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11 March 2014 @ 09:39 am
Down all the days  
Esci di casa, chiudi il portone, controlli che sia effettivamente chiuso, controlli la cassetta della posta condominiale, scendi il gradino, ti guardi a destra e a sinistra, poi attraversi. Sul marciapiede alzi la testa, osservi il cielo: a Levante e Ponente, fai la tua personalissima previsione per le prossime ore, poi
fissando il disegno ipnotico delle mattonelle, ti incammini verso la stazione. Passi davanti al fruttivendolo e alle casse piene di mele, butti la spazzatura nel bidone, prosegui verso la scuola.
Raggiungi il bar, invidi quelli che si lasciano scorrere i minuti addosso mentre leggono il giornale e riempiono di zucchero a velo la cravatta, imbocchi la discesa, tra sguardi di genitori che guardano i figli varcare la porta della scuola come se partissero per il Vietnam, prosegui.
Attraversi, scendi la scala, arrivi in stazione.
Saluti l'edicolante, fai un cenno al barista, alzi la testa per osservare se il monitor e' sempre fuori servizio, raggiungi il binario e ti metti, come tutti gli altri, ad aspettare il treno.
Quello arriva dopo cinque minuti, poche carrozze, la gente gia' stipata e' appiccicata ai vetri.
Sali, la temperatura e' quella di un altoforno, la sensazione quella di entrare dentro una muta da sub di tre misure piu' piccole.
Basta spingere, alla fine entri, trovi perfino un posto a sedere, comincia il viaggio.
Alla stazione successiva sale altre gente, lasci il posto ad una signora, il resto del viaggio lo fai appeso alla cappelliera pregando che il treno faccia presto.
Quando arriva la tua fermata ti accorgi della massa di corpi che sta tra te e la porta.
Pensi ad un ipotetico proiettile che parte dalla tua pistola, quanti corpi attraverserebbe?
Poi cominci a chiedere permesso, i corpi entrano dentro altri corpi e si rivela un piccolo pertugio, appena uno spiffero ma sufficente perche' tu possa smettere di respirare e come un geco uscire dalla carrozza.
In stazione controlli di avere tutti i pezzi, posi la borsa sul muretto, ti vesti scambiando occhiate da scampato pericolo con tutti quelli che sono riusciti a scendere.
Felicita' e' riuscire a scendere alla tua stazione, poi qualcuno dice che non siamo mai contenti.
Ti incammini verso l'ufficio, guardi quelli con i cani al guinzaglio, quelli di fretta e quelli che il tempo lo succhiano come una mentina, senza masticarlo.
Attraversi, godi nel fermare con il tuo diritto di pedone sulle strisce, la coda di macchine assetate di asfalto, arrivi in portineria.
Il guardiano ti saluta con un cenno, ha la faccia di chi ha giocato tutta la notte a Call of Duty, ti infili nella porta girevole, cerchi il tesserino e sblocchi il tornello che ti strizza l'occhio con la sua luce verde.
Il piu' e' fatto.

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fuchsia_gfuchsia_g on March 17th, 2014 09:49 pm (UTC)
bellissimo
bustonebustone on March 18th, 2014 03:46 pm (UTC)
Grazie!!
Contento ti sia piaciuto!