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04 February 2014 @ 12:20 pm
Quel postino che fa colazione nella mia cucina  
E' la mattina del 4 Febbraio quando la signora Edvige Sommerset si sveglia con un presentimento: c'e' qualcuno in casa.
Lesta infila le ciabatte e con il cuore che batte all'impazzata scende le scale che portano al piano di sotto.
I rumori provengono dalla cucina, che ci sia un ladro?
Scende gli ultimi gradini, con cautela sporge il viso finche' non lo vede.
Seduto a tavola come se fosse la cosa piu' normale al mondo c'e' un uomo, indossa una divisa da postino, accanto ha una borsa di pelle da cui spunta un oggetto che sembra una chiave inglese, sul tavolo un cappello blu di lana pare il nido di un uccello.
La tazza che ha davanti e' colma di latte. Sommerge i biscotti e poi li porta alla bocca con gesti meccanici e regolari.
Pare uno di quegli omini di latta che si caricano con la chiavetta.
Forse sarebbe meglio chiamare aiuto ma il telefono si trova in cucina appeso alla parete sul fondo.
I vicini sono in vacanza, li maledice mentalmente, di tutte le settimana che il signore manda sulla terra hanno scelto proprio quella.
Spera che trovino tempo brutto lassu', nell'Oregon.
Pensa di affrontare l'uomo, forse puo' contare sul fattore sorpresa. Gli viene in mente della mazza da Hockey che sta appesa in camera di Joshua.
E' da un anno che studia a Boston ma camera sua e' rimasta come l'ha lasciata.
Sale allora la scala cercando di non fare il minimo rumore, apre la porta della camera sperando che non cigoli e stacca la mazza dai sostegni che la fissano alla parete.
Non appena ne sente il peso tra le mani una tiepida onda di sicurezza la sfiora.
E' una donna minuta ma forte, trent'anni di lavoro presso la TOMATO INC a inscatolare pomodori le hanno reso le braccia dure come cuoio conciato.
Sta per uscire dalla camera quando sente un nuovo rumore, questa volta proviene dal bagno.
Cosa sta succedendo? Puo' essere quello di sotto che e'salito?
Aguzza l'udito e sente un colpo di tosse, quello e' ancora in cucina, si avvicina allora al bagno, la porta e' socchiusa e qualcun'altro sta facendo la doccia.
Per qualche istante rimane immobile, ha letto storie di intrusi, ladri, maniaci ma mai nessuno che abbia fatto colazione o il bagno.
Immagina di aprire la porta della doccia e calare un colpo, magari a qualcuno che ha lo shampoo negli occhi, nudo e indifeso.
Maledice la situazione in cui si trova, in quel mattino in cui la piu' grande delle emozioni doveva essere il 3x2 al supermercato.

Immobile, senza sapere cosa fare sente un ulteriore rumore, proviene dalla porta in fondo al corridoio.
E' lesta ad aprire la porta dello sgabuzzino e a scivolare dentro socchiudendo la porta.
Attraverso uno spiraglio scorge una ragazza che indossa una tuta da ginnastica.
Una banda, una banda di zingari ecco chi sono quelli, sono entrati durante la notte senza controllare tutte le camere, forse hanno pensato che la casa fosse vuota come quella dei vicini e si sono installati come farebbe una famiglia di topi dietro alla stufa.
Deve agire, non puo' aspettare ancora. Decide di assalire la ragazza, poi tocchera' a quello nella doccia e infine si occupera' di quello di sotto.
Stringe il manico della mazza, fa un lungo respiro, aspetta che quella sia vicina alla porta e balza fuori con un grido, la mazza sollevata sulla testa.

"Nonna cosa stai facendo?" - dice la ragazza con un sobbalzo, "Mi hai spaventata a morte!"
"Io.. io.." - balbetta la donna, la mazza le scivola dalle mani e cade senza quasi far rumore sulla moquette che ricopre il pavimento.
"Paul!" - dice la ragazza ad alta voce, "La nonna ha dimenticato di nuovo di prendere la medicina!"
Lo scroscio di acqua che proviene dal bagno si zittisce, "Cosa hai detto?" - chiede il ragazzo
"Ho detto che la nonna non sa dove si trovi!"
"Di nuovo?" - dice quello e tira giu' qualche imprecazione.
"Di sotto c'e' un postino!" - esclama la donna
"In cucina c'e' tuo figlio, ricordi?" - dice la ragazza ma la donna ha uno sguardo da bimbo che si e' smarrito al grande magazzino.
"Dai ora scendi, prendi le tue pastiglie e poi vedrai che starai meglio" - le dice la ragazza prendendola a braccetto...
La donna si fa accompagnare di sotto, a meta' scala dice: "Attenzione nel bagno c'e' qualcuno che fa la doccia!"
"Lo so, lo so, e' tuo nipote e ci sta impiegando un secolo come al solito..."
"Ma allora io vi conosco?" - chiede poi
"Certo, da una vita, su ora prendi la medicina, ti sdrai un pochino sul divano e vedrai che quando ti sveglierai tutto sara' piu' chiaro".
Scende in cucina, l'uomo che non riconosce stringe un bicchiere colmo d'acqua in una mano e due pastiglie sono posate sul palmo aperto dell'altra.
La donna le infila in bocca e le annega con un lungo sorso d'acqua, la ragazza la fa sdraiare sul divano.

Da quella nuova posizione puo' fissare le lancette della pendola ma non fa tempo a vederle completare un giro che si addormenta.

Quando si risveglia la pendola non c'e' piu', neppure la vetrina con le statuette, il tappeto e i quadri. Al loro posto rettangoli scuri paiono guardarla curiosi.
Si tira su, le gira la testa, si rende conto che il divano sul quale si e' addormentata e' l'unico mobile rimasto nella stanza.
Non sa per quanto tempo ha dormito, fuori e' buio, forse e' passato tutto il giorno.
Allora quelli erano davvero ladri? Si avvicina al telefono per chiamare la polizia, il numero e' scritto sull'adesivo appiccicato vicino.
Afferra la cornetta e strizza gli occhi per leggere il biglietto quando si apre la porta, entra l'uomo postino che dice: "Mamma abbiamo finito di caricare il camion, manchi solo tu e il divano.
Quando anche quello sparisce nella bocca aperta del grosso camion la donna viene fatta salire in cabina e poco dopo partono in direzione di El Paso.
La donna e' imbarazzata, non sa che dire percio' rimane muta, forse la medicina fara' effetto piu' avanti per ora si sente ancora insieme a sconosciuti.
Si fermano dopo qualche ora a mangiare un boccone in un locale, per lei ordinano pomodori fritti e bistecca, le dicono che e' il suo piatto preferito.
La carne non ha sapore e i pomodori sembrano di gomma ma mangia tutto e poi si siede ad aspettarli.
Le hanno detto che torneranno presto, il tempo di far benzina e di comprare qualcosina.
Cosi' aspetta. Fuori e' buio.
 
 
 
kappa47kappa47 on February 5th, 2014 08:43 pm (UTC)
mi ricorda molto i libri di Stephen King, molto luminosi e da leggere con la mente che ricrea ^____^
bustonebustone on February 6th, 2014 09:36 am (UTC)
Grazie
Grazie del complimento!!... Stephen King sara' un po' meno contento ;-P
fuchsia_gfuchsia_g on February 10th, 2014 10:02 pm (UTC)
Che bel racconto, Gian
Ritmo, immagini...bravo
bustonebustone on February 11th, 2014 08:36 am (UTC)
Grazie Molte Ale!!
cockelberrycockelberry on February 12th, 2014 06:22 pm (UTC)
Se non ricordo male, uno scrittore di nessuna importanza, tale Fredric Brown, scrisse un racconto che qualche punto in contatto con questo, e lo intitolò, e qui mi si perdoni se la memoria non è più quella di una volta, Incubo in grigio… O era verde? Oppure… cosa sto scrivendo? Chi sono io??? E voi, vestiti di bianco, cosa volete da me? :-)) Bravo Bustok! E bravo pure Fred ;-)
bustonebustone on February 12th, 2014 08:32 pm (UTC)
Però
Grazie socio, non ricordo per niente il racconto ma ormai la mia memoria ha più buchi di una rete da pesca... il grande Fredric credo che se non mi avessi proposto le sue cose ora non sarei qui a scrivere.
Cioè ora son qui a rispondere ma il senso lo hai capito.
E anche tu... e perfino le perfide industrie cockelberry...
Eh si, quel simpatico vecchietto (come lo chiamava il professor Asimov ,che per altro veniva sempre battuto a scacchi) è stato di ispirazione.
Caro Fred, ti auguro sempre di avere la fiaschetta piena, il bus della cosmolinea B12 sempre in orario e che nessun incubo di Vargas ti venga a visitare la notte
RIP