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12 September 2012 @ 10:08 am
I segnalibri occasionali  
Il segnalibro e' un ponte tra la realta' e la fantasia.
E' il guardiano che custodisce il punto preciso dove il fluire degli eventi si e' interrotto.
Scala ardite montagne di carta, si inabissa in grotte dove le trame sono cosi' fitte che la luce dell'abatjour non riesce a rischiarare. Ti porge il braccio come un compagno di viaggio, e' il fedele mastino che ci attende scondizolando ogni volta che apriamo il libro.

Legato a doppio nodo con il filo del discorso, si lascia spostare fino a raggiungere la fine di quel mondo piatto ove oltre l'orizzonte della copertina c'e' solo un baratro.
Cosa accade quando il suo compito e' finito e le pagine sono state sfogliate?
Il suo destino e' ad un bivio.
Se il legame con il lettore e' basato su affezioni e metodo, puo' presto ripartire per una nuova avventura, il piu' delle volte pero' viene dimenticato per distrazione tra quelle stesse pagine che ha gia' attraversato.

Questa e' la sorte che tocca ai segnalibri occasionali.
Sono questi cartoline, carte da gioco, biglietti ferroviari, scontrini, adesivi, bustine di zucchero, etichette, francobolli, farfalle essiccate, foglie di alloro, plettri da chitarra, ance da sassofono, ricevute della tintoria, buoni pasto, figurine, inviti di compleanno, biglietti da visita, talloncini, tagliandi, post-it, calendari, tessere, fazzoletti di carta, santini, imprevisti del monopoli, e tutto cio' che e' abbastanza minuto e piatto da essere utilizzato.

E allora puo' accadere, per motivi legati al prestito di un volume o al riordino della libreria, che questi segnalibri tornino alla luce ed ecco che quegli anonimi pezzi di carbone ora appaiano come fulgidi diamanti capaci di trasportarci indietro nel tempo.
Cosi' il timbro su un biglietto dell'autobus colloca la lettura del libro in un preciso momento: era dicembre, Milano, in trasferta.
E lo scontrino era di un caffe', Roma, incontro con un cliente, e quel biglietto con il numero di telefono di quello che ora e' un nostro caro amico e la lista della spesa con gli ingredienti per la torta caprese e ancora aerei, treni, alberghi, attese e sale d'aspetto.

Quella che pareva una dimenticanza ora diventa un esigenza: dimenticare segnalibri occasionali tra le pagine e' come buttare tesori in fondo al mare: viene sempre il giorno in cui indossiamo maschera e pinne per un tuffo nel nostro passato.
Prosit
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