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30 August 2011 @ 11:29 am
La Password  
Vi ricordate la prima volta che vi siete trovati davanti ad un computer?
Il disagio con il quale vi siete accostati alla tastiera timorosi di pigiare un tasto e scatenare l'Armageddon?
La mano incerta con la quale avete afferrato il mouse sicuri di essere presi a morsi?
Lo sguardo vacuo e perso negli infiniti pixel del misterioso e incomprensibile schermo?
Poi qualcuno ha cercato di infondere tranquillita' spiegandovi che i computer sono amici un po' scemi e che per quanto si possa diventare degli esperti accade sempre qualche situazione imprevista percio' non c'e' nulla di preoccupante.

Il fatto che quel mostro sconosciuto fosse anche scemo non vi aveva consolato ma nonostante tutto avete dovuto cominciare quella collaborazione che (almeno nel mio caso) non si e' piu' fermata.
L'esperto che vi ha introdotto all'uso del computer ha usato parole semplici e un tono da papa' che legge la favola della buonanotte:
"I computer sono stati programmati per fare la nostra conoscenza, al primo incontro ci porgono la mano desiderosi di saperne di piu' di noi.
E' sufficente inserire il vostro nome e una password e potete entrare nel loro magico mondo!"
Gia', la password...
Ricordate quegli istanti in cui si e' aperta davanti a voi quella piccola finestra lampeggiante che andava riempita nel migliore dei modi possibili?
"Ora scegliete una parola che dovrete custodire gelosamente e che dovrete poter richiamare alla memoria con facilita'".
"Una parola qualunque?" - avete chiesto
"Si, certo ma tenete conto che non deve essere una parola che abbia qualche attinenza con il vostro nome/cognome/data di nascita, che deve essere di una certa lughezza preferibilmente non di senso compiuto, che contenga anche numeri e un misto di lettere maiuscolo/minuscole..."

E tutti quelli che avevano pensato di usare il nome di animali domestici/fidanzate/squadra del cuore hanno dovuto cambiare idea e rantolare disperati fino a creare una password immonda, priva di qualunque significato e digitabile da una sequenza di tasti cosi' acrobatica da rischiare ad ogni login gravi lesioni alle falangi.

Per vostra sicurezza la password periodicamente scade.
Questo avviene non appena siete riusciti ad impararla a memoria.
Da questo si deduce che e' piu' facile ricordare le password scadute e prive di utilita' che quelle che vi permettono di accedere.
Perche' l'uomo crea ostacoli che poi non riesce a superare e' un grande mistero.

Ma il tempo passa, i programmi aumentano, qualunque operazione vogliate sbrigare nel sito piu' becero e' necessaria la registrazione e la scelta di una nuova, benedetta password.
Nel vademecum della sicurezza c'e' scritto che e' sconsigliatissimo usare la stessa password su piu' applicazioni.. e allora?
Allora dovete inventarvi ogni volta nuove magiche parole arzigogolate che dovrebbero rimanere scolpite nella vostra memoria che peggiora ogni giorno di piu', un impresa impossibile per chiunque.

Le password che dovrei ricordare sono piu' di cento, ho usato il condizionale perche' non ci riuscirei nemmeno se mi facessi trapiantare in testa un hardisk supplementare.

La creazione della password sicura e' impossibile, quei siti che hanno la funzionalita' di testarne la bonta' sono impietosi...
Avete creato una parola di 35 lettere che e' derivata da un algoritmo logaritmico associato a simboli Maya casuali che non ha significato in alcuna lingua antica o moderna che sia mai stata usata nel mondo?
Il programma dice: "Livello di sicurezza bassino".. ma Vaff!...

Un altro aspetto che andrebbe studiato dagli esperti e' questo:
Dopo aver spremuto le meningi fino a trovare una password che ci soddisfa, ci troviamo per cause di forza maggiore a doverla rivelare a qualcuno.
Quando questo avviene ci sentiamo come se fossimo usciti di casa senza pantaloni.

"E ora ti dico la password, non ridere, perdona la poca originalita', e' una scemenza.."

Ma perche' dobbiamo vergognarci di una parola?
Eppure ci sentiamo cosi' e vorremmo spiegare il motivo che ci ha spinto a quella scelta, invece rimaniamo li', rossi in viso e con la sola voglia di cambiare password al piu' presto per una molto piu' onorevole e presentabile (una cosa tipo: E siccome ho sempre pensato che Sigfrido Von Ermensten e' stato un grandissimo illuminista del secolo scorso allora ho voluto omaggiare la sua figura con questa password... o ancora: il peso atomico relativo del gallio meno l'iperbole assoluta dell'asintoto inverso del concetto antico di esistenza mi ha fatto venire in mente questa password...)

Prosit


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