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31 January 2013 @ 04:36 pm
Il significato dell'inutile  
Non sappiamo cosa spinse Alec Foster a impegnare parte della vita nella costruzione della stanza inutile.
Sappiamo per certo che non fu una facile impresa e che mori' con la sensazione di aver sprecato l'esistenza.
Cio' che si deduce da quei pochi fogli che erano nella scatola di caramelle Cadbury ritrovata durante il restauro della casa, e' che tutto ebbe inizio con una pagina strappata da un dizionario (per la precisione la n. 345) sulla quale dopo "stantio" e "stantuffo" si trovava la definizione:

Stanza: oguno degli ambienti interni di un edificio, delimitato da pareti

Si puo' supporre che la ricerca del significato del termine fu l'inevitabile conseguenza di un idea ma quando questa apparve nella sua mente non ci e' noto.
Cosa rende una stanza un ambiente?
Forse e' l'accoglienza? Forse la praticita'? Forse l'uso che gli viene attribuito?
Certo aveva ben chiaro cosa fosse e naturalmente conosceva la differenza tra una cantina e una camera da letto ma la sua mente analitica era alla ricerca del vero significato di una stanza e per poter giungere al midollo, l'avrebbe privata di ogni utilita'.
Decise che ne avrebbe costruito una che doveva rispondere al significato ma che si sarebbe discostata da ogni convenzione.
Una stanza completamente inutile, una stanza senza alcun senso.

Nel giardino che si affacciava sul retro di casa comincio' la costruzione.
Un area inutilizzata che raccoglieva le foglie del castagno del vicino e che serviva come arena per gli scontri dei gatti in amore.
Compro' legno, chiodi e una mattina comincio' a dar forma a quello che aveva in mente.
Non avrebbe realizzato finestra perche' se ce ne fossero state si sarebbero potute utilizzare per osservare il panorama percio' l'unica apertura che creo' fu un ingresso.
Certo era troppo accessibile, non voleva che la sua stanza fosse considerata un rifugio cosi' modifico' l'apertura rendendola una angusta fessura, levo' la porta e inclino' il pavimento quel tanto che bastava per evitare che qualcuno ci potesse buttar dentro oggetti, la sua stanza non sarebba mai stata un magazzino.
Riempi' il soffitto di buchi perche' divenisse un inutile riparo contro la pioggia, lascio' le pareti prive di ogni ornamento ed evito' di arredarla con alcunche'.
Alla fine riusci' a levare ogni traccia di accoglienza, riparo, utilita' o motivo per cui qualcuno sarebbe stato tentato di entrare.
Fu allora che si accorse di aver sottovalutato la curiosita' delle persone.
Non appena quell'ingombrante costruzione era apparsa in giardino i vicini avevano cominciato ad allungare il collo.
Qualcuno si ricordo' improvvisamente che era arrivato il momento di pulire le grondaie e dalla cima di lunghe scale cercava di osservare meglio la sua opera.
Decise che per la curiosita' c'era solo una soluzione: installare una telecamera a circuito chiuso che mostrasse che all'interno non c'era nulla di interessante.
Cosi' fece e la stanza si libero' anche di quella possibile attrattiva, sullo schermo l'immagine non cambiava mai, ben presto stufo' anche i piu' curiosi.
Dopo quell'intervento Alec era soddisfatto, non gli veniva in mente nessuna ulteriore modifica per il progetto. Fu suo nipote un giorno a rivelargli che c'era bisogno di nuove migliorie perche' per sopportare il calore estivo, quando lo andava a trovare, si fermava a giocare in giardino, all'ombra della stanza.
Alec venne assalito dallo sconforto, quanti sforzi avrebbe ancora dovuto spendere per rendere la sua stanza completamente inutile?
Certo, in teoria l'ombra cadeva fuori dai confini della stanza ma era pur sempre lei la responsabile e questo lo disturbava nel profondo.
Non dovette pensare a lungo ad una soluzione: le pareti dovevano essere trasparenti, cosa che avrebbe tra l'altro reso vano l'utilizzo della telecamera.
si trattava di smantellare tutto, di ricominciare da capo.

Non si perdette d'animo, ordino' grandi lastre di plexiglass che poi foro', taglio' e sistemo' al posto del legno.
Quando ebbe finito l'intera struttura veniva attraversata dai raggi del sole senza creare alcuna ombra.
Il suo nipotino non avrebbe piu' avuto un posto dove giocare ma la sua stanza era davvero inutile.
Ogni giorno infatti usciva ad ammirare la sua costruzione. Era perfetta e senza significato.

Non sappiamo se per noia o per cercare affinita' di intelletto che un giorno decise di scrivere una lettera a Patrizio Fumagalli che stava in Rue de Marignan 14 a Parigi.
Era questi uno studioso e un ricercatore che per anni aveva, con i suoi stessi intenti, cercato di raccogliere l'essenza dell'inutile.
I suoi capolavori avrebbero trovato senz'altro una degna dimora nella sua stanza, ed era questa la richiesta contenuta nella lettera che riporto qui di seguito (per gentile concessione di M. Fumagalli).

Egregio Messieur Fumagalli,
questa mia per informarla che, dopo tanto sforzo e fatica, sono riuscito a completare la stanza inutile (che si trova nel giardino della mia dimora per ragioni legate alla sua costruzione.
Ho potuto ammirare la sua raccolta durante un viaggio a Parigi di qualche anno fa.
I suoi mirabili pezzi (cito a memoria le sette composizioni monocromatiche di Alphonse Allais, il tableau di Paul Bilhaud con il suo "Combattimento di negri in un tunnel", il coltello senza lama ne' manico di Georg Christoph Lichtenberg, le raccolte di spazi bianchi scovati nelle composizioni di Montale e Mallarme' nonche' la pagina inedita non scritta di Samuel Beckett), potrebbero trovare dentro la mia stanza una perfetta collocazione.

Spero avra' la gentilezza di rispondermi
A presto
Alec Foster

Fumagalli intervistato in seguito dichiaro' di essere rimasto colpito dalla stanza e conservava ancora la lettera di Foster che poi ci mostro'.
Tuttavia se dapprima aveva pensato di rispondere con un foglio completamente bianco, poi aveva pensato che non inviando neppure quello, avrebbe mantenuto fede ai suoi principi.
Ci giuro' che qualche anno dopo, in data 23 Marzo 1974 invio' un pensiero, un invisibile encomio per l'opera e alcuni consigli per renderla ancora piu' inutile.
Il pensiero non arrivo' mai e comunque Alec non lo avrebbe potuto percepire giacche' da qualche mese, come richiesto dalle sue ultime volonta', giaceva sepolto al centro della sua stanza: un mausoleo inutile per un uomo ormai inesistente.
Prosit
 
 
Current Location: in giardino
Current Music: Ludovico Einaudi - Newton cradle
 
 
 
fuchsia_gfuchsia_g on January 31st, 2013 08:06 pm (UTC)
ecco, io lo trovo splendido..
mi ha ricordato la stanza di Rodinskji all'incontrario..
levare per aggiungere, idea affascinante..
bustonebustone on February 4th, 2013 10:16 am (UTC)
Grazie!
Grazie molte Ale, mi fa piacere e il paragone con Rodinskji beh... :-)