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27 May 2014 @ 11:47 am
Parlare, tagliare  
"Senta, allora, davanti me li taglia belli corti ma lasci le basette lunghe, si a coprire le orecchie, vabbe' mi ha capito non e' che voglio sembrare un cocker... poi me li sfoltisce gentilmente sulla cima, no perche' quando metto il casco della moto e' piu' comodo e non avviene l'effetto "Mucca che si e' addormentata sul prato" mi capisce? E fa partire una risata che non trova compagnia.
Il barbiere ha ascoltato la richiesta mentre ha stretto al collo dell'uomo, un grande telo a motivi cashmire, poi dopo aver prelevato pettine e forbici dal cassetto, li ha battuti uno sull'altro come il ciak di un set cinematografico e ha cominciato a tagliare i capelli.
"E cosa vuole che le dica" - dice l'uomo mentre osserva le cartoline conficcate nel bordo dello specchio, "Che bei posti" - aggiunge
Il barbiere distoglie lo sguardo dalla punta delle forbici, sorvola le cartoline poi lo guarda negli occhi attraverso lo specchio.
"Le diro', alcuni posti mi fanno gola ma per altri non nutro il minimo interesse..."
"Beh tutti quei paesi caldi: Bali, Canarie, Sardegna, mica le faranno schifo no?"
Stia fermo, scusi, ecco - dice e poi pareggia una basetta con piccoli e continui tagli di forbice che ricordano voraci insetti intenti a divorare una foglia.
"Schifo no, ma non mi attirano..." - dice poi
"Un corso di acconciatura dentro uno chalet nella foresta nera le piacerebbe?" - butta li' l'uomo
Il barbiere si immobilizza, le braccia sollevate, le forbici aperte.
"Scusi ma lei pensa che noi barbieri siamo completamenti travolti dalla passione per il nostro impiego? Che magari abbiamo la casa piena di riviste, di quadri appesi con le acconciature e che in libreria mostriamo una edizione rilegata in cuoio cappelluto della storia della parrucca?"
"No, ehm, pensavo che magari la foresta.. lo chalet... lasci perdere..."
"Ecco, lasciamo perdere, che ne dice di lasciarmi fare mentre lei ascolta la radio? E' sintonizzata sul canale classico ma se ha richieste particolari puo' esprimerle, l'importante e' che evitiamo questi dialoghi, parlare per parlare e' come tagliare per tagliare, capisce cosa intendo?"
L'uomo fa un cenno di assenso, la sua testa che spunta da telo lo fa sembrare un burattino.
"Perche' ognuno dei miei tagli ha ragioni e precise dinamiche" - continua il barbiere "Nulla viene fatto a caso, dunque anche i dialoghi, meglio parlare quando c'e' qualcosa da dire non crede?"
"Ma io..." - prova a dire l'uomo
"Metta che mi scappi la forbice, certo potrebbe infilare il casco della moto con piu' facilita' pero' non so se gradirebbe..."
"L'uomo fa un altro accenno, poi assume un espressione seria e non apre piu' bocca.
Il barbiere prosegue con la sua opera, quando ha finito leva il telo con un gesto da torero poi passa una piccola spazzola tonda sul collo.
"Ho finito, fanno quindici euro"
L'uomo si alza, paga, esce senza neppure salutare
Il barbiere sorride, nell'aria le note della sinfonia num. 2 di Brahms
Prosit
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