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14 January 2014 @ 10:35 am
Animali umani  
Alcuni eventi accomunano le persone. Un treno in ritardo rende gli arcigni Genovesi simili a solari spagnoli, due treni in ritardo li fa sembrare Brasiliani ubriachi durante il veglione di capodanno, tutti i treni in ritardo, qualcuno soppresso, altri misteriosamente scomparsi, teletrasportano la folla dentro un club Med con lo stesso umore di chi ha davanti un mese di vacanza pagata (bevande incluse).
Mai come in questi casi il proverbio: "Mal comume mezzo gaudio" e' azzeccato.
C'e' solidarieta' nella sfiga e le barriere di scazzo, i volti stretti in rughe che solitamente dicono a tutti: "Zo' ciai da guardare?" Si sciolgono, le guancie si rilassano, spuntano perfino sorrisi e qui e la' si sentono risate. La frizzante aria del mattino e' cambiata, ora e' quella di uno spogliatoio alla fine di una grande vittoria, a farci caso si sente perfino profumo di bagnoschiuma.
Arriveranno in ufficio due ore dopo, il capo gli fara' il culo, gli tocchera' recuperare il ritardo, piove e molti hanno le scarpe fradice ma chissenefrega!
Che bello e' il binario 3 vestito da Woodstock, un tizio tira fuori la chitarra dalla borsa della palestra, si siede sulla ventriquattr'ore e intona: "We shall overcome".
Qualcuno canta, altri ballano, un signore divide il caffe' che conservava dentro un termos a tutti quelli che ha intorno.
Avvolti dalla bandiera della sfiga, tutti sembrano sguazzare nelle pozzanghere putride di Trenitalia con stivali colorati.
Ci sarebbe quasi da sperare che ogni giorno si ripeta la situazione, perche' c'e' cosi' bisogno di ridere, di fraternita', di rispetto per il prossimo e di sentirsi parte di un solidale paese.

Poi l'annuncio di un treno in arrivo ha lo stesso effetto di un tornado sopra i gazebo di una vendita di torte di beneficenza.
Ben presto un silenzio apocalittico scende sulla stazione. Dopo un concerto di zip che si chiudono, fruscii di sciarpe che si annodano, rimane solo il rumore delle mascelle impegnate a digrinignare i denti. La lenta lotta di conquista per lo spazio vicino alla riga gialla, e' cominciato: passi che si muovono lenti ma inesorabili, spalle che vogliono prevalere, gomiti aperti e ritti come aculei di un porcospino.
Quando arriva il treno e' come un Dio che scaccia i poveri uomini dal paradiso.
Qualche secondo prima c'era chi scambiava la ricetta per le melanzane sott'olio con una gentile signora, e ora vorrebbe scaraventarla per terra e usarla come gradino per salire in carrozza.
Gli ombrelli diventano spade, le borse scudi, al grido di: "Se non mi siedo sono fottuto" la folla si muta in un leviatano vorace e terribile. Siete soli, all'improvviso ripiombate nella convinzione che dovete pensare solo a voi stessi e che nessuno, per nessun motivo, avra' pieta' di voi.
Il treno arriva, rallenta, vi guardate intorno, calcolate la massa corporea di chi vi sta vicino, cercate di individuare i punti deboli e le cicatrici che qualcuno sfoggia sul corpo: sono i pendorani (pendolari veterani) sopravissuti agli scioperi piu' selvaggi. I loro occhi hanno visto treni incendiati, capotreni assaliti, porte bloccate e riscaldamenti spenti e se avessero ricevuto un centesimo per ogni minuto di ritardo, sarebbero ora ricchi azionisti che vivono di rendita.
E' da loro che dovete guardarvi, cercate di pensare solo al sedile vuoto e poi spingete, bucate, schiacciate finche' non lo avrete raggiunto.
A quel punto non avete piu' nulla da dimostrare, il pendorano che avra' occupato il sedile vicino al vostro vi stringera' la mano, voi potrete raccontare di quella volta che siete entrati dal finestrino e un nuovo, solidale, spirito di corpo, si impadronira' di tutti quelli che sono seduti.
Ahhh il sapore della vittoria e' inebriante e leggere il libro sotto gli sguardi spenti di chi sta in piedi
non ha prezzo.
Lo avete capito, i treni sono una giungla e i passeggeri si dividono in prede e predatori.
Ringraziate il cielo di far parte del secondo gruppo, poi infilatevi le cuffiette e alzate il volume, le prede che stanno in piedi, hanno la brutta abitudine di lamentarsi per tutto il viaggio...
Prosit
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(Anonymous) on January 14th, 2014 10:19 am (UTC)
stare benissimo.......
ma seduti fronte marcia
bustonebustone on January 14th, 2014 08:38 pm (UTC)
Ben tornato Roby!
capracotta: art books & morecapracotta on January 14th, 2014 01:32 pm (UTC)
I treni sono una di quelle cose che riescono a tirar fuori il peggio dalle persone (come il calcio... e a me il calcio piace!). Sono contenuta di non dovermene servire quotidianamente proprio per tutto quel bendidio di ritardi, freddo, disagi, puzze, ecc. Ma se solo avessimo treni come quelli che vedo andare al Brennero... Oh sì, quelli liprenderei tutti i giorni, altro che macchina. Mi farei ore e ore di letture. ;)
bustonebustone on January 14th, 2014 08:40 pm (UTC)
L'hai detto... i nostri sono... sono dei cosi che... si insomma... :-(