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05 July 2012 @ 09:22 am
Uffici  
Io lo so che da qualche parte ne esiste uno cosi'.

Il mio ufficio si trova al centro di un parco, una piccola stanza luminosa nell'ala Est di una villa vittoriana.
La finestra si affaccia su un laghetto attraversato da un ponte giapponese uguale a quello che si trova a Giverny.
Durante il percorso per raggiungerlo si possono vedere scoiattoli, merli e perfino qualche lepre che scalda il pelo con i primi raggi del sole.
A volte incontro qualche collega con il quale dividiamo la strada. Procediamo affiancati, ognuno adatto il passo a quello dell'altro.
Lentamente ci avviciniamo all'edificio, in silenzio lasciamo che pian piano la notte sbiadisca e il giorno entri dentro di noi.
C'e' A che arriva sempre con un libro sotto il braccio, sono libri d'arte, monografie, album fotografici, come se dovesse recitare la lezione alla maestra, appena mi vede mi racconta cio' che ha appena letto. E' cosi' convincente che inocula in me una voglia di saperne di piu' che diviene un urgenza, spesso nella pausa vado nella vicina libreria a sfogliare libri a tema.
"Lo sapevi che Klimt si definiva un tipo poco interessante?" - mi dice e ride come se quella rivelazione potesse cambiargli la vita.
C'e' B che ha sempre le cuffie in testa e si imbottisce di musica, qualche avanzo riesce ad uscire verso l'esterno ma sono solo briciole sibilanti.
"Devi sentire questo gruppo che ho trovato, etichetta indipendente, una voce fuori dalle righe, melodie che fanno sognare"
C'e' C che parla del suo gatto, e' bello ascoltarlo, non fosse altro che per osservare l'espressione beata del suo viso quando racconta le imprese domestiche di Clotilde, la sua gatta siberiana.
C'e' D che e' spesso in viaggio, le parole con lei hanno sempre un prima e un dopo e dipende se e' appena tornata o se sta per partire.
Guardare le sue foto e' un po' come viaggiare, sentire i suoi racconti mette di buon umore.
C'e' E che sta sempre zitto e c'e' F che ha le mani sempre sporche di colore perche' di notte dipinge.
G racconta le barzellette, H offre caramelle.
I gira con la macchina fotografica alla ricerca di espressioni buffe, sono tra le sue vittime preferite, dice che quando diventara' famoso fara' a tutti un regalo.
L pensa di vivere dentro un film, M fa scherzi telefonici, N racconta le sue imprese amorose, anche se sono inventate e' bello emozionarsi con lui.
Quando entro la prima cosa che faccio e' cercare di indovinare l'autore della musica di sottofondo, la seconda di indovinare l'essenza che la segretaria ha messo nel diffusore, la terza di mettere i semi sul davanzale per la gazza che a meta' mattina mi viene a trovare.




Il mio ufficio si trova di fianco ad un fiume dove sfocia la fogna, quando e' molto caldo l'odore che ne esce stordisce i sensi.
C'e' un ponte, una riproduzione dell' altro ponte che c'e' poco piu' in la'.
Passeggiare lungo la via trafficata e' una incombenza da sbrigare il prima possibile, si possono guardare i volti di quelli nelle auto o il colore dello smalto di quelle che in scooter portano i sandali ma non c'e' molto altro da osservare e poi tutti se ne stanno dentro se stessi e portano collane di filo spinato.
A volte qualche collega cerca di raggiungermi lungo la strada ma sono piu' veloce.
C'e' A che si infila le dita nel naso pensando di non essere visto poi attacca le caccole al calendario come fossero promemoria, B ha sempre con se il giornale che danno in stazione, lo prende ma non lo legge. Siccome e' gratis a volte ne prende qualche copia in piu' che lascia sbiadire sulla cassettiera.
C fischietta sempre il jingle di una pubblicita', un detersivo uscito di produzione nel 1978 ma che rivive ogni giorno nella sua testa.
D parla sempre della tosse catarrosa del figlio ed elenca i nomi degli sciroppi come fossero santi in paradiso: TUSSIBRON, CATARFLUX, BRONCHENIL, FLUIMUCIL (Ora pronobis)
C'e' E che ha la passione degli autobus, ha imparato a memoria gli orari e cerca di conoscere il maggior numero di autisti possibile ai quali si affianca durante il tragitto per commentare le auto in doppia fila, il traffico, lo stato delle strade.
F parla sempre a sproposito dicendo cose scontate e banali, G ha le mani sporche perche' non si lava, ha ancora le tracce dei biscotti plasmon che mangiava quando era piccolo, e' facile sapere se mi ha preceduto: se l'aria e' pregna dell'odore di muffa e aringhe lasciate al sole e' seduto nella sua posizione.
H polemizza e sospira di continuo, durante il giorno non smette un istante di tamburellare con le dita sul piano della scrivania, una sequenza che puo' far impazzire. I si unisce a tutti quelli che vanno alla macchinetta per scroccare il caffe', per scusarsi inventa sempre nuovi posti dove avrebbe smarrito la chiavetta con il credito.
L pensa che il mondo sia ingiusto e vede nel prossimo un acerrimo nemico. Quando non elenca parolacce parla solo di lavoro. M ruba la cancelleria, N commenta cio' che gli succede in ascensore.
Quando entro la prima cosa che faccio dopo aver aumentato la musica nella cuffiette, e' imboccare il percorso piu' breve verso la mia scrivania.
La seconda di indovinare quante rotture di palle trovero' nella posta, la terza pensare che sarebbe piu' interessante la giornata in ufficio se fossi circondato da gente viva e non da morti i cui corpi troveranno sepoltura solo fra molti anni (Sempre che non li uccida prima io con la pinzatrice).
Prosit
 
 
Current Location: Ufficio
Current Music: Paolo Nutini - Alloway Groove