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22 April 2013 @ 02:09 pm
L'incontro  
Si incontrano al bar
Un locale annerito da anni di toast bruciati e vapore di caffe': un polmone dopo una vita di sigarette senza filtro.
Tavolini di formica color verde, qualche sedia, un bancone opulento che occupa la maggior parte dello spazio, un cesso vietato a chi non consuma, un telefono avvolto da un guscio trasparente, la parete vicina piena di numeri, nomi, qualche scarabocchio a forma di cazzo.

Individuo 1 arriva per primo.
Controlla se dentro c'e' qualcuno, poi si appoggia allo schienale di una sedia, una di quelle che stanno all'aperto ad arrugginire alla pioggia, con un gesto secco apre il giornale e si mette a leggere.
Gli occhi piluccano parole qui e la', pezzi di cronaca che levati dal contesto e ricuciti con altri perdono ogni senso:
"Nonostante l'intervento delle forze dell'ordine porta a casa un risultato che conforta anche se la situazione rimane irrisolta e si rischiera' il crollo se non sara' effettuato al piu' presto un opera di ristrutturazione e sentiti applausi per la commovente rappresentazione".

Individuo 2 arriva in motorino.
Preceduto dal grido agonizzante dell'unico cavallo motore che, caparbio, prima di morire vuol raggiungere la destinazione.
Parcheggia poco distante, gira la chiave, torna il silenzio.
Tira fuori dalla sella una pesante catena con la quale lega il motorino ad un palo.
Poi si leva gli occhiali da sole e si incammina in direzione di individuo 1 che fa finta di non essersi accorto di nulla.

Individuo 3 giunge in silenzio.
Preferisce non essere annunciato, arriva alle spalle, da' l'impressione di saperla lunga.
Come se avesse un ruolo da mantenere, come se lui fosse un personaggio di qualche film.
Una parte che prevede un certo alone di mistero come suggeriscono i suoi modi.
La camminata lenta, il vestito poco appariscente, l'espressione sobria di chi ne ha passate molte e non teme il futuro.

Individuo 4 e' in ritardo.
Gli altri non lo sanno ancora ma per cause non dipendenti dalla sua volonta' e' morto.
Il suo corpo giace sul pavimento accanto ad un vasetto di melanzane sott'olio rimasto intatto dopo la caduta.
E' stata la voglia di assaporare il gusto asprigno della solanaceae che lo ha spinto a scendere in cantina.
Operazione che ha svolto con ogni cautela ben conscio della poca visibilita' e dello stato fatiscente dei gradini.
Purtroppo 434897589434 milioni di battiti dopo l'avvio, il suo cuore si e' fermato.
Neppure quell'ultimo piacere salato gli e' stato concesso, solo un acuto dolore e poi il nulla.
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fuchsia_gfuchsia_g on April 26th, 2013 07:43 pm (UTC)
molto bello
i vari pezzi immagini
il fatto che tu abbia ripreso a scrivere