?

Log in

No account? Create an account
 
 
27 March 2007 @ 04:29 pm
Il cacciatore  
Stava appoggiata al carrello, la schiena arcuata, il culo all'infuori mentre batteva un dito per tenere il tempo con la musica che frizzava dalle cuffiette.
Capelli neri, dritti, lunghi e quello che piu' mi incuriosiva era il contenuto del suo carrello.
Lo confesso sono un cacciatore e so bene che avvistare la preda e' solo il primo passo.
Lei rientrava alla perfezione nei miei requisiti, ad essere sincero ne superava alcuni di qualche punto, il che dava a tutto l'insieme uno dei punteggi piu' elevati dell'anno.
Posizionai il mio carrello dietro di lei, le sbarre metalliche a pochi centimetri dalle sue natiche, scacciai i pensieri sado-maso dalla mente e mi sporsi per osservare la sua spesa.
Latte parzialmente scremato, un intero cartone di succo ace, un barattolo di pistacchi e un sacchetto di patatine alla paprika.
Lievito per torte, una bacca di vaniglia, una confezione di crackers al sesamo, sei bottiglie in vetro di acqua minerale, un vasetto di marmellata ai mirtilli bio, un sacchetto di grissini marca "Antico forno". la testa di un sedano, una busta di insalata mista, pomodori scamone e un pezzo di grana padano.
Amava la cucina semplice ma si concedeva qualche distrazione.
Attesi l'avvento della seconda fase, il momento del saldo in cui avrei potuto osservare il contenuto della sua borsetta.
Ricordo la commessa, un viso stanco e due righe di rossetto sul bavero del camice azzurro, sergente maggiore nella campagna del 3x2.
La donna a fatica trascino' le bottiglie sul lettore, poi viro'la smorfia suggerita dal mal di schiena in un finto sorriso mentre pigiava l'ultimo tasto e annunciava il conto con una voce da previsioni da bel tempo su tutta la penisola.
La ragazza sposto' sulla pancia una piccola borsa arancio, apri' la cerniera ed estrasse un portafoglio di pelle stretto e lungo.
Fece scattare l'automatico e rivelo' il contenuto:
Carta di credito dei Paschi di Siena, Bancomat, tessera del sindacato, un biglietto da visita.
Pago' in contanti porgendo alla donna una banconota da 50 euro.
Non riuscii a vedere molto in verita', nessun nome, nessuna foto tessera.
La preda non si sarebbe lasciata acchiappare con facilita', sorrisi perche' in fondo le conquiste complicate erano quelle che alla fine mi davano la maggior soddisfazione.
Rimise il portafoglio nella borsa, la spesa dentro due sacchetti e usci' nel parcheggio con la velocita' di un orso che finito il letargo corre verso un favo di miele.
La fase portafoglio era stata un fiasco completo, dovevo affrontare la fase successiva e sperare nella fortuna.
Pagai la mia confezione di dadi da brodo senza degnare la commessa di uno sguardo, concentrato sulla schiena della ragazza avevo il solo desiderio di uscire e poterla seguire.
La commessa comincio' a contare le piccole monete per il resto, le afferrai tutte e le buttai dentro la scatola per i bambini del Mozambico e fui nel parcheggio.
Si era gia' allontanata di un centinaio di metri ma correndo la raggiunsi.
Si fermo' vicino ad una Panda color amaranto, nessun adesivo sulla carrozzeria, l'interno privo di personalizzazioni.
Senza avvicinarmi troppo lessi la targa, e la ripetei in testa alcune volte come un mantra. Lei butto' i sacchetti nel bagagliaio poi si sedette al posto di guida e parti' verso l'autostrada.
Se mi chiedessero quale e' stata l'invenzione del secolo non avrei dubbi: internet
Partii dalla targa della macchina, ottenni il suo nome, poi link e rimandi e pagine e tracce del suo passaggio.
Seduto comodamente sulla mia seggiola di pelle, il volto illuminato dal monitor del computer, cominciai a conoscerla
Si chiamava Fabiana Derighi ed era nata ad Ancona nel 1982, diplomata nell'istituto linguistico "Benerecetti" di Falconara Marittima.
Cameriera presso la trattoria "Adriatica", viveva sola in via Casiraghi al 12/4. Non aveva fidanzato, poche amiche che frequentava nel weekend, amava i film di azione equamente divisi tra torto e vendetta, cucinava nel microonde, amava Elliot, odiava le parole che finiscono in "Ace", era iscritta ad un corso di grafologia, aveva acquistato una macchina per il pane, partecipava alla campagna "Salva un pioppo" e c'era un filmato su "You tube" dove faceva una corsa tenendo in bocca un cucchiaio con sopra un uovo sodo.
Aveva comprato l'auto in una televendita, l'autoradio era un regalo del ex fidanzato, il cd che non levava mai lo aveva scaricato da I-tunes ed era una raccolta di cover di "Yesterday" la sua versione preferita era quella eseguita con campana tibetana.
Aveva gengive sensibili e odiava i coprisedili con le perline, le bevande gasate e ricevere pubblicita' nella cassetta delle lettere.
Il suo bagnoschiuma preferito era "Emozione di velluto" alla cannella e sandalo, dormiva con un peluche di snoopy a cui mancava un occhio e
cercava disperatamente il numero di Linus dove Charlie Brown va al campeggio estivo e diventa "Mister sacchetto".
Mi presentai fuori dalla porta di servizio della trattoria, quella che dava sul vicolo, sapevo che alle quattro esatte lei usciva per mangiare una barretta ai cereali prima di riprendere ad apparecchiare la sala per la cena. Mi presentai con in testa un sacchetto a cui avevo praticato due buchi per gli occhi, in mano un foglio sopra il quale avevo copiato una poesia.
Alle quattro precise lei fece la sua comparsa, feci un passo avanti bloccandole la strada e cominciai a recitare la poesia:

Sbattono piatti da colazione nelle cucine del seminterrato,
E lungo i marciapiedi che risuonano di passi
Scorgo anime umide di donne di servizio
Sbucare sconsolate dai cancelli che danno sulla strada.

Lei si immobilizzo', temetti per un istante di averla spaventata ma poi, rossa in volto recito':

Ondate brune di nebbia levano contro di me
Volti contorti dal fondo della strada,
Strappano a una passante con la gonna inzaccherata
Un vacuo sorriso che s'alza leggero nell'aria
E lungo il filo dei tetti svanisce.

"Sono mister sacchetto!" - dissi
"E io una ragazza molto sopresa" - mi rispose
"Ti conosco?" - poi chiese
"No, non ancora" - dissi.
Mi fece segno di aspettare, rientro' nel locale e usci' con il cappotto sulle spalle.
"Oggi non ci sono prenotazioni, il capo e' stato ben contento di lasciarmi andar via, cosi' non mi paga per niente!" - mi disse
Insieme ci allontanammo mentre le parlavo di Elliot, dei suoi vecchi compagni di scuola e della mia collezione di campane tibetane.
"Ho cominciato a raccoglierle dopo aver sentito una particolare versione di Yesterday.." - dissi
"Davvero?" - disse lei stupita

Qualcuno pensera' che sono un bastardo, no solo un cacciatore.


Tags:
 
 
Current Location: Nello scaffale delle spezie
Current Music: Ellioth Smith - Say Yes
 
 
 
barneyp1barneyp1 on March 28th, 2007 03:42 pm (UTC)
No, no, in realtà sei un gran bastardo, ma come racconti bene...