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16 May 2014 @ 03:56 pm
Corsi e ricorsi  
Quel giorno che il microonde decise di far scomparire la tazza era una giornata come tante.
Si era appena alzato e nella penombra del mattino si muoveva con gesti automatici da zombi sonnambulo. Doveva fare appello ad ogni briciolo della sua forza di volonta' per mettere un piede davanti all'altro senza inciampare.
Sarebbe voluto essere da qualunque altra parte, dentro la bocca di un vulcano attivo, a nuotare in un mare infestato da squali, a passeggiare dentro la foresta pluviale in balia di serpenti e ragni velenosi, tutto gli sembrava meno pericoloso di quel tran tran quotidiano che lo corrodeva come ruggine con una ringhiera del porto.
Quel mattino, infilo' la tazza colma di latte nel forno a microonde e quando il campanello lo avviso' apri' la porta per ritrovarsi davanti il piatto di vetro e le pareti bianche.
Infilo' una mano come per assicurarsi che le onde non avessero reso invisibile la tazza ma incontro' il vuoto, la tazza era sparita e con lei il latte dove avrebbe voluto pucciare i biscotti al cioccolato.
Si sedette sul bordo del tavolo e comincio' a pensare: "Sono sicuro di aver riempito la tazza e di averla messa a scaldare?"
A volte non andava oltre al pensiero e poi si stupiva. Gli era gia' capitato di apparecchiare la tavola e poi di alzarsi dieci volte per prendere tutto quello che aveva dimenticato o di andare in garage convinto di aver preso le chiavi e dopo aver rivoltato tutte le tasche tornare a casa.
Controllo' nel frigo, la bottiglia del latte era piena a meta', "Oddio forse non ho messo a scaldare nessuna tazza, ho solo girato il timer aspettando che si scaldasse l'aria..." - penso'
Scrollo' le spalle, fanculo al suo cervello, al latte e al forno a microonde, si vesti' e una volta uscito entro' nel bar sottocasa dove se ordinavi un cappuccino potevi star sicuro di ritrovartelo davanti dopo due minuti.

Quel giorno che comparve una tazza di latte nel microonde era una giornata come tante.
Si alzo' con uno scatto, stufo di stare a letto a rigirarsi tra le lenzuola, corse in bagno mentre i muscoli, uno dopo l'altro, raggiungevano il livello di massima efficenza.
Si raso', si fece una doccia e arrivato in cucina senti' il campanello del forno.
Si avvicino' e vide che la luce illuminava una tazza.
Apri' lo sportello, la afferro' per il manico e vide che era piena di latte.
Solo per un istante penso' di avercela messa lui, ma non beveva mai latte e quella tazza a fiori non l'aveva mai vista.
Comunque interpreto' il fenomeno come un dono del cielo, la porto' sul tavolo e dopo averla addolcita con due cucchiaini di zucchero, la bevve con gusto.

Quel giorno che gli comparve davanti un pezzo pronto per il blog era una giornata come tante.
Stava pensando di andare a scaldarsi un po' di latte quando gli cadde l'occhio sul foglio che fino a pochi istanti prima era bianco.
Non era la sua calligrafia eppure quello era un pezzo.
Lo lesse, la storia non era granche' originale ma quel giorno non riusciva a pensare. Dopo aver corretto qualche virgola decise che si poteva pubblicare e cosi' fece.

Quel giorno che sullo schermo del pc spento apparve la pagina di livejournal era un giorno qualunque.
Subito penso' che un movimento impercettibile del mouse doveva aver fatto uscire il computer dallo standby ma poi si accorse che la spia nella prolunga era spenta, cosi' come il led del monitor.
Non aveva mai visitato quel sito e non riusciva a dare nessuna spiegazione a quella apparizione.
Lo lesse fino in fondo, poi si volto' e quando' torno' a guardare lo schermo lo trovo' spento.
Scrollo' le spalle, forse aveva immaginato tutto, colpa del sonno, alla sera doveva andare a dormire prima se voleva essere lucido.
Ando' in cucina con l'intenzione di scaldarsi un po' di latte nel microonde.
Prosit
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cockelberrycockelberry on May 16th, 2014 09:04 pm (UTC)
Un circolo perfetto :-) Bravo socio!!!
bustonebustone on May 17th, 2014 06:40 pm (UTC)
Grazie socio!!