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18 September 2012 @ 08:54 am
Il flusso  
E i volti dentro le macchine si riflettono nei vetri: sottili confini tra il sonno all'albero magico e il traffico-mattino-tran tran che scorre incessante e non guarda in faccia nessuno.
Non si accorge del rossetto sbavato di quella signora che si e' truccata nello specchietto, non si accorge dell'uomo con la camicia che spunta dai pantaloni, ne' di quello con una gamba sola che puntuale si e' gia' messo a saltellare avanti e indietro vicino al semaforo.
E' un flusso continuo, un fiume in piena dopo un improvvisa pioggia che porta al mare ogni genere di spazzatura galleggiante: detriti, rami secchi, giovani virgulti e liquame color caffelatte.
Tutti si muovono impazienti e convinti che la loro direzione abbia la priorita' su tutte le altre, eppure, se tanti vanno, altrettanti vengono: un apparente equilibrio di forze e un inutile dispendio di energie.
Ci son quelli che si affidano ai mezzi pubblici, che caracollano fino alla fermata, che si dispongono come barattoli di conserva sui sedili.
Osservano attraverso i finestrini sporchi una realta' che appare peggiore di come e' mentre dagli irreali cartelloni pubblicitari denti bianchissimi e sorrisi innaturali stordiscono e le scritte enormi paiono voler entrare a tutta forza dentro occhi di tre misure piu' piccoli.
Ci sono quelli che si trovano li' in mezzo per caso, abitualmente a quell'ora dormono, fanno altro ma ora devono nuotare e lottare contro l'indolenza di qualche corrente contraria o dalla furia del senso principale.
Il senso, gia', c'e' una spiegazione per tutto quanto?
Qualcosa che vada oltre il comune: "Bisogna farlo, e' tuo dovere, ringrazia che sia cosi'".
Prima di tutto chi e' che dovrei ringraziare?
E poi e' mio dovere seguire la corrente?
Annullare la mia voce, zittire i pensieri, pormi domande che non abbiano risposte che riguardano la collettivita'.
"Ma lo sa lei a che ora mi sono alzato per venire in centro per l'esame del sangue?"
"... si e' alzato alle.. sette ?"
"Moolto prima!"
"Alle sei allora!" - esclama una signora
"Eh eh state freschi, a quell'ora gia' facevo colazione
"Su ce lo dica! Non possiamo mica stare qui tutta la mattina!" - dice un signore sul fondo
"Alle cinque in punto!"
silenzio
"Ma tanto mi sveglio sempre a quell'ora, per il mal di schiena"
silenzio
"... vabbe' e' arrivata la mia fermata, tante belle cose eh?"
L'autobus si ferma, apre le porte, le richiude, riparte"
"Meno male che e' sceso"
"Gia'"
"Non sopporto quelli che parlano al mattino..."
"Nemmeno io anche se lo stiamo facendo anche noi..."
"Vabbe' ma noi di solito stiamo zitti..."
"Vero si, ogni tanto potremo anche parlare.. o no?"
"E ci mancherebbe altro, ci mancherebbe..."
L'autobus si ferma, apre le porte, le richiude, riparte"
Prosit
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Current Location: Nel flusso
Current Music: Talking Heads - Sax and violins