?

Log in

No account? Create an account
 
 
17 April 2014 @ 12:19 pm
Tanto caro mi fu quel rincasare  
Arriva un punto della vita dove tutti i figlioli acquisiscono una certa tendenza ad abbandonare la casa familia.
Come pulcini che a furia di beccare con il loro giovine becco aguzzo il muro perimetrale scoprono la luce e un mondo nuovo.
Da quel momento il tempo passato "Fuori casa" e' molto superiore a quello "Dentro casa" che e' comunque speso per la maggior parte nella loro bat-caverna (cosi' chiamata non perche' e' buia ma per quell'odorino leggero di guano di pipistrello che aleggia sopra le masserizie).

Le mamme, custodi della magione e sacre divinita' domestiche, hanno una vera e propria "verve" nel dare il benvenuto ai figlioli che rincasano (magari a tarda ora), ecco alcune frasi originali della mia mamma che spaziava in tutti gli ambiti storici e culturali:

"Ecco che ritorna l'ebreo errante" (Trattasi di un ignoto ebreo che, stando a varie interpretazioni, negò l'accoglienza a Gesù durante l'episodio evangelico della Passione di Cristo, non avendo riconosciuto in lui il Messia. Per tal motivo, l'ebreo fu quindi costretto a vagabondare per sempre sulla terra, senza riposo, fino alla fine dei tempi)
Io di solito tornavo prima della fine dei tempi ma a mia mamma non bastava...

"Oh, ti ricordi ancora di avere... nelle varianti: una casa, una madre, una famiglia, un letto?
Qui lei vestiva i panni di Mario Merola buttando il benvenuto nella commedia tradizionale napoletana, a volte tra le mani teneva un fazzoletto e riusciva perfino a piangere.

"Carneade? Chi era costui?" Carneade è conosciuto – e spesso nominato come sinonimo di persona poco nota – in ragione della celebre citazione contenuta ne I promessi sposi di Alessandro Manzoni. Nell'incipit dell'VIII capitolo, Don Abbondio, uno dei personaggi principali del romanzo, è nella sua stanza che legge un panegirico in onore di San Carlo Borromeo, all'interno del quale è menzionato il filosofo. È a questo punto che esclama tra sé e sé la lapidaria battuta, destinata a diventare a suo modo famosa (e a condizionare molte biografie di personaggi considerati, appunto, dei carneadi per antonomasia): "Carneade! Chi era costui?".

"Stai tranquillo che se arriva un terremoto a te non ti prende sotto!" Era quasi beneaugurante nei miei confronti ma comunque la mia mano destra calava rapida per uno scaramantico sfioramento di balle.

"Vuoi dire che e' tornato il figliol prodigo?" (Scomodando il Vangelo di Luca e in riferimento al figlio che ritorna a casa dopo aver sperperato le sue ricchezze)
Era una domanda retorica a cui io non dovevo rispondere perche' era evidente che fossi tornato, in quanto a prodigo non so, in ogni caso nessun vitello grasso veniva ucciso
per la realizzazione di quel film.

"L'ultima volta che ti ho visto andavi all'asilo"

"Oddio uno sconosciuto e' entrato in casa"

"Vieni qui e fatti tastare cosi' capisco che sei vero"

"Ti sembra l'ora di arrivare?"

"Ti si e' fermato l'orologio?"

E poi gli appellativi::

Vagabondo
Profugo
Fuggitivo
Lo scomparso
Il rapito
Il fuggiasco
Il fantasma

E voi? Ricordate qualche simpatica frase di benvenuto con la quale vi accoglievano quando tornavate a casa?
prosit
 
 
 
claudiaflorealpolla on April 18th, 2014 07:47 am (UTC)
"Eccola la mia piccina"
Questo me lo dice adesso, però.
Quando ero ragazzina era più un: "Alla buon'ora! Questa casa non è un albergo". Un classico intramontabile.
:D
bustonebustone on April 28th, 2014 06:20 am (UTC)
Madre va sul classico...
si potrebbero raccogliere in un libro (magari dal titolo: Guida per giovani madri che vedono rincasare la prole) :-)