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19 June 2012 @ 04:50 pm
1000Grobbe 2012  
Gargiuli e motivati, ecco di nuovo i fantastici 4, stavolta vogliono che destino cali le braghe, vogliono aspirare tutta l'aria dei dintorni, vogliono mangiarsi tutte le merendine e poi, dopo aver gonfiato le confezioni vuote, farle scoppiare per spaventare le vecchiette.
Insieme a loro c'e' Fede, entusiasta come un puledro che e' appena stato svezzato, carico come un biker di latta con la molla sulla schiena, sorridente come la pubblicita' del dentifricio "Bella bocca".
Quando si parte ci sono solo i fantastici due, piu' Fede, piu' la donna de fero, spignettante, spadellante, patate-arrosto producente (nella particolare varieta' morbide dentro, croccanti fuori)
Appuntamento alle sette e fin da subito si comincia a giocare agli incastri.
Dove ci sta un corpo non ce ne sta un altro, dice la fisica ma dove ci sta una bici, ce ne possono stare altre due.
Leva il pedale, gira il manubrio, smonta le ruote e fai lo spessore, dammi un a borsa lunga e stretta, dammi quel sacchetto, separiamo gli zainetti.
Mezz'ora scorre, la prima di tutto e la macchina e' pronta.
A saperlo dopo in quei trenta minuti avresti anche potuto barare e fare mellina per farli durare di piu'.
La macchina contiene: 4 cristiani, 3 biciclette, bagagli e sopratutto 6 ruote.
Partiamo, la macchina mangia i chilometri come farebbe pacman nel suo labirinto.
Tempo di dire fermiamociallautogrillemangiamolafocaccia e siamo arrivati.

Comincia la tradizionale fase della spesa altresi' detta: "Riempi il carrello fino all'orlo".
Arrivati al centro commerciale abbiamo la sensazione di vivere un nuovo inizio, come se tutto ricominci da li'.
Forse sara' la musica da garageband che esce dagli altoparlanti, sara' la pacata rilassatezza dei pochi personaggi all'interno che hanno espressioni da: "Dovrei tornare a casa ma se mi fermo qui e' lo stesso).
Forse la tonalita' di luce delle vetrine o le colorate palline dentro le macchinette.
L'impressione e' quella di comprare gli ingredienti per una ipotetica torta che non vediamo l'ora di mangiare.
A spesa fatta, (lascia i gelati motta che sono "Gonfiati" e opta per due barattolini sammontana (gelato all' italiana).Prendi il latte e patatine e poi bresaola, formaggio, frutta).
Quest'anno ritroviamo i classici di sempre come lo yoghurt Brumba e la marmellata di mirtillo e proviamo nuovi sapori dove la crema di nocciola Rigoni di Asiago e le patatine piu' spesse (cotte a mano) son gia' diventati classici a loro volta per il prossimo anno.
Alcuni imprevisti accadono al momento di pagare alla cassa.
Il lettore di codici a barre non vuol riconoscere un cestino di pomodoro (euro 1.39) e cosi' la povera cassiera deve cominciare a telefonare, consultare strani documenti e inserire codici che non sbloccano la situazione.
Mentre lei cerca di trarsi di impaccio Dige le racconta le favole e quelli dietro (coppia di giunonici autoctoni che gia' discutono da qualche minuto su una piccola pizza che il marito sta mangiando "Che non si mangiano quelle cose li' che poi ti rovini il pranzo) sono impazienti.
La situazione "pomodori anonimi" si sblocca e si prosegue a riempire il carrello tra gli sbuffi della coppia e i racconti di Dige
Abbiamo quasi terminato quando un nuovo imprevisto arriva.
Le patate, anche quelle non sono riconosciute dalla macchina..
I giunonici litigarelli sbottano: "Cio' ve via che ghe i do' mi i sghei, fame un piaser che no ghe a fasso piu'" (Gliele pago io quelle patate novelle ma andate via che mi si e' gia' sciolto tutto il gelato)"
Poi il codice si trova, le patate finiscono nel nostro carrello e usciamo.
Arriviamo a Montepiano, tempo di dire "mangerei qualcosa" che super Giuliana apparecchia, serve l'insalata di riso e scalda le scaloppine...
Che dire dei momenti di silenzio interrotti solo dalle mascelle, dal tintinnare delle posate, dalle rondini fuori e dal brusio dei grilli?
Non dico niente, sono da provare, chi sa, sa.
Aspettiamo un pochino e dopo aver scaricato la roba dalla macchina rimettiamo su le bici e partiamo per la sgambatella pre-gara.
Andiamo a Folgaria dove imbocchiamo il vecchio percorso della 100km dei forti.
Una larga sterrata che sale costante nel mezzo di un bosco di abeti.
Scoiattoli giocano tra i rami per nulla spaventati dal nostro passaggio, mentre Fede continua a elogiare la bellezza del posto.
Raggiungiamo passo Coe a 1600 metri d'altezza, luogo perfetto per acclimatarsi e godere del paesaggio intorno.
Siamo solo noi tre in mezzo alla natura e sembra una frase fatta o un pensiero da baci Perugina ma credo che se ogni tanto non mi potessi ridimensionare di fronte a cotanta maraviglia ne soffrirei molto.
Scendiamo e incontriamo un campo da golf a 18 buche, pingui panzoni con sacche imbottite, servi a seguito e automobiline da monghi (che nemmeno due passi sopra l'erba vellutata puoi fare?)
Lemme lemme torniamo a casa resistendo alla tentazione di disegnare con le ruote dei cerchi nel grano.
Una cosa la facciamo a dire il vero, percorrendo il sentiero limitrofo freniamo senza motivo producendo un fastidioso rumore che di sicuro avra' fatto perdere la concentrazione a quelli che pensavano di chiudere la buca con un PAR 1.
(continua)
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Current Location: Montepiano
Current Music: Hes a woman she's a man