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17 April 2007 @ 11:21 am
Swimming Pool (seconda parte)  
Quando hai superato il banchetto della donna, entri negli spogliatoi.
Uomini e donne sono separati come richiesto dalla nostra epoca di perbenisti benpensanti, se pensavi di consolarti in qualche modo, te lo puoi scordare.
Apri la porta e il rumore della cattedrale idrica si fa sentire. Il soffitto a volte amplifica i rumori, altre volte no. (questa battuta mi e' valsa il premio della critica al festival dell'umorismo di Bordighera ;-).
Lo spogliatoio e' formato da tanti piccoli loculi, entri da una porta ed esci da quella opposta, come Ribot al gran premio di Agnano.
Posi la borsa sulla panchetta e avvii la procedura mentale necessaria per non fare confusione ed entrare in piscina nudo con in testa la borsa.
Nelle tasche dell' accappatoio devi infilare:

A) La cuffietta
B) Gli occhialini
C) La tessera per accedere alle vasche (quella con i timbri, serve per far ridere anche l'addetto agli ingressi)
D) La tessera per la doccia
E) Il bagnoschiuma
F) Il lucchetto per lo stipetto

Poi con costume e ciabatte indosso, metti tutto dentro un piccolissimo stipetto, ti chiudi le dita nel lucchetto un paio di volte, allacci la chiave al cordoncino del costume (ti rimarra' la paranoia di smarrirla dentro il tombino di scarico sul fondo della piscina, vero Mauri?) e accappatoio sotto braccio (peso tre tonnellate), accedi alle vasche.
Qui devi passare nella doccia misteriosa, la sua utilita' ha incuriosito milioni di studiosi:

Non serve a lavarti (troppo breve)
Non serve a scaldarti (e' gelata)
Inturgidisce i capezzoli
Riduce di 9/10 lo spazio nei costumi degli uomini
Non mi viene in mente altro.

Riprendi il tuo accappatoio, trovi un bel posto vicino alla corsia e dopo esserti messo cuffia e occhiali sei pronto per cominciare.
Ci sono varie corsie, tralasciando quelle dedicate all'aquagym, quelle per gli agonisti, quelle per nuotatori veloci, non ti rimane che tuffarti in una di quelle dedicate ai nuotatori lenti.
Fosse per te dovrebbero adottare anche un paio di corsie per nuotatori da palude con ridotta mobilita', ma devi fare buon viso a cattivo gioco e prendere quello che viene.
Scegli la corsia piu' vuota e ti tuffi.

Ti stacchi dal bordo e affronti la prima vasca con lo stesso impeto di una nave durante il varo.
Dopo due bracciate scopri che la distanza che ti separa dall'altra riva e' infinita, che negli occhialini entra l'acqua, che la chiave ti sbatte nelle balle come un cucchiaino con l'uovo alla coque.
Il sapore del cloro e' come succhiarsi una pastiglia per la lavastoviglie e quella ragazza laggiu' che sta aspettando
di avere la corsia libera, sta commiserandoti scrollando il capo. Con quella non hai speranze, puoi provare ad avvicinarti per dirle:
"Ehi qui in vasca sono uno scandalo, ma dovresti vedere come gioco a golf!", ma non hai abbastanza fiato, puoi solo vedere la splendida forma del suo corpo infilarsi tra i flutti e invidiare quelle goccioline che hanno il privilegio di accarezzarle la nuca.
Chi ben comincia e' a meta' dell'opera! - dice un antico proverbio ma mentre sei aggrappato al bordo, ansimante come il mustang di un pony express, hai la certezza che chi ha inventato i proverbi durante la pausa pranzo andava al ristorante.
Dopo che il tam tam di darkwood che hai nel petto ha cominciato ad affievolirsi, provi a tornare dove hai lasciato le ciabatte.
Stavolta provi a dorso, durante il tragitto ti ferisci una ascella sulla corda, dai una sberla ad un signore con la cuffia rossa, un calcio ad una ragazza ed e' tanta la voglia di raggiungere l'altra sponda che celebri l'evento con una testata che genera un onda anomala.
Dai il piu' e' fatto, hai appena completato due intere vasche, se fossi stato in mare saresti gia' in cima alla boa a godere del dondolio.
Purtroppo qui sei in piscina, c'e' poco da godere e senza esitare devi fare una scelta.
Puoi fingere un crampo, tirarti su a sedere sul bordo e massaggiarti un polpaccio con espressione di dolore.
Per completare la farsa dovrai alzarti in piedi (fingendo difficolta') e zoppiccando raggiungere l'accappatoio scrollando il capo.
Se a tutto questo accompagnerai il gesto di scagliare gli occhialini per terra con violenza, la commedia avra' perfino un finale pieno di pathos.
La buona notizia e' che i pochi che ti avranno notato (lo so che quando sei in piscina ti senti tutti gli occhi addosso ma in realta' nessuno ti caga, sopratutto le ragazze), penseranno che stai male davvero, "Solo un deficente romperebbe gli occhialini senza motivo" - penseranno.
La brutta notizia e' che hai rotto gli occhialini e che si, sei un deficente.
La seconda possibilita' da' fondo a tutto il tuo carattere, quello che a scuola ti serviva per non morire di crampi allo stomaco mentre la professoressa scorreva il registro per scegliere chi interrogare.
La possibilita' dunque consiste nel continuare a nuotare, devi ricordarti che sei a meta' dell'opera, via, staccati dall'ombelico del bordo e muovi braccia e gambe uno, due.
Con una stoicita' inaspettata per uno come te, riuscirai a compiere le tue quattordici vasche proprio quando la fottuta lancetta del grande orologio avra' finalmente decapitato l'ultimo minuto.
Dopo aver fatto la doccia ed esserti rivestito, userai le ultime riserve di energia per passare con il petto gonfio davanti alla signora dei timbri e uscire all'aperto.
Non pensavi che nel tuo corpo ci fossero tanti muscoli vero? Magari sono piccoli ma in quel momento staranno urlando di dolore tutti insieme piu' soavi del coro della parrocchia.
Non avrai fiato, l'equilibrio vaccillera', davanti agli occhi danzeranno tanti piccoli bastoncini multicolore ma sarai soddisfatto perche'ti sara' venuto in mente quel che si dice sull'olio di ricino: "Piu' e' cattivo e piu' fa bene".
Capirai che tutto quel soffrire sara' tanto salutare, penserai che la prossima volta sulla tessera avrai un timbro in piu' e ti ritroverai a sorridere (cosi' quelli come te che stanno entrando in piscina per la prima volta penseranno che sia un luogo divertente).

PS: L'olio di ricino e' cattivo ma la natura e' spietata).
Prosit
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(Anonymous) on April 17th, 2007 11:45 am (UTC)
Miss Goon stava all'entrata smistando cartellini e bipedi con la stessa disinvoltura, maschi a destra - femmine a sinistra o tessera scaduta.
Per la chiave dello stipetto salvaspazio bastava il costume, così stretto - definito dai più 'olimpionico'- perché, posizionata da qualche parte, ivi rimanesse stampata nello stesso centimetro di pelle.
Molto caldeggiata in quanto pratica e cool, la piana tra i seni.
E chi, per difetto, se la assicurava preventivamente con un cordino ad una spallina, le si notava subito, ergo - il turno successivo- cambiava costume.
Rottmaier, istruttore rigorosamente da terra, maglietta et bermuda, esigeva un tuffo di piatto e sfilando via l'acqua. Ma le ragazze son meglio, urlava.
Anya
(Anonymous) on April 17th, 2007 08:23 pm (UTC)
Ehh sì..
..brutta faccenda, quella del cucchiaino! ;)

UovoAllaCoque
(www.uovodiscorta.blogspot.com)