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14 March 2014 @ 09:32 am
Cosa vuoi fare da grande?  
Una delle domande più classiche che ci rivolgevano quando pensavamo che il mondo, tutto il mondo, fosse qualcosa di leggermente più grande della nostra cameretta e che le occupazioni si potessero scegliere semplicemente desiderandole.
Ora che siamo maturi (pur con la speranza nascosta di diventare ancora astronauti, veterinarie per leoni feriti, esploratori e archeologi), come saremmo voluti essere da piccoli?
A me sarebbe piaciuto essere più coraggioso e più sicuro di me.
Probabilmente la seconda caratteristica avrebbe in qualche modo alzato il livello della prima, come si dice: Due piccioni con una fava.
Poi avrei voluto possedere qualche super potere, magari niente di pazzesco, mi sarei accontentato anche di uno solo, da non mostrare a nessuno ma così stupefacente da farmi sentire speciale, unico e magari attendere che un giorno qualcuno bussasse alla mia porta per dirmi: Ehi, ti sarai accorto di essere diverso, è perchè sei il prescelto e devi salvare il mondo, prendi su due paia di mutande, lo spazzolino da denti e seguimi.
(E io che speravo che i supereroi non dovessero essere schiavi dell'igiene dentale).
Sognavo di lasciare un biglietto ai miei nei quali spiegavo con poche parole che non si sarebbero dovuti rattristare per la mia scomparsa, che era a fin di bene e insomma c'erano sempre le mie sorelle, mica li lasciavo soli no?
Poi avrei voluto applicarmi di più, prima di tutto capire cosa vuole dire "Applicarmi" quella cosa nella quale non mi impegnavo abbastanza. Ero così intimorito dalle figure autoritarie dei professori che oltre a far spesso brutte figure durante le interrogazioni non avevo il coraggio di chiedere spiegazioni.
Anche mia mamma, al ritorno dai colloqui di fine trimestre, mi diceva che non andavo poi così male ma che non mi applicavo abbastanza. Con lei avevo confidenza ma non le chiedevo spiegazioni perché secondo me non lo sapeva nemmeno lei.
Poi sarei voluto essere più ardito con le ragazze e non diventare pallido, balbettare, perdere la vista dall'occhio sinistro, controllare a fatica le mie principali funzioni, digrignare i denti, perdere i capelli, ogni volta che incrociavo lo sguardo di qualcuna (valeva anche per quelle sulle riviste).
Poi avrei voluto sapere che sarei cresciuto, sarei diventato più alto di mio papà che guardavo dall'alto in basso come si fa con un albero altissimo e poi si distoglie lo sguardo perché gli occhi non reggono la luce del sole.
Prosit
 
 
 
fuchsia_gfuchsia_g on March 17th, 2014 09:46 pm (UTC)
"Da grande?"
"Lo scrittore...da sempre"
bustonebustone on March 18th, 2014 03:47 pm (UTC)
Assolutamente :-)))