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12 March 2012 @ 03:42 pm
Roger Daltrey - Tommy  
Qualcuno lo ha scritto.
Certi dinosauri del rock non sono ridicoli a voler riproporre il passato? E il pubblico che accoglie l'evento con entusiasmo, non rappresenta una patetica folla alla ricerca del tempo perduto?

Ieri sera Roger Daltrey ha dimostrato che il tempo e' solo una convenzione, che certa musica non invecchia, che si puo' suonare un disco vecchio di quarant'anni come se fosse appena stato composto.
E' stata una strana sensazione poter vedere con i miei occhi qualcuno che stava nel mio immaginario.
"See me, hear me"... parevano parole rivolte a me, sembravano dire: "Vedi? Eccomi, son fatto di carne ed ossa e sono qui".
Ok ero un po' distante per apprezzare anche il "Touch me" ma mi sono accontentato, i prezzi dei biglietti in platea erano proibitivi.
A parte le questioni veniali, che dire di Simon Townshend e della sua incredibile somiglianza vocale con il fratello Pete?
Della bravura dei componenti del gruppo?
Dell'energia che scaturiva dal palco durante i pezzi piu' movimentati?
Roger ha promesso: "Ora Pete ha le orecchie dal meccanico ma appena e' a posto gli Who torneranno insieme!"
E tutti hanno appreso la notizia con il sollievo di chi era in pensiero per un caro parente all'ospedale.
Ieri sera c'era lo sguardo attonito di una ragazza di quattordici anni mentre osservava il padre che batteva le mani a tempo e cantava: "Teenage wastelaaaand!"
I Mod che puzzavano di naftalina e si aggiravano per il teatro con i loro cagnari verdi pieni di patacche.
Gli sguardi degli sconosciuti che dicevano: "Anche tu sei qui e lo so, e' per lo stesso motivo..."
Una grande famiglia che in qualche modo era fiera di condividere la passione, di apprezzare quella musica senza tempo, di essere convinti di appartenere ad una specie di elite che ha saputo in mille modi diversi, capire e apprezzare uno dei piu' grandi gruppi di sempre.
Roger ha cantato per due ore e mezza, ha giocato con il cavo del microfono come un bimbo di 10 anni farebbe con la corda da saltare, ha animato una platea entusiasta che gli ha fatto sentire tutto l'apprezzamento che meritava.
Ho potuto sentire la sua voce lanciarsi verso vette impossibili, qualche volta senza raggiungerle ma emozionando il pubblico come se fosse arrivato sulla cima con un semplice balzello.
L'ho visto rompere un tamburello e gettarlo via come un frisbee, l'ho sentito suonare l'armonica e riprendere "Behind blue eyes" perche' la sua "Fucking Guitar" non gli ubbidiva.
L'ho visto imitare Pete Townshend suonando l'ukulele e ho capito che il segreto di certa musica immortale e' l'energia che contiene.
Energia infinita e rinnovabile. Ogni volta che mettiamo un disco sul piatto o un cd sparisce nella fessura del lettore, quella ritorna, come fosse la magica, prima volta.
Prosit
 
 
Current Location: Teatro Carlo Felice
Current Music: Pinball Wizard