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20 January 2014 @ 03:39 pm
Sull' incomincio dei libri  
Apriva il libro piegandolo ben oltre l'angolo che normalmente si pensa possa sopportare.
Lo poneva sulle ginocchia e ne sentiva la carta tra le dita.
Con la stessa cura di un cassiere che conta le banconote, metteva in contatto quei minuscoli labirinti che aveva sui polpastrelli con la liscia superficie come se volesse cercare i profili di una mappa che indicasse l'uscita.
A dire il vero, quello che cercava tra la pagine, era smarrirsi. La coscienza dell'attimo presente che pian piano lo abbandonava per chiuderlo in un mondo dove dimenticava di avere occhi che leggono e pagine da voltare, per sorvolare come uno spirito sulle vicende narrate, era una sensazione che solo i libri riuscivano a dargli.
E allora quel sentire la carta era come un giocatore di biliardo che controlla se la stecca e' perfettamente dritta, un atleta che prima di saltare oltre l'ostacolo, bacia il crocifisso che ha appeso alla catenina, il cantante che si schiarisce la voce, il ciclista che olia la catena.
Prima di voltare la pagina bianca che lo separava da quella dove la moltitudine di formiche imbalsamate erano in attesa, si dava un contegno come se dovesse presentarsi ad un colloquio. Si accomodava meglio sulla seggiola, rilassava le spalle e quando si trovava davanti la prima frase, la leggeva sussurrandola tra le labbra.
Solo quella, poi avrebbe accelerato lasciando ai sensi il compito di perdersi e alla mano di voltar pagina con movimenti automatici e sempre uguali.
Quella frase, che spesso reggeva il peso di tutto quello che sarebbe seguito, era spesso il motivo per cui aveva comprato il libro.
A lei andava attribuito tutto il merito o la colpa, quello scoglio sul quale per primi si infrangevano gli occhi voraci e pieni di aspettative, quel baluardo tra il silenzio precedente e le voci che verranno, quel primo passo sul sentiero del racconto quando il sottobosco e' pieno di frutti acerbi e si snoda pianeggiante sotto le fronde ombrose del chissa'.
Adorava leggere, amava gli incipit che spesso trascriveva sul suo diario.
Alcuni erano diventati dei quadretti che aveva cucito a punto croce perche' nella lentezza del procedimento aveva tutto il tempo per riflettere sul loro significato.
Prosit
 
 
 
Remedios: Haydeeremedios79 on January 23rd, 2014 11:54 am (UTC)
Bello :)
bustonebustone on January 23rd, 2014 04:23 pm (UTC)
Grazie splendore!!