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21 June 2012 @ 03:07 pm
1000Grobbe 2012 Nosellari Bike  
Giungiamo in zona arrivo, parcheggiamo le macchine, montiamo le bici e scendiamo fino a Nosellari dove parte la gara.
Vicino ad un bel campo in erba c'e' la partenza, molti sono gia' pronti e scalpitanti.
Ci infiliamo in griglia e aspettiamo gli ultimi minuti.
Si parla del piu' e del meno, Federico e' "in borghese" e ci scatta le foto, la Ale sta dichiarando che fara' una gara tranquilla quando arriva un tipo dell'organizzazione che le dice: "Ehi, tu sei nel podio, devi partire davanti!
Proprio la' dove si combatte a gomitate per la conquista di un centimetro, in quella zona dove non e' permesso neppure pensare di affrontare la gara in modalita' turistica, in quel punto dove schizzare via non appena il giudice abbassa la bandierina e' l'unico modo per non venire schiacciati.
Pochi altri istanti e via, si parte.
Si sale fin da subito con una discreta pendenza. Raggiungiamo Gionghi e proseguiamo dove il giorno prima siamo scesi.
Si continua a salire per 15 chilometri senza sosta alternando pendenze piu' miti a vere e proprie rampe.
Arrivati al passo Vezzena un lungo tratto di falsopiano permette di rifiatare prima della discesa che ci porta nella zona sconosciuta.
Il sentiero corre nel bosco, alterna continue salitelle e tratti di discesa piuttosto sporca che zigzaga tra gli alberi.
Intorno al 25esimo chilometro mi assale la fame.
Mi sento come il cristiano della barzelletta del canotto, non la conoscete?
Dunque c'era questo tipo, molto fedele e devoto che un giorno a seguito di un naufragio si ritrova in mare.
Non sa nuotare e si affida all'altissimo con una sentita preghiera, dopo qualche secondo si accorge che tra tutto quello che galleggia in mare c'e' anche un canotto.
Non ne approfitta perche' e' convinto che l'altissimo lo salvera', poco dopo il canotto viene portato via dalla corrente, lui comincia a pregare con maggiore intensita'.
Si ripete la scena di prima, preghiera e canotto che la corrente spinge verso di lui.
"No, io sono fedele e credo in Dio che sicuramente verra' a salvarmi!" - esclama e spinge via il canotto.
La scena si ripete ancora ma stavolta le forze abbandonano l'uomo stremato che annega tra i flutti.
Giunto in paradiso incontra Dio.
"Signore, io credevo in te, ho sempre avuto una fede ferrea ma tu mi hai lasciato morire!"
"Ma sei scemo? Ti ho mandato tre canotti!!" - risponde Dio
Ebbene, veniamo alla mia fame.
Alla partenza il Sqgino mi ha offerto meta' della sua barretta ma io ho rifiutato
Ho bellamente tirato dritto a due ristori che offrivano cibo e bevande, non ho pensato a mettermi in tasca qualcosa di mangiabile.
Percio' quando la fame e' arrivata e non avevo piu' alcuna energia, ho pensato alla barzelletta e mi sono maledetto (self cursed).

Ho vagato nel bosco che si faceva sempre piu' buio, rumori sinistri, visioni.
Ho tentato di mangiare un sasso, ho morsicato la corteccia di un faggio e quando ero pronto per lasciarmi andare ecco apparire un cartello:
"100 metri RISTORO".
Ahh mai visione fu piu' attesa! Con le ultime poche forze raggiungo il banchetto fatato, appoggio la bici ad uno steccato, indosso il tovagliolo e comincio a fare il pieno di energia.
Spariscono nella mia bocca:

2 banane
1 arancio
1 fetta pane e marmellata di ciliegie
1 fetta pane e marmellata di albicocche
dieci zollette di zucchero

Dopo questo frugale pranzo riparto, mancano 7 chilometri dei quali (cosi' dice l'omino del ristoro) due di salita e il resto in piano.
So che sta fingendo, che e' tutta una balla perche' 5 chilometri di sentiero in piano non ci sono in tutto il Trentino, comunque ringrazio, sorrido e riparto.
La salita c'e', poi spiana (due metri) poi imbocco un prato tagliato di fresco.
L'erba che lo compone e' la ventosa sempreverdis, l' erba dalla cui linfa si ricava l'Attak.
Con 40 chilometri sulla gobba pedalare quel tratto e' davvero duro ma poi la strada finisce, sbocca sull'asfalto, passa in mezzo ad alcune case e imbocca lo Zigurrat senzadio.
Una salita cosi' ripida che in alcuni punti le aquile hanno fatto il nido, sconnessa, bagnata e sotto un sole implacabile.
L'effetto dello zucchero finisce alla seconda pedalata, alla terza sono di nuovo in crisi.
Come hanno fatto quelli prima di me scendo e porto la bici in spalla, sbuco sulla statale, proseguo e finalmente taglio il traguardo tra il boato della folla acclamante... vabbe' non era proprio una folla.. erano in due.. e non acclamavano, stavano parlando tra loro, comunque la realta' non riuscira' a spegnere quel momento glorioso che rimarra' nella mia memoria per molti anni (e ogni anno ci sara' piu' folla).

La Ale e' di nuovo sul podio, bene tutto gli altri.
Sqgno racconta di quando nel bosco senza fine ha percorso un pezzo particolarmente sconnesso maledicendolo e si e' sentito cazziare da un tipo dell'organizzazione (e del club "Amici delle strade") che ha detto:
"Te devi vergogna'! Quelo Sze' un sentiero medievale, antico, un dei primi gheto capio? No te devi tirar szo madone!"
(Ti devi vergognare, quello e' un sentiero medievale, uno dei primi hai capito? Non devi imprecare i santi).
Docce, pasta party, casa, siamo tutto piu' stanchi del giorno prima e domani sara' peggio (ma almeno conosciamo la strada)
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Current Location: Nosellari
Current Music: John Foxx and the maths - The good shadow
 
 
 
(Anonymous) on June 22nd, 2012 07:23 pm (UTC)
bravo,ma i primi sze professionisti non magnan. bean e basta
sbrd