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23 April 2014 @ 09:26 am
Il fine giustifica i mezzi  

 

I mezzi con cui si scrive.
Se fossi uno scrittore maledetto, un po' on the road e un po' freak potrei rispondere che riesco a scrivere solo con la mia Olivetti Lettera 21 (che sarebbe la Remington nostrana). La cara Priscilla (ogni scrittore affibbia un nome di donna alla propria macchina da scrivere) si farebbe battere dalle mie dita piegate come quelle di un pianista e il suo ticchettare mi ricorderebbe quello di un picchio che cerca di cavare da un tronco le idee e i fogli di carta che si impilano segni tangibili del mio operato e il nastro che si inceppa come un concetto che non riesco ad esprimere... lo strumento diverrebbe un veicolo che dice la sua con la voce grossa, quasi un coautore capriccioso e bisognoso di cure e sostegno.

 

Il mio strumento preferito è il PC, il programma Notepad. Praticamente privo di funzioni mi permette di rivolgere tutta l'attenzione a ciò che vorrei scrivere senza pensare al come. È una macchina da scrivere che non si inceppa, un silenzioso alleato  che schiera Font regolari e compatibilità garantita con tutte le piattaforme su cui oggi come oggi (erano anni che volevo scrivere oggi come oggi) ci affidiamo (sempre che un aggiornamento non le renda inutilizzabili).
Il mio PC giace defunto da una settimana... se avete notato disordine è perché scrivo (tento di) con il telefono.
Se volete fare una colletta per uno nuovo non mi offendo, se c'è installato notepad per ringraziarvi vi scrivo un racconto personalizzato.
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