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09 January 2014 @ 10:51 am
La bocca del mattino è piena d'oro  
Quel mattino si alzò presto, sicuro che precedere tutti gli altri, gli avrebbe dato un vantaggio considerevole. Poco importava se aveva dovuto rinunciare a quegli ultimi istanti di sonno, quelli dove spesso arrivavano i sogni che lo aiutavano a cominciare meglio la giornata, "Il mattino ha l'oro in bocca!" diceva quel proverbio e allora eccolo, vestito, lavato e pronto sull'uscio di casa per affrontare la giornata.
Fuori la città si stava risvegliando, molto più lentamente di come aveva fatto lui. Le saracinesche dei negozi si aprivano incerte come occhi che non vogliono sollevare le palpebre per la troppa luce. Alcune lanciavano perfino grida cigolanti sfidando la schiena di chi cercava di aprirle. Gli spazzini riempivano il sottofondo con quel ritmo che assomigliava all'incedere di decine di sonnambuli dai piedi strascicanti, poi le prime voci, quelle nei bar che partivano appena dopo il suono del campanello sulla porta, gli sbuffi da rettile delle macchine da caffè, le previsioni meteo che uscivano da una radio e parlavano di posti lontani dove a nessuno importava se facesse bello o se c'era il sole, solo qualcuno che aveva parenti che abitavano laggiù, rivolgeva loro un pensiero ma solo per un istante perché quel raggio di sole che era appena entrato dalla vetrina, aveva cancellato ogni gelida meditazione. Un bus al capolinea si metteva in moto, alcuni piccioni tubavano poco lontano e un prete, uscito da una porticina aperta dentro una più grande, la spalancava poco dopo come se quel giorno in chiesa ci fosse il 3x2 di assoluzioni e particolari sconti sulle intercessioni dei santi.
Il fruttivendolo disponeva l'insalata belga dentro una cassetta, le foglie di quella pianta, bianche come il ghiaccio, vedevano la luce per la prima volta dopo essere cresciute al buio. Erano spettri vegetali che promettevano croccanti bocconi ma lui preferiva la scarola, più anonima e gustosa.

Appena uscito si recò al bar dove pronunciò poche parole, giusto quelle per ordinare un caffè e salutare. Posò gli spiccioli sul banco e uscì con il gusto di caffè che si mescolava con quello che usciva dal panificio.
Si infilò nel cancello del parco, lì camminò fino ad una panchina che divideva a metà il viale e si sedette. Vide passare scolari che parevano spinti verso la scuola dal peso degli zaini, cani legati con guinzagli lunghissimi intenti a far inciampare gli scolari, due giardinieri sopra una macchinetta elettrica piena di secchi, rastrelli e zappe, qualche corridore mattutino che si doveva essere alzato ancor prima di lui. Per un attimo li invidiò, poi vide il sudore che colorava le loro schiene, i visi paonazzi e quelle scosse che ad ogni passo salivano a muovere indumenti, seni, guance, capelli... immaginò le giunture, pensò alle sollecitazioni che dovevano sopportare ad ogni passo.. l'invidia svanì e si trasformò in commiserazione. Passò un vigile urbano in bicicletta che procedeva a fatica per via della ghiaia che copriva il viale, se fosse caduto non gli sarebbe dispiaciuto. Passarono cinque signori tutti con cappello, impermeabile, valigetta e gli stessi occhi che guardavano per terra.
Lasciò che il campanile suonasse dieci rintocchi, l'ora che segna la metà del mattino e si alzò.
Fece la strada dell'andata al contrario, uscì dal parco, passò accanto al bar e tornò a casa dove impiegò pochi minuti per chiudere tutte le persiane, infilarsi nel pigiama che conservava ancora un pò del suo calore e sparire sotto le coperte.
Era stata una giornata faticosa, se voleva l'indomani alzarsi ancora prima, doveva riposarsi.
Il sonno lo raggiunse rapido e pochi istanti dopo già sognava, cosa non ci è dato saperlo, i sogni perlopiù svaniscono al mattino e se anche lui li ricordasse, non li racconterebbe.
Prosit
 
 
 
fuchsia_gfuchsia_g on January 10th, 2014 02:09 pm (UTC)
Racconto vero e proprio
Molto bello
bustonebustone on January 11th, 2014 11:52 am (UTC)
Non ho mai idea di cosa scrivere ma mi sono accorto che spesso mi viene in mente di cominciare con qualcuno che si alza dal letto... cosa vorrà dire?
Grazie!