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24 January 2014 @ 12:18 pm
Zombi (paura eh?)  
Il non morto piu' in voga del momento e' lo zombi.
Le povere creature a cui e' stato negato l'eterno riposo, si moltiplicano in film, fumetti, libri, videogiochi e serie televisive.
Forse incarnano l'ancestrale bisogno dell'uomo di prendere a calci in culo il prossimo. Meglio se suo simile e magari gia' morto.
Uccidere uno zombi e' un po' come usare uno sturalavandino, non ci sono mezze misure ne' ripensamenti o morale, il lavandino e' intasato? Va liberato, lo zombi e' fuori dalla nostra porta e la sta graffiando nel disperato tentativo di entrare? Dobbiamo uscire e scaricargli addosso (possibilmente in testa) tutto il caricatore di una carabina.
Gli zombi sono affamati. Qualcuno dice che e' perche' non mangiano da tempo, altri perche' sono privi di ogni freno inibitorio, altri ancora che la loro rabbia nel vedere le persone vive e abbronzate, li fa uscire dai gangheri.
Forse ci sono zombi che danno sfogo a tutta la rabbia repressa accumulata in vita. Persone che han sempre dovuto dar ragione a capi incompetenti, a coniugi insopportabili ad amici spocchiosi a professori bastardi.
Ci son quelli che hanno patito anni di frustrante burocrazia, altri migliaia di giorni di treni in ritardo.
Insomma, gli zombi hanno ottimi motivi per essere incazzati e in fondo chi non ha sognato, avendone la possibilita', di prendere un bastone e romperlo in testa al primo che passa?
Quindi buon per noi che li vogliamo morti, buon per loro che vogliono altrettanto.

Ma gli zombi sono tra anche tra noi e il loro cervello e' putrefatto dalla nascita.
Gli zombi pendolari al mattino scendono dal treno barcollando. Ognuno segue la propria traiettoria, le braccia ciondolanti alle cui estremita' portano borse appese come
sacchetti di plastica che il vento ha impigliato ai rami di un albero, sguardo fisso e spento.
Il non morto caffeinomane e' irresistibilmente attratto dall'odore del caffe' ma finche' non ne percepisce la fragranza cammina lento come i suoi simili, poi alla vista della
macchina distributrice di bevande calde libera i freni inibitori, inserisce la chiavetta, seleziona la bevanda e la trangugia con ferocia.
Vive (??) in uno stato catatonico fino al successivo caffe'. seduto sulla sua sedia, lo sguardo e' rivolto al monitor ma non guarda nulla, le braccia sono posate sul piano della scrivania. Lo squillo del telefono a volte lo riporta alla realta' ma e' facile che rimanga ad osservarlo senza sollevare la cornetta finche' quello smette.
Gli zombi del luogo comune hanno mantenuto la capacita' oratoria ma se in vita riuscivano (ogni tanto) a dire qualcosa di originale, ora i loro discorsi sono pelle morta.
Sono questi gli unici non morti sociali, cercano infatti la presenza di propri simili per instaurare le smorte conversazioni di cui sembrano nutrirsi.
Gli zombi maleodoranti si percepiscono a distanze siderali. L'olezzo di putredine giunge a solleticare il nostro olfatto molto prima della loro venuta.
Spesso utilizzano i mezzi pubblici rendendoli inutilizzabili e va detto che se al mattino i loro miasmi sono mefitici ma sopportabili, piu' si avvicina il tramonto e piu' la loro presenza e' terrificante.
Prosit

Ps oggi il Bustone vi regala anche una gradevolissima, per quanto spaventevole, illustrazione.
Potete stamparla su una t-shirt in modo da suscitare l'invidia di tutti!

BRAIN2
 
 
 
(Anonymous) on January 24th, 2014 07:57 pm (UTC)
ah.ah.ah
purtroppo per me troppe volte assomiglio al soggetto.......ah.......ah........ah
bustonebustone on January 25th, 2014 05:35 am (UTC)
Re: ah.ah.ah
Eh siam tutti zombi... :-)