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05 June 2012 @ 11:19 am
24 ore di Finale  
Sono quasi uscito fuori dal single track, dunque abbiamo lasciato i Fantastici 4 che pedalavano...
Tutto scorre liscio, le bici fanno il loro dovere, solo il mio reggisella telescopico fa le bizze e la sella cerca piu' volte di sodomizzarmi.
Il fatto e' che la vite che tiene tutto insieme, seppure stretta alla morte, ogni tanto cede...
Comunque si prosegue finche' non calano le prime ombre della sera.
Per dare un po' di tempo in piu' a chi riposa si decide di percorrere due giri di seguito a testa.
Questa si rivelera' una cattiva idea ma vediamo come e' andata.
Dopo le 20 e' obbligatorio dotare la bici di luce posteriore rossa, e naturalmente di una anteriore sufficentemente potente da illuminare il percorso.
Quelli dell'organizzazione non danno l'accesso all'area cambi se non si possiedono tutti i requisiti necessari.
Robydige la cui maledetta luce posteriore ha le pile scariche prova a ingannare i sorveglianti ma a questi non basta constatare la presenza della luce, vogliono anche vederla accesa...
Ecco che con soli otto minuti a disposizione prima di dare il cambio al Pampo, il Robyreed torna al campo, si fa dare la luce dalla Sue, la fissa con il nastro americano e torna giu' in tempo.
(Sia sempre lode al nastro americano che sta alla bici come il trespolo sta al pappagallo).
In altre occasioni, sul filo della partenza Reed ne ha fatte ben di peggio ma queste sono altre storie.
Per inciso, nessuno ci sarebbe riuscito, solo la sua elasticita' e i tempi di reazione-azione prossimi allo zero sono riusciti ad annullare l'imprevisto.
Reed completa il suo giro che c'e' ancora luce, si e' portato in giro le luci senza motivo ma il regolamento non si discute.
Arriva dunque e parto io per i primi veri giri al buio.
Siamo gia' stati sul percorso di notte, ci siamo abituati a pedalare in condizioni di scarsa visibilita' ma durante la gara un nuovo elemento di disturbo si aggiunge.
La polvere che viene sollevata da ogni concorrente non riesce a posarsi e rimane a fluttuare in aria dove viene illuminata dalle luci a led.
All'inizio puo' anche essere poetico perche' a me ricorda quando ero piccolo e andavo dietro a mia mamma che rifaceva i letti di casa.
I raggi di sole che entravano dalla finestra mostravano il pulviscolo e la danza di quelle brillanti, minuscole particelle che di solito sono invisibili.
Dentro quel raggio magico entravo sperando fosse la polvere di fata di Campanellino che mi avrebbe di li' a poco fatto volare.
Torniamo alla notte, per via dell'umidita'gli occhiali si appannano e la polvere viene incontro con l'effetto detto "Millenium Falcon" (avete presente in Star Wars le stelle durante un salto nell'iperspazio? Ecco, quello).
Comunque le luci fanno il loro dovere e mi permettono di finire il primo giro quasi in linea con i tempi diurni.
Comincio il secondo giro e quando sono circa a meta' del boschetto iniziale ecco che la banda dei crampi mi tende un agguato.
Sono essi dei terribili briganti che ti colgono alla sprovvista quando meno te lo aspetti.
Ti balzano addosso con i loro randelli e cominciano a percuotere i muscoli delle gambe finche' non ti devi fermare.
A quel punto ti rubano tutta la voglia di proseguire e spariscono nel sottobosco.
Rimango li', per un attimo penso di avvisare e chiedere il cambio ma e' notte, ormai sono distante dalla partenza, non ci siamo accordati su un caso del genere, decido di proseguire sperando che quella banda di assassini non torni a farmi visita.
Bevo come una spugna, prendo un gel (tutto il mondo il gel lo mette sui capelli, i bikers se lo mangiano ;) e proseguo.
Percorro tratti riuscendo a tenere sotto controllo i dolori, altre volte devo scendere e camminare come se fossi sulle uova.
Bevo tutta l'acqua del Camelbak piu' mezzo litro preso ad un ristoro senza grossi risultati.
Quando raggiungo il traguardo sono esausto, chiamo a gran voce la Ale, la individuo, ci diamo il cambio.
Torno alla base che sono al lumicino. In teoria dovrei rifocillarmi e cercare di dormire ma non riesco a fare nessuna delle due cose.
Mi metto a sedere sulla sdraio, mi copro con il sacco a pelo e mi porto vicino fette biscottate e marmellata di mirtilli che non riusciro' nemmeno a sfiorare.
Aspetto il ritorno della Ale che dopo 100 minuti esatti spunta.
All'apparenza e' fresca come una rosa, ha le energie per farmi una foto che testimonia il mio sfacelo e per farsi un caffe'. Facciamo qualche discorso e dopo qualche minuto ci infiliamo in tenda e proviamo a dormire, Dige si alza e si prepara per dare il cambio a Pampo.
Cado in un sonno agitato dove sogno polvere e crampi quando vengo svegliato da una voce concitata.
E' Pampo che dice: "La Ale si e' fatta male, e' caduta, la stanno medicando..."
"La Ale si e' fatta male?" - dice Reed
"Come si e' fatta male?" - dico io
"Come mi sarei fatta male?" - dice lei

Si tratta di un grosso malinteso, reso possibile solo dallo zampino nefasto di Destino che utilizzando un raggio confusionante ha reso vano il cambio.
In pratica la Ale e' arrivata convinta di essere stata vista da Pampo, Pampo in realta' non ha notato il suo arrivo ed e' rimasto immobile ad aspettarla finche' e' andato a chiedere notizie all'organizzazione che prima dice di averla registrata ad un fantomatico passaggio all'una e dieci, poi si informa meglio e dice che e' in infermeria.
Colpa delle luci che abbagliano chi arriva e chi parte, colpa nostra per non aver stabilito
una chiara procedura per i cambi.

Perdiamo un ora e mezza per questo scherzetto e il morale generale ha un brutto scossone.
Nonostante tutto Pampo parte per i suoi giri seguito da Dige che di giri ne fara' ben tre.
Alle prime luci dell'alba un forte temporale si abbatte sulle Manie per due ore, piove dentro la tenda e il percorso e' diventato insidioso.
Reed arriva e parte la Ale seguita da Pampo che nonostante abbia dato di stomaco si fa un giretto come se niente anfusse.
Alle ore dieci, vista la classifica, le mie condizioni, il contorno e la sfiga, i fantastici 4 decidono di fermarsi al 23esimo giro compiuto.
Finisce cosi' l'avventura e tutto farebbe supporre ad una disfatta fisica e morale ma invece, ed e' questa la magia, sono contenti per quanto fatto.
La Ale scrivera' il giorno dopo una frase che riassume tutto e che voglio riportare anche qui, il prossimo anno sara' posta come motto sulla parete del gazebo:
La stanchezza ci ha vinti...ALLENIAMOCI!!! a sopportare il malessere fisico,a non arrenderci e diventare leader quando la squadra ne ha bisogno, a essere sensibili, materni ma anche cazzuti.
Sara' fatto.
Prosit
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Current Location: Manie di notte
Current Music: Bryan Scary - Flight of the knife
 
 
 
(Anonymous) on June 5th, 2012 04:24 pm (UTC)
e quindi
augh.!!!


sbrd