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12 May 2014 @ 04:47 pm
I cinque punti  
Ha deciso che cinque sono le cose davvero importanti.
Quelle che annullano il resto, attivita' che rendono vane tutte le altre e danno finalmente il significato a questa vita.
Leggere, mangiare, ascoltare musica, fare sesso e andare in motoretta.
Eccole qui, un sublimato dei piaceri dell'uomo, la summa che sfiorando i bisogni ancestrali, include musica e lettura per accontentare anche estro ed intelletto.
Le ha scritte col gesso sulla lavagnetta che sta appesa al frigo, ha calcato i caratteri che ora appaiono come verniciati e poi ha buttato le decine e decine di foglietti sopra i quali ha scritto le altre attivita' che non ha ritenuto degne.
Ne fa anche una versione tascabile che fa plastificare perche' non si rovini col tempo.
Piu' ci pensa e piu' capisce di aver redatto la lista definitiva, quella che seguira' d'ora in avanti senza soffermarsi su nessun'altra attivita' (escludendo certi bisogni del corpo e l'assunzione di eventuali medicine).
Da un primo rapido calcolo ha constatato che le attivita' dell'elenco si possono dividere tutto il tempo, un quinto per ciascuna con un salomonico taglio della torta totale. Poi facendo conti sull'aspettativa di vita ha capito che il tempo e' poco per poterle sviscerare tutte.
Una soluzione sta nel praticarle in contemporanea, cio', pensa, non leverebbe nulla e forse potrebbe perfino aggiungere.
Prova da subito a leggere mentre mangia.
Nulla di difficile, prepara le pietanze gia' tagliate poi regge il libro con la mano sinistra e lascia che la destra porti il cibo alla bocca. Prova poi ad andare in motoretta ascoltando musica, grazie alle cuffiette che tiene nascoste sotto il casco non pare difficile e a parte quando gli corre dietro una volante perche' non si e' accorto del posto di blocco (Ne' tantomeno di fischi e sirene) ci riesce.
In moto prova anche a leggere con risultati disastrosi. Con un fumetto forse avrebbe avuto piu' fortuna ma quel romanzo russo la cui lettura e' cosi' interessante (ma l'equilibrio cosi' instabile) lo fa finire nel fosso e ringrazia il cielo che e' pieno d'acqua.
Prova un giorno, sempre con l'idea del massimo rendimento, a leggere, sentire musica e mangiare nello stesso istante.
Mette a dura prova le capacita' del suo cervello e capisce che gestire processi paralleli richiede allenamento e tempo di cui non dispone.
Si arrende quando lo assale l'istinto di bere e invece che afferrare il bicchiere alza il volume dell'mp3, poi cerca il segnalibro tra le sfoglie delle lasagne al forno e infine comincia a mordicchiare la gomma di una cuffietta.

Il sesso e' l'unica attivita' a cui vorrebbe dedicare tutto il tempo, questo una volta conosciuta qualcuna abbastanza approfonditamente da finirci a letto.
La ricerca continua dal giorno in cui gli sono spuntati i peli sulle gambe e non e' mai arrivata al dunque.
Al principio i suoi standard a cui tendere non scendono al di sotto di modelle, attrici, bellezze irraggiungibili.
Poi pian piano i requisiti calano, se proprio non c'e' un vitino da portatovagliolo, un seno non necessariamente sodo come quello della polena di un vascello, se i capelli non sono piu' lunghi di una sciarpa si puo' accontentare, anche di un caschetto, di un ciuffo, di una testa completamente rasata.
Alla fine gli basta che sulla carta d'identita' sia indicata l'appartenenza all'altro sesso eppure, per quanto provi con agenzie, siti internet, incontri programmati e al buio, non riesce ad arrivare oltre al tavolino e ai due bicchieri di orzata con la cannuccia.

Comincia a valutare la situazione, in modo scientifico come e' solito fare.
Pensa che in fondo se lui adora l'orzata non e' detto che piaccia a tutte, poi il continuo far ripetere alle ragazze quello che ha appena detto puo' dar fastidio, certo che ascoltare musica e' importante, come lasciare le cuffiette a casa?
E poi si e' ripromesso niente lettura ne' musica mentre si fa sesso ma durante i primi approcci fino ai preliminari tutto e' concesso no?

Passano i giorni e un mattino, mentre in moto percorre la statale dei laghi mangiando un pandorino, la vede.
Sta seduta su un paracarro, gonna corta, capelli che si muovono al vento come spighe di grano, occhi azzurri come il cielo che le sta dietro e un sorriso cosi' brillante che pare che in bocca abbia un catarifrangente.
Il particolare che gli fa premere il freno e per poco non soffocare con l'impasto della merendina e' il pollice che la ragazza tiene alzato.
Non ha bisogno di scuse per fermarsi e chiederle di salire, basta fare una piccola inversione, fermare la moto accanto a lei, chiederle la destinazione.
Quando le e' abbastanza vicino vede che mastica un chewingum e che dalle orecchie le spuntano i fili delle cuffiette..
Spegne le sue, lei fa altrettanto.
"Hai bisogno di un passaggio?" - chiede mentre con la mano sfiora il casco per il passeggero che sta appeso al gancio sopra la targa.
Lei smette di masticare, asserisce col capo, sputa la gomma nel vicino prato e sgancia il casco.
"Aspettavo te" - dice, "Dalle briciole che hai sulla giacca intuisco che stavi mangiando, dalle cuffiette che ascoltavi musica, dal casco che cercavi compagnia"...
"Accipicchia, sei una detective per caso?" - chiede ridendo
"No, ho solo fatto una lista e sto cercando di seguirla..."
"Una lista? Non ci posso credere, ne ho fatta una anche io!"
"Ne hai per caso con te una copia?" - chiede lei
Lui infila una mano nel giubbotto, poi estrae il piccolo foglietto plastificato e glielo porge.
Lei lo legge rapida, sorride e poi dice: "Non so tu ma c'e' una combinazione che io non ho ancora provato..."
"Se e' la stessa siamo a cavallo!" - dice lui
"No, in motoretta..." - ribatte lei
Poi partono e per essere che e' la prima volta, non finiscono nemmeno in un fosso.
Prosit
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capracottacapracotta on May 14th, 2014 11:53 am (UTC)
Wow! Forse questa è la tua storia più bella. :)
Mi vien voglia di fare una lista coi 5 punti: di sicuro cibo e moto li metterei. :)