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07 March 2014 @ 05:22 pm
Film  
"L'uomo che sussurrava ai cavalli" è stato un romanzo di successo, anche la versione per il grande schermo ha riscosso una buona accoglienza da parte del pubblico.
La casa cinematografica ha pensato di cavalcare il cavallo, cioè l'onda e produrre altri lungometraggi sul genere, ecco i titoli con una breve trama.

L'uomo che sussurrava ai cavalletti

Dopo aver ricevuto l'ennesima critica negativa ad una sua opera, preso dallo sconforto sta per buttare tutta l'attrezzatura dalla finestra quando, su consiglio di una vicina che aveva sperimentato la stessa cosa con le piante, si mette a parlare alle sue opere.
Magia o semplice caso i suoi quadri cambiano, le tinte si fanno più cangianti, i tratti più decisi ed originali.
In breve tempo vende tutte le sue opere. Il sogno della sua vita si è finalmente avverato ma quando si trova da solo nel suo studio senza più nemmeno un quadro vicino viene rapito dallo sconforto e si mette a confessare sottovoce tutte le sue turbe ai silenti e vuoti cavalletti che lo circondano

L'uomo che sussurrava ai cavalloni

Bagnino ai bagni Sette mari, Silvio Canottiera passa le sue giornate a spalare sabbia e ad aprire ombrelloni.
Si direbbe un uomo qualunque, un povero vecchio afflitto dagli anni e preso a calci dai reumatismi eppure un giorno, un lontano giorno la sua chioma bionda faceva a gara con i raggi del sole, le sue braccia erano più coriacee di una gomena e sulla sua schiena robusta si sarebbe potuto svolgere un torneo di beach volley.
Si narra che un giorno un cagnolino venne abbandonato sulla boa, le condizione del mare erano pessime, erano state issate le bandiere rosse, poi quelle coi teschi e le croci, nessuno avrebbe mai rischiato la sua vita per cercare di salvare quella del simpatico, ma pur sempre sacrificabile, botolo.
Quando tutti non aspettavano altro che una onda più alta delle altre cancellasse per sempre la sua piccola sagoma dalla faccia della terra ecco arrivare Silvio con la sua canottiera slabbrata.
Si narra che stesse succhiando un ghiacciolo all'orzata, la sua ciabatta infradito sinistra era rotta e al costume mancava il laccio.
Silvio superò la folla dei curiosi, levò dall'ormeggio il pattino e lo mise in mare.
Prima di salire si fermò con l'acqua che gli arrivava alle ginocchia e pregò.
Nessuno riuscì a distinguere le parole, il rumore dei marosi copriva tutto, quello che le persone sentirono fu appena un sussurro.
Un sussurro capace di calmare le onde con la stessa efficacia di un domatore con le fiere.
Silvio partì, raggiunse il cagnolino e lo riportò a terra sano e salvo.
Non appena il pattino fu messo al sicuro il mare riprese il suo moto di tempesta, Silvio sparì nel bagno.
Da allora tutti lasciano cagnolini sulla boa sperando che le condizioni del mare peggiorino e Silvio diventi di nuovo l'uomo che sussurrava ai cavalloni.

L'uomo che sussurrava i cavilli

La dura vita universitaria degli studenti di legge, la rigida disciplina del campus, la spietata severità dei docenti, le terribili interrogazioni dove il silenzio e la distanza rendono impossibile ricevere aiuti dai compagni.
Eppure un giorno arriva Ernest Falciagrano, un ragazzo piccolo con il viso pieno di lentiggini, la parlata da campagnolo e un vestito rattoppato. Egli non brilla per intelligenza o simpatia ma è nato con un dono: la capacità di parlare a bassa voce facendosi sentire a centinaia di metri di distanza. Un potere di cui fino a quel giorno non sapeva che farsene, "Che serve gridare piano? Preferivo essere capace di intagliare bastoni!" - diceva ma le cose cambiano e grazie a lui tutti riescono ad ottenere brillanti risultati. Ben presto diviene l'idolo delle ragazze e viene ammesso alla confraternita AEIY senza neppure dover superare la prova d'ammissione.
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