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03 June 2014 @ 12:17 pm
24 ore di Finale 2014  
Va detto, anzi ora lo scrivo, che a cercare un senso logico al tutto si ha qualche difficolta'.
Certo il tempo prosegue, ci sono regole, convenzioni e orari da rispettare, ma quello che alla fine rimane sono immagini, attimi, suoni e sensazioni.
Oggi ci sono le fotografie da vedere, i commenti post-gara, quella piacevole atmosfera da passato prossimo che sa di relax e racconti intorno al fuoco.
Va detto che la successione di stati d'animo e' molto variabile.
Quando si decide di partecipare si e' forse guidati dalla nostalgia delle passate edizioni o forse sono i luoghi stessi a chiamare, una sorta di mal d'Africa che ti assale e a cui ubbidisci come ipnotizzato al ritmo di quei tamburi nella foresta che poi forse sono solo battiti del tuo cuore.
Poi il tempo passa, il conto alla rovescia che compare nel sito della manifestazione e' inesorabile, un battito di ciglia ed e' il giorno prima.
Si fanno allora liste, si pensa all'impensabile, si valutano i rischi e si pianificano le prossime ore. Si riempie la borsa di tutto cio' che serve e quella dei ferri di piccole cose che non si sa mai e poi si parte, si arriva al campo base, quest'anno di lusso e si assaggiano le torte e si fanno chiacchere senza fretta: e' il sabato del villaggio, manca qualche ora alla partenza, tutto si puo' ancora far scivolare sulla pelle e spegnere il cervello.
E' il momento di passeggiare, di guardare che aria tira in zona cambi, di soffermarsi sui banchetti e ascoltare il discorso ai capitani.
Poi arriva l'orario stabilito, sale la tensione, quella tua, dei tuoi compagni che magari non la danno a vedere, anzi ognuno cerca di nasconderla come meglio riesce.
Chi fischietta, chi si zittisce, chi non smette di parlare.
Chi assaggia ogni cibaria che giace sul tavolo, chi controlla per la trentesima volta la pressione delle gomme, chi lubrifica la catena ancora, ancora e ancora, chi si veste con tre ore di anticipo.
Chi chiude le chiavi della macchina dentro la macchina, chi con un ferro gliele riprende e poi si parte.
Stefano e' appena andato via per l'appuntamento dei coraggiosi che partono dalla spiaggia.
Si e' vestito in silenzio e nessuno si e' accorto della sua partenza, nessuno ha sentito il rumore del suo mozzo posteriore.
Si comincia, parte il conto alla rovescia, e' il momento di rimanere concentrati.
(continua)