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22 April 2014 @ 11:09 am
La sciarpa gialla  
Aveva capito quasi tutto, gli mancavano giusto poche nozioni sulle caratteristiche del motore a induzione, una letta alle provincie della Cina e una veloce ripassata alla tabella degli elementi (che gia' riusciva a enunciare a ritroso partendo dal Wolfstenio).
La sua testa era come una dispensa senza pareti, un immenso spazio illimitato in cui poteva stipare qualunque cosa ed era una gran fortuna perche'al suo appuntamento con Gisella, Plinio voleva andarci preparato.
La ragazza faceva la cameriera alla trattoria "Toscana", un esserino minuto con i capelli neri come le penne di un corvo che si aggirava tra i tavoli ora posando un piatto, ora portando via un fiascho vuoto.
Plinio l'aveva vista una sera sul tram ed era stato amore a prima vista ma la sua innata timidezza gli aveva impedito di intraprendere qualunque approccio. Era rimasto ad osservarla stando ben attento a non farsi scoprire come se fosse in un museo e per osservare un dipinto si fosse trattenuto oltre l'orario di visita.
Gisella dal canto suo, era cosi'stanca che non si sarebbe accorta neppure se sul tram fosse salito un intero circo.
Se ne stava li', seduta sul fondo a guardarsi le mani. Ogni tanto gettava uno sguardo fuori`dal finestrino dove la notte avvolgeva le poche persone che ancora erano in giro, i bordi della giacca scostati mostravano il bianco della camicetta con il nome del locale ricamato sopra un seno.
In risposta al suo gesto, un viso appariva riflesso sul vetro del finestrino: un altra ragazza identica a lei e capace di raddoppiare i battiti del cuore di Plinio che gia' riusciva a fatica a tenere a bada le bizze di quel muscolo involontario.
Aveva letto romanzi, imparato a memoria poesie, studiato aneddoti e curiosita', aveva costruito la base per una conversazione brillante.
Se fosse riuscito a cominciare un discorso non gli sarebbero certo mancati gli argomenti per proseguire e chissa', forse avrebbe dato una buona impressione, la sua cultura avrebbe riempito quegli spazi che altri possiedono pieni di bellezza e che lui aveva colmato di nozioni.

Aveva deciso di recarsi al ristorante esattamente un ora prima della chiusura, contava sul fatto che gi ospiti sarebbero stati ormai un numero esiguo.
Con un po'di fortuna sarebbe toccato a Gisella servirlo al tavolo e se fosse riuscito a rendersi simpatico forse avrebbe potuto chiederle di accompagnarla a casa.
Quel pomeriggio stesso compro' un vestito grigio e il commesso insistette per aggiungere un tono di colore: una sciarpa di seta gialla che si muoveva al piu'piccolo refolo d'aria come fosse viva.
Quando si rimiro' nello specchio del negozio penso'ad uno scherzo della vista, chi era quell'elegantone?
Il vestito gli calzava alla perfezione, non ci sarebbe stato neppure bisogno di fare l'orlo ai pantaloni.
Mise i suoi vestiti dentro un sacchetto e usci' cosi', cambiato nell'abito e nella considerazione di se stesso.
Per strada gli sembro' di notare nei passanti una certa ammirazione. Era il modo in cui lo guardavano, quell'insistere sulla sciarpa, sulle pieghe del colletto a fargli credere che dentro quel negozio era avvenuta una trasformazione.
Sperava che Gisella lo avrebbe notato, certo non troppo, non voleva attirar eccessivamente la sua attenzione ma nemmeno finire per essere nella sua mente come "Quel tipo con la sciarpa gialla al tavolo sette".
Era una questione di equilibrio, quello lo aveva capito. I rituali animali che precedono l'accoppiamento sono come una danza.
Qualcuno scappa, qualcun'altro insegue, qualcuno si lascia prendere.
Entro' nella trattoria che, come aveva previsto, era semideserta.
Il padrone, un tipo con le gote rosse e un gran paio di baffi a manubrio lo accolse con un sorriso: "Prego si accomodi, stasera Caciucco alla Livornese e lepre in salmi'" - disse
Plinio si diresse verso il tavolo vicino alla finestra e si accomodo' sulla sedia che rappresentava il miglior punto di osservazione.
Di li'a poco arrivo Gisella.
Spunto' dalla cucina all'improvviso e cancello' dalla testa dell'uomo ogni pensiero
Gli sorrise, poso'sul tavolo un menu' e disse: Äbbiamo finito le seppie e la lepre, poi torno' in cucina lasciando Plinio sotto la pesante valanga dei suoi propositi futuri.
Lesse il menu' da cima a fondo senza accendere il cervello, la tensione aveva cominciato a raffreddargli le idee e all'improvviso si rese conto che non sarebbe riuscito a far altro che ordinare la cena, ogni parola al di fuori del contesto gli appariva volgare e inappropriata.
Dopo qualche minuto la ragazza torno'. Noto' che si era truccata. Un filo di perle le pendeva dal collo e un fermaglio a forma di rondine le scostava i capelli dalla fronte. Un appuntamento! Ma certo, dopo l'orario di lavoro qualcuno la portera' a ballare, o magari al ristorante dove potra' mangiare ed essere servita, o forse arriverá un tipo a bordo di una bella macchina decapottabile dove lei si infilera' senza aprire lo sportello, e partira' per una vacanza romantica.

"Signore? Mi scusi signore..." - La ragazza lo stava chiamando con il tono di chi cerca di rianimare un moribondo.
"Uh, si, mi scusi..."- farfuglio'
"Vuole ordinare?" - domando'lei
"Uh si, dunque vediamo, lei cosa mangerebbe se fosse seduta qui con me.., voglio dire, se fosse al posto mio?" - domando' e si senti' avvampare come se le idiozie che aveva appena pronunciato, fossero di fuoco.
La ragazza non mostro' nessuna sorpresa, era abituata evidentemente a ben peggio.
"Se fossi seduta li' accanto, lascerei che fosse proprio lei ad ordinare e prenderei le seppie e la lepre..."
"Ma... prima mi ha detto che sono finite!"
"Appunto, saremmo costretti a cambiare locale..."
"Ma allora vuol dire che..."- bisbiglio' Plinio
"Si voglio dire, ora le porto un risotto leggero e cerchi di finirlo prima dell'orario di chiusura o mi dovro' rifare il trucco".
Prosit
 
 
 
cockelberrycockelberry on April 22nd, 2014 11:20 am (UTC)
Che bello ogni tanto leggere cose così… :-)
bustonebustone on April 28th, 2014 06:33 am (UTC)
Grazie un mucchio socio
cockelberrycockelberry on April 28th, 2014 06:41 am (UTC)
Come sai, generalmente le cose vanno al contrario.. :-(