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08 March 2012 @ 11:31 am
The River (un fiume di...)  
Per carita', non ho nulla contro le nuove serie televisive, non rimpiango i tempi in cui i telefilm riguardavano solo poliziotti, famiglie e dottori, benvenute le nuove serie che spaziano dalla fantascienza, al western, alla storia, al paranormale...
Ma c'era bisogno di una serie come "The river?"
Attenzione, da qui in poi la percentuale di spoiler al minuto e' elevatissima, quindi se state guardando la serie, amate il genere o odiate chi ci parla sopra farete bene a cambiare sito e guardare il meteo.
Per quelli che sono rimasti ecco qui i miei pensieri.
Prima di tutto l'originalita' della storia.
Scompare un naturalista nel profondo della giungla amazzonica, dopo sei mesi di ricerche senza frutto viene considerato legalmente morto.
Se la serie si fosse fermata qui sarebbe durata tre minuti con un costo inferiore a quello di un pandorino.
Invece la moglie vuole continuare la serie, non ne vuol sapere di quello che dicono i legali, per lei il maritino e' ancora vivo "Perche' se lo sente".
Si reca dal figlio e lo convince a partire per ritrovare il paparino.
Quando arriva un segnale dalla radio del coniuge scomparso aumentano le speranze.
La rete televisiva per la quale il marito lavorava si offre di finanziare le ricerche a patto che una troupe segua la spedizione.
Da un po' di tempo, per aumentare il coinvolgimento dello spettatore, qualche serie utilizza questo stratagemma della camera che segue le scene.
Lo spettatore e' in effetti coinvolto, soprattutto il suo stomaco che dopo cinque minuti di ballonzolamenti ordina al corpo di spegnere la tv e fare una visita al bagno.
Comunque i nostri eroi partono, la madre impiega qualche minuto a convincere il figlio a seguirla (il figlio odia il padre siccome durante la sua infanzia non e' mai stato presente e le poche volte che era lui ad andarlo a trovare quello lo costringeva ad accarezzare ragni pelosi e serpenti ripugnanti).
Il team di recupero e' composto da:

Madre che pensa che il marito sia vivo perche' se lo sente
Figlio che spera che il padre sia morto perche' non lo vuole piu' sentire
Macchinista messicano con figlia a carico
Addetto alla sicurezza con valigia-arsenale a carico
Mozzo che finisce in mare alla prima scena
Due cameramen
Regista

Qui tutti quelli scafati che seguono serie si accorgono che qualcosa non quadra: dove e' la mezza-figona-di-turno-che-ha-la-storia-con-il-protagonista?
E infatti non appena il team arriva sulle rive del Rio delle Amazzoni ecco giungere un elicottero.
Ne scende l'esemplare di cui sopra che e' la figlia di un tizio scomparso insieme al padre.
"Ma perche' non mi avete detto che venivate qui in Amazzonia? Cioe' avrei messo su uno straccetto al volo e sarei venuta con voi..." - dice
Questa ha fatto ricerche per conto suo e escludendo quei seicentomila posti dove potrebbe trovarsi la barca scomparsa sa per certo dove si e' arenata.
Al che partono con dei gommoni.
Perche' gia' che era sull'elicottero non ha usato quello? (viene da chiedersi) ma la risposta e' dentro di noi e tra poco vedra' la luce in bagno.
E qui vale la pena riportare un dialogo:
Ragazza scesa dall'elicottero: "La nave scomparsa si trova qui, e' certo!" - dice e indica un punto sulla mappa.
La ragazza messicana (che e' cartografa) esclama: "Noo, non li', quello e' Giumbagiumba!"
Tutti gli altri la guardano preoccupati...
Scena successiva, tutti sui gommoni che si va a fare una scampagnata a Giumbagiumba!
Le due piccole imbarcazioni proseguono tra versi di animali e libellule multicolori finche' si infilano dentro una specie di palude (i sottotitoli sottolineano: Terzo giorno - Giumbagiumba - cominciate a preoccuparvi).

Qui trovano in effetti la barca del padre, e' parzialmente avvolta dalla vegetazione ma appena salgono si rendono conto che e' in piena efficenza.
Schiacciano un pulsante e tutto si illumina, perfino le apparecchiature che sono nella cabina da dove il padre montava i documentari sono funzionanti.
In tutta la barca sono installate decine di telecamere fisse (ma guarda un po')...
Ecco che inaspettatamente, in una atmosfera a meta' tra Lost e Alien, si sentono rumori provenire dal fondo della barca.
"Avete sentito?" - dice uno
"Parrebbero rumori inquietanti!" - risponde un altro
E in effetti dopo essere scesi trovano la porta della Panic Room chiusa e sigillata. (NOTA La panic room e' l'unica cabina senza telecamera).
Forse che a qualcuno viene il dubbio che se la porta e' chiusa e sigillata forse dentro racchiude qualcosa/qualcuno di pericoloso?
Ma noo "Presto, usiamo il flessibile (che stava sul canotto perche' non si sa mai che nella giungla ti scappi la voglia di bricolage) e apriamola, potrebbe esserci chiuso dentro l'equipaggio ancora vivo!!"
Ora la sequenza di immagini vuole che la porta venga aperta, che si liberi un entita' che si manifesta con gran sbattimento di telecamera, luci e suoni e che appena uscita azzanni la ragazza mezza figa.
Solo dopo questa sequenza scoprono una collezione di nastri del padre nascosta per bene...
Nell'ultimo nastro c'e' il suo faccione che dice: "Mi raccomando, a chi sta guardando sto nastro, non gli venga in mente di aprire la porta chiusa che ci siamo fatti un culo tanto per rinchiuderci dentro una presenza terribile, ok?"
Perche' paparino hai deciso di incidere il nastro con questo importante monito e poi lo hai nascosto? Sei mica bastardodentro? Sapete dove trovare la risposta, poi tirate lo sciacquone.
A sto punto la ragazza messicana oltre che cartografa si scopre profonda conoscitrice delle leggende locali: "Quello che abbiamo liberato e' L'uomo seco, un tipo magrolino che per sopravvivere si ciba di sangue, una specie di zanzara tigre ma molto piu' grande..."
"Presto portiamo subito via il belino!" - dice qualcuno
"No stiamo qui, pensate che documentario fico che potremmo girare!"
Dopo aver buttato nel fiume quest'ultimo e aver constatato che qualcuno o qualcosa ha bucato i gommoni, riparano il motore della barca, liberano l'elica dalle alghe e partono...
la barca dopo attimi di tensione parte decisa ma dopo cinquanta metri si blocca...
"Maledizione, quella cosa vuole noi!" - dice qualcuno
"Lo dicevo io che era meglio usare l'elicottero" - dice qualcun'altro.
A sto punto i due cameramen colti dall'impeto della ripresa escono all'aperto.
"Saro' io a riprendere la cosa!" - dice uno
"No saro' io!" - ribatte l'altro
Luci-rumori sinistri-sballottamento di immagini ed ecco che uno dei due cameramen viene assalito e ucciso brutalmente, la sua telecamera che finalmente sta ferma e punta il soffitto ce lo rivela.
Cosa accadra' adesso?
Chi sara' il prossimo?
Si potra' provare a catturare l'uomo seco magari usando come esca una ragazza anoressica?
Lo sapremo solo nel prossimo episodio
Prosit.
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Current Location: Rio delle Amazzoni
Current Music: Anna Calvi - The devil