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16 October 2012 @ 03:17 pm
Piscine di anni fa  
La piscina
Specchio d'acqua artificiale, cocktail di batteri e cloro, la cattedrale rimbombante dove spanciate e spruzzi formavano il ritornello di una canzone senza tempo.
Mi mandarono in piscina perche' "Devi saper nuotare" avevo 10 otto anni e avrei preferito annegare.
La prima volta mi accompagno' mamma, sbrigo' le faccende relative all'iscrizione e mi mostro' le procedure da seguire per accedere alla vasca.
Dalla volta successiva con la mia tessera azzurra (dove la foto mostrava tutto il mio entusiasmo) e una voglia stesa sulle piastrelle del fondo, mi dovetti arrangiare.
Dividevo la sorte e il tragitto in autobus con il mio amico Paolo, avrei volentieri effettuato uno scambio di famiglie: lui aveva dovuto convincere la madre per cominciare l'attivita', roba da matti.
Al di la' della mia poca acquaticita', era il contorno che contribuiva a rendere la pietanza immangiabile.
Era troppo semplice dimenticarsi: mutande, gettone dell'asciugacapelli, costume, tessera di ingresso, soldi per rata mensile, asciugamano, ciabatte, cuffia, occhiali...
E poi c'erano umilianti riti ai quali sottostare.
Il primo era la doccia di ingresso.
Nessuno sulla terra ha mai capito la funzione ne' perche' la temperatura dell'acqua dovesse essere gelata.
I piu' stoici passavano lenti sotto il getto gelido, i piu' scaltri spiccavano un balzo, io scivolavo sulle piastrelle, battevo il fianco contro il gradino, facevo ridere tutti quelli in coda dietro di me.
Dopo l'ingresso nell'ade bisognava infilarsi dentro l'antro dell'orco spilungone, la piccola stanza dove si praticava la ginnastica di riscaldamento.
Qui il piu' scazzato dei bagnini ci faceva levare le ciabatte e dopo averci fatto muovere come degli idioti e sgridato decine di volte, controllava l'orologio che aveva appeso al collo insieme ad un fottuto fischietto che amava usare per dare il tempo agli esercizi.
Forse era un arbitro mancato, uno stronzo col fischio, non so, ricordo pero' bene la volta che mi ha tirato una ciabatta colpendomi nei testicoli.
Io avrei dovuto afferrarla al volo, non era colpa sua se non ero stato abbastanza lesto.
Se e' ancora vivo dopo tutte le maledizioni che gli ho mandato e' un miracolo.
Negli anni a seguire puntavo perfino la sveglia per ricordarmi di inviargli la quotidiana dose di improperi e macumbe percio' se i miei calcoli sono esatti dovrebbe essere
vivo ma ridotto ad un vegetale capace solo di sputare in alto e ricevere la sua stessa saliva sulla fronte.
Se era passato abbastanza tempo (perche' le verruche si trasferissero dalla moquette bagnata ai nostri piedi) allora apriva la porta per farci uscire.
Usciti dalla stanza venivamo divisi per capacita'.
Se ci fosse stata una corsia scavata nella terra priva di acqua mi avrebbero messo li' ma in piscina purtroppo c'e' solo acqua percio' mi tocco' la corsia gestita dalle gemelle.
Erano queste due ragazze molto gentili che cercavano di insegnare i primi rudimenti natatori ai bambini piu' piccoli.
Amavo i braccioli come due fratelli e la tavoletta era la mia piuma di Dumbo. Fu un periodo tranquillo ma arrivo' presto il giorno in cui decisero che potevo fare a meno di parenti e portafortuna.
Dopo aver bevuto tanto da far abbassare il livello dell'acqua cominciai ad annaspare, poi ad annaspare con stile finche' un altro triste giorno decisero che ero pronto per corsie piu'"Avanzate".
Finii cosi' con un bagnino dotato anch'esso di fischietto che usava al posto delle parole.
Un fischio: tuffati
due fischi: nuota
tre fischi: aumenta il ritmo Bustone!
e cosi' via in complicatissime sequenze (che potevano significare: Ruota di piu' il palmo della mano destra e mantieni le gambe unite quando nuoti a stile libero).
Era spietato e non dava ai poveri bambini un attimo di tregua, a me nessunissima.
L'ora eterna di nuoto era scandita dalle continue vasche, andata e ritorno senza mai andare da nessuna parte proprio come i pesci rossi nella boccia.
Lassu' sul muro l'enorme orologio pareva dipinto, l'elastico del costume era sempre in procinto di mollare e c'era questa bambina bellissima che era la favorita del bagnino.
Lei si divertiva tantissimo, doveva essere un alieno, una sirena o un automa.
Se il bagnino avesse avuto almeno occhi solo per lei invece mi controllava di continuo manco fossi un serpente velenoso.

Questa tortura ando' avanti per due anni, quando uscivo dall'edificio, era come nei film quando il cattivo di turno esce dal carcere, saluta le guardie e sale sull'auto del cugino.
Purtroppo la sensazione liberatoria durava troppo poco: era sempre il momento di tornare in piscina.
Per mia fortuna dopo due anni mia mamma decise che avevo imparato a nuotare, strappai la tessera in minutissime parti e non varcai mai piu' la soglia della cattedrale idrica.
Prosit
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Current Location: Piscina
Current Music: James Blunt - The words
 
 
 
(Anonymous) on October 23rd, 2012 02:37 am (UTC)
splash
non ne sapevo nulla.........
sbrd