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24 February 2014 @ 02:25 pm
Prove di lucidita'  
La considerazione di noi stessi passa per le piccole prove di ogni giorno.
Pensiamo di avere una buona memoria finche' non ci dimentichiamo qualcosa.
Per carita', abbiamo in testa dell'altro, possiamo prendere appunti su un foglio che sara' mai!?
Il metodo funziona, diventa routine finche' l'istante successivo al nostro sentirci organizzati dimentichiamo dove abbiamo ficcato il foglietto.
All'improvviso crolla tutta la nostra autostima.
Usciamo di casa e verifichiamo per due volte di fila di aver chiuso la porta, di aver spento le luci, di aver chiuso il rubinetto del gas.
In effetti che male c'e' a fare una doppia verifica? Se uno e' bene due e' meglio no? Lo dicevano anche i romani: "Melius abundare quam deficere"
e allora fieri del nostro zelo incontriamo per due giorni di fila un amico al quale raccontiamo per due volte lo stesso aneddoto:
"Uh senti questa, e' successo che un tipo ubriaco e' finito con la moto contro la vetrina del fruttivendolo..."
All'amico dispiace un po' interrompere il racconto, cerca le parole piu' adatte, prende tempo, di solito dalle parti di: ".. e aveva la ruota infilata dentro una cassetta di angurie" fa un sorriso e ci dice che oggi abbiamo aggiunto particolari molto esilaranti ma che ieri l'avevamo gia' raccontata.
Ecco che ci assale la certezza di non esserci piu' tanto con la testa.
Se andiamo avanti di questo passo, magari senza neppure rendercene conto, qualcuno ci potrebbe far rinchiudere...
La sera stessa, dopo qualche esercizio di rilassamento facilitato dal disco new age "Cascate e flauto di pan" chiudiamo gli occhi e cominciano ad enunciare i componenti dei nostri gruppi musicali preferiti, i nomi delle alpi, i primi dieci minerali della scala di Mohs e i personaggi dei Simpsons.
Verificato che la memoria funziona (qualche tentennamento sull'Apatite e sul batterista dei Judas Priest) proviamo con la memoria piu' antica.
Prendiamo la foto di classe della seconda media, la teniamo davanti agli occhi, osserviamo quegli sguardi e cominciamo:
Prima fila Barzini, Vendroni, Martelli, poi.. come si chiamava piu' questa.. ah si la De Filippi che quando c'era l'interrogazione si sentiva male, poi Delucis, suo fratello Sandro, poi seduti davanti De Bertolis, Rossi, Nartini, Scoglio, Farini, Sannia, Paoloni, Cosmi, Cesani.
Quello e' Pistoia...va che maglione che aveva e di fianco Damiani e piu' in la'... Oddio la Fabrizia, l'avevo rimossa completamente.
Il professore che sfoggia il suo baffo da "Genova a mano armata" e' Davidoni che di nome faceva... giusto Davide, lo prendevamo sempre in giro.
Dovrei averli detti tutti... tutti a parte quel tipo li' in fondo... la faccia non mi e' nuova ma come si chiamava?
Oddio sono in crisi, vabbe' uno su diciotto e' buono, posso dire di avere ancora tutte le rotelle a posto e poi chissa', prima o poi mi verra' in mente.
Prosit
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capracottacapracotta on March 4th, 2014 12:58 pm (UTC)
Mi hai suggerito un paio di metodi mnemonici che dovrei tenere in considerazione!
bustonebustone on March 5th, 2014 10:24 am (UTC)
Gud!
Se poi non riesci c'e' sempre il metodo del registratore sotto il cuscino ;-)