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30 October 2012 @ 10:26 am
Meccanismi  
Ho scelto di venire qui.
Se a volte il silenzio mi pare assordante mi consolo pensando che e' tutto merito della mia cocciutaggine.
Ci sono giorni in cui nel silenzio odo i rumori piu' minuti: i grilli, le cicale, le api e perfino l'aquila che e' solo un puntino lontano.
La sua voce arriva fino a me e se prima mi sembrava simile al picco di una risata sarcastica, ora e' di sicuro un saluto che contraccambio con un pensiero.
Sono stato io a volerlo. Mio il silenzio, miei i rumori, mio quel puntolino lassu' che mi saluta.
La verita' e' che mi sono stufato della gente molti anni fa.
Non che fossi una persona schiva o introversa, all'opposto io ero quello che si definisce "Il re della festa".
Avevo una buona fantasia, la battuta pronta e riuscivo simpatico alla maggior parte delle persone fin dal primo impatto.
Provavo empatia per chi mi stava intorno, sapevo con certezza se per qualcuno la musica era troppo alta, sentivo se qualcuno era li' ma con la testa altrove, indovinavo i gusti e rispettavo le esigenze di tutti.
Avrei potuto fare l'animatore in un villaggio turistico, la guida o chissa' addirittura l'attore.
Si perche' tante volte ho visto sul palco persone che ero certo di poter eguagliare ma la vita spesso sceglie per noi e il resto lo decide la fortuna.

Ti starai chiedendo perche' un giorno ho deciso di andarmene?
Di diventare il proverbiale vecchio dell'alpe? Quello che la gente evita e che nomina per spaventare i bambini che rifiutano di mangiare la minestra?
Fu una scelta naturale per cosi' dire, senza arrivare a pensieri tragici mi resi conto che se un giorno fossi sparito non se ne sarebbe accorto nessuno: che fossi li' o da un altra parte non faceva nessuna differenza.

Cosi' lasciai l'orologio di tutti i giorni, se si era mai visto un ingranaggio fare le valigie e uscire dalla cassa non so, inspiegabilmente le lancette si muovevano anche senza di me.
Se mi sentii inutile? No, era una conferma alla mia teoria.
Venni qui, lontano dal timore di non essere lubrificato, di finire dentro un cassetto buio a contare i tic-tac che mancano alla fine.

Tante volte mi sono chiesto chi siamo noi per gli altri.
Sono arrivato a pensare che ci mostriamo solo nel momento in cui andiamo via. Un piccolo bagliore fuori dall'ordinario come quello che emette una lampadina un istante prima di bruciarsi. Siamo una piccola mancanza destinata ad essere cancellata dall'oblio.

Per carita' ci saranno quelli fortunati che ogni giorno ricevono piccoli segni e che non si sono mai fatti alcuna domanda.
Ho sempre invidiato gli ignavi e chi si accontenta.

Un altra cosa che ho capito e che siamo affamati di sorprese, piccole, minute, microscopiche novita' ed abbiamo bisogno di essere nei pensieri di qualcuno per essere felici.
Buffo vero? Pensare che non siamo padroni della nostra felicita' ma che la dobbiamo cercare negli occhi degli altri.

Occhi che un giorno si chiudono con un fragore di portone che sbatte. Quando mi capito' pensai che bastasse bussare. Mi sbagliavo.
Avrei potuto scorticarmi le nocche o insistere fino a scrostare la vernice ma nessuno mi avrebbe sentito, nessuno avrebbe riaperto gli occhi.
Nei giorni diedi la colpa al mio umore, l'inverno si stava avvicinando e l'autunno senza foglie colorate pareva la tapezzeria della sala d'aspetto di un dottore.
Mi sedetti comodo, facendo l'indifferente sfogliai una rivista e pensai che forse qualcosa sarebbe successo.
Non accadde nulla.

Cosi' sono fuggito dai giorni sempre uguali, ho buttato qualche sensazione che non volevo dimenticare dentro la valigia, ho riempito una bottiglia di ricordi e sono venuto qui.
Forse un giorno anche tu seguirai i miei passi, arriverai alle mie conclusioni, il tuo amore per il mare ti fara' salire su una barca e cercare nuovi orizzonti di cielo.
Come te ne accorgerai?
Quando ti sentirai solo in mezzo agli altri, sara' il momento di partire.
 
 
Current Location: Qui
Current Music: Andy Irivine - Whole damn thing
 
 
 
(Anonymous) on November 1st, 2012 09:47 pm (UTC)
Sarà perchè è anche un mio sentire , ma questo racconto mi emoziona, nel profondo.....
L.Peufatiguè