del meccanico (e del suo spray magico) la macchina riparte, torniamo al paesello per la manutenzione delle nostre care bici.

Mentre son li' che lustro e sfango, all'improvviso una vocina mi sussurra all'orecchio: Oggi ti sei comportato bene, e' giunto il momento che io ti riveli il mio nome: "Mi chiamo tesorino".
"E' tutto frutto della mia mente annebbiata dai vapori dello sgrassatore o la mia bici ha parlato?"
Non importa, da quel momento quello sara'il suo nome.

Il giorno dopo sara' una copia del primo, tutti quanti concluderemo la gara con un tempo migliore dell'anno prima e Pampo prendera' la rivincita arrivando davanti a Dige di 40 secondi.
Terzo giorno?
La gara piu' dura si svolgera', per fortuna, sotto un sole magnifico, la sfida tra i Roby sara' l'evento clou.
Per quel che mi riguarda dopo dieci chilometri a causa di una cambiata maldestra, rompo il forcellino del deragliatore di tesorino, impiego un quarto d'ora a consolarla e a riparare il tutto.
Riparto e dopo altri venti chilometri, nel punto piu' lontano dalla civilta', si rompera' definitivamente facendomi concludere la gara.
Comincio a scarpinare per raggiungere la piu' vicina strada asfaltata dove dovrebbe arrivare un fantasmagorico mezzo in grado di riportarmi all'arrivo.
Strada facendo incontro altri fortunati, catene rotte, cambi andati, gomme sguarate.
Aspettiamo un bel po' e un attimo prima di morire di freddo un pulmino ci riporta nella civilta'.
L'ordine di arrivo dei fantastici 4, pardon 3, sara' Dige primo: "Ok, quest'anno ho rischiato ma sono ancora io il capobranco", Pampo dietro: "Ho perso una battaglia, non la guerra", e Wondy: "Ho sofferto come un cane in salita e in discesa ho toccato i 65 all'ora... Ah mi hanno anche detto che vado come una moto..."
Un altra Millegrobbe e' andata, troppo veloce come sempre accade ma bastera' aspettare un altro anno e un altra ne avrete.
"Mancano 3 minuti alla partenza!" - il giudice FCI dira', e un altra gara a bombazza, partira'
Prosit

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Current Location: Gionghi
Current Music: Esperanza Spalding - Little fly
 
 
 
josephine_marchjosephine_march on June 24th, 2011 10:43 am (UTC)
:)