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04 June 2014 @ 04:21 pm
24 ore di Finale 2014  
Avevo rimandato ai fatti avvenuti prima del mio turno.
Poi ieri mi son perso in voli pindarici e riflessioni e non ho piu' mantenuto la promessa fatta.
Rimedio subito, prima del mio turno ad esempio ha smesso di piovere, il sole e' uscito e il calore ha asciugato il fango.
Prima del mio turno ho assaggiato almeno quattro tipi di torte, ho trovato una gomma a terra dopo averla gonfiata perdeva ancora ma poi ho vinto io.
Prima del mio turno c'erano i turni degli altri che come precisi meccanismi di un grande orologio scattavano in sincronia.
Quando ci davamo il cambio, per cercare di essere efficenti e di sovrastare la pazza folla, avevamo deciso di gridare: "Ufo!"
Cosi' tutta la gente alzava lo sguardo in aria alla ricerca di qualche oggetto volante non identificato, e noi potevamo guizzar via come salamandre.
Quest'anno la zona cambi e' stata costruita senza tener conto della sua funzione principale: i cambi, appunto.
Tutti quelli che aspettavano di partire stavano dentro un recinto senza alcun ordine, perfino le pecore dentro lo steccato si sarebbero disposte con piu' efficenza.
Quando era il turno di qualcuno che stava nelle retrovie, doveva sollevare la bici e passare tra la folla o provare a passare di prepotenza ed essere picchiato dagli altri (che poi smontava la sua bici e si divideva i pezzi).
I concorrenti in arrivo, dopo essere passati sul tappetino che legge il chip, avevano pochi metri (ben nascosti dietro una fila di ulivi) per farsi riconoscere.
Il percorso, dopo essere passato davanti al palco, prevedeva una breve rampetta con successiva curva su moquette lucida dove Paolo ha lasciato parte della pelle del ginocchio, evento commentato dal cantante del momento che ha interrotto la canzone per far dello spirito ed essere mandato a cagare dal suddetto Paolo (pare che la voce sia partita direttamente dal suo ginocchio). Il sentiero si inoltrava poi lungo un pratone, l'unico tratto scorrevole dell'intero percorso per
poi infilarsi nel bosco tetro e uscire solo dopo aver espiato tutte le colpe.
Curve e cambi di pendenza, gradini e radici come se piovesse, un paio di rampe in legno (che faceva tanto bascula paracula) e tanti alberi da schivare.
Dopo cinque chilometri circa ecco che torna la luce, la strada bianca si fa larga, illuminata dal sole.
Un punto buono dove superare ed essere superati, dove tirare un poco il fiato per poi ributtarsi in discese scorrevoli e piccoli boschetti.
Non mancano i panorami mozzafiato a cui e' difficile resistere, tutto direbbe: "Metti giu' un piede e rimani un po' qui a contemplare le bellezze del creato.."
ma stoici si prosegue, laggiu' c'e' un compagno che aspetta solo di sentir gridare: "Ufooooo ufoooo" e allora proseguiamo a pedalare e arriviamo su una nuova strada bianca che percorriamo fino a raggiungere un tratto tecnico in salita che ci porta al tratto piu' famoso di tutta la competizione: Il toboga, una discesa nel bosco che porta dritta al traguardo scendendo in rapidi tornanti sulle cui sponde si puo' passare come farebbe una biglia dentro una grondaia.
Di notte cambia il clima (ben piu' freddo che di giorno) non c'e' luce (maddai) e tutto e' piu' ovattato.
Dopo le due la musica si attenua, le persone in zona cambio sono in numero ridotto, c'e' un atmosfera da creature della notte e si direbbe che da un momento
all'altro arrivi Ninetto Davoli vestito da fornaio con la sua bicicletta e il cesto colmo di crackers che canta: "Tu mi fai girar come fossi una bamboooola!!"
Di notte non si vede una mazza, o meglio, le luci fanno miracoli ma vuoi la polvere, vuoi gli occhiali che si appannano, vuoi gli scrolloni, non si vede l'ora di arrivare al traguardo senza nessun gufo raccolto per sbaglio.
I giri proseguono senza sosta, quei tagliagole del team Swearanger (il nostro beneamato team) sono come i proiettili dentro il caricatore di una colt: vicini, letali, esplosivi.
Alle due in punto l'orologio dice che sono passate 24 ore, prima dell'arrivo dei primi riusciamo a far partire Paolo per un nuovo giro, concludiamo con 31 giri compiuti.
La nostra sorpresa e' grande quando scopriamo di essere arrivati 22esimi su 187 team partecipanti... ma allora... eh si, allora siam proprio stati bravi.
Prima di andar via indovino pure il peso di una bicicletta di bambu' e vinco un cesto di prodotti, la ciliegina sulla torta.
Un altra 24 ore e' finita, forse tra un anno grideremo ancora: "Ufooo" intanto seguitiamo ad allenarci mentre gli altri stanno con il naso all'insu'.
Prosit